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MotoGP, Katayama racconta i segreti della mitica Honda NR500 pistoni ovali

VIDEO ENG/ITA - Poche moto hanno segnato la storia come questa, un miracolo di ingegneria che sfidava le regole con i suoi pistoni ovali. Katayama ci ha svelato i suoi segreti

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Mettete indietro le lancette dell'orologio e sedetevi comodi. Vi stiamo per offrire un bellissimo tuffo nel passato del motomondiale con questa intervista a Takazumi Katayama, il campione che nel 1979 ebbe l'onore e l'onere di riportare una Honda in gara, dopo il ritiro dalla massima competizione a due ruote che era stato deciso a Tokyo nel 1967.

In quegli anni le sorelle giapponesi Suzuki e Yamaha dominavano la scena con le loro 500 a due tempi, ma Honda decise di non seguire quella strada per il proprio ritorno alle gare, preferendo restare fedele al 4 tempi. I limiti regolamentari dell'epoca non avrebbero permesso ad un 4 tempi di pari cilindrata e frazionamento di competere con i sibilanti due tempi, per cui Honda decise di osare e lo fece con la NR500 a pistoni ovali. Un motore che teoricamente era un 4 cilindri, ma che in realtà, contando sul disegno ovale a doppia biella dei pistoni, simulava in tutto e per tutto un 8 cilindri.

Sulla carta un progetto incredibile, che però si scontrò nella realtà con tantissime difficoltà tecniche. La NR500 riuscì però a stupire il mondo, perché sfoggiava tantissime soluzioni tecniche davvero innovative. Katayama fu il primo pilota a vederla e guidarla ed ha incontrato il nostro Paolo Scalera a Motegi, nella sede del Museo Honda dove è gelosamente custodito il prototipo n°1 di questa mitica moto. Ecco la sua storia. 

Paolo Scalera - "Siamo qui con Takazumi Katayama, il primo uomo ad aver guidato questa bestia nel 1979 a Silverstone. Questa è la mitica Honda NR 500 a pistoni ovali. Mi piacerebbe che tu, Takazumi, ci spiegassi come tutto è iniziato e quali sono state le tue sensazioni la prima volta che hai guidato questa moto fantastica".

Takazumi Katayama - "Devo dire che la prima volta che ho visto questa moto di persona, l’ho trovata molto piccola per essere una 500. Anche il capolino qui, guarda quando è piccolo. Tutto era pensato per essere stretto a piccolo. Pensai “Wow!”, fu davvero speciale per me. La prima volta che ho guidato questa moto non è stato su una vera e propria pista, ma su un percorso di prova. Feci solo alcuni giri in tondo. Quindi quella volta non riuscii a capire esattamente quale potenziale avesse questa moto. Poi andammo a Suzuka, e la moto si rivelò facile da guidare. Tutti pensavano che questo motore cos’ nuovo fosse molto difficile, perché girava a 20.000 giri al minuto. Le persone pensavano che magari sarebbe stata molto difficile da guidare, ma in realtà era molto facile da guidare". 

PS - "Però ricordo bene che era molto difficile da accendere! Mi ricordo che si doveva spingere per molto tempo e l’albero a gomito era molto leggero. Parlo proprio del momento in cui la dovevate accendere e non di quando eri già in pista".

TK - "Fino a che non siamo arrivati a Silverstone, non mi ero mai fatto questo problema perché ci pensavano gli altri a spingermi! Per cui non era molto difficile per me".

PS - "Tu hai vinto il titolo con la 350 di Yamaha ed anche con una moto particolare che aveva tre cilindri, quindi eri abituato a motori che avevano un range di utilizzo molto ridotto. Ma come è stato guidare una moto che arrivava a 20.000 giri? Era difficile, quanto era ampio l’arco di utilizzo del motore?"

TK - "Questa NR aveva forse un buon 55% di raggio di utilizzo in cui potevi sfruttare la potenza, quindi questo significa che già sotto i 10.000 giri al minuto il motore era utilizzabile fino ad arrivare a 20.000 giri al minuto. Quindi era molto più facile da guidare rispetto ai motori a due tempi, perché quelli hanno forse neanche un 25% di raggio di utilizzo della potenza, non so se riesci ad immaginare cosa significava. Questa era diversa e più facile". 

PS - "Incredibile, io pensavo l’esatto contrario!"

TK - "Si, tutti pensavano che fosse il contrario. Forse la vecchia RC Honda era così".

PS - "Io ho provato la 500 ed era difficile, ma quando pensavo ai 20.000 giri di questa credevo che fosse più difficile".

TK - "Tutti pensavano questo, ma in realtà era molto facile, avevi tanta coppia. In realtà non cerano tantissimi cavalli".

PS - "Magari è proprio questo il problema, il 500 due tempi aveva più potenza quindi era più difficile anche per la sua accelerazione. Ma dal punto di vista della guidabilità come andava, ed anche questa carena così piccola..quando ti metti in carena e sei dietro al cupolino sembra tutto così strano".

TK - "Anche per me era molto strano, ma è stata una idea della Honda. Loro erano convinti che così funzionasse, io non ci credevo. In effetti è un po’ come in Formula 1, ci assomigliava parecchio come concetto. Quindi perché doveva essere sbagliato? Anche lì utilizzavano un’idea molto simile". 

PS - "Anche i radiatori, che si vedono benissimo qui di lato. Come andava con le temperature, tutto funzionava bene?"

TK - "Avevamo qualche piccolo problema con le temperature, infatti con il tempo i radiatori diventarono più grandi rispetto all’inizio".

PS - "Voglio raccontare ai nostri lettori che Takazumi aveva un meccanico italiano, Carlo Murelli".

TK - "Ciao Carlo! Lui ha fatto un grande lavoro per me".

PS - "Certo e lui ebbe anche un ruolo per migliorare la moto per Takazumi e per tutto il gruppo". 

TK - "Sai non mi preparava solo la moto. Mi cucinava anche gli spaghetti! Era una pasta davvero molto buona".

PS - "Ok Takazumi, grazie per questa conversazione. Abbiamo apprezzato tantissimo la tua gentilezza".

TK - "No, io sono stato davvero felice di rivederti, era tanto tempo che non ci vedevamo". 

PS - "Io non mi dimentico che tu dopo questa moto hai guidato anche in 350 con la Yamaha e con la Honda a tre cilindri. Io non mi dimenticherò mai la tua preparazione in griglia di partenza, perché tu avevi qualcuno con te che ti dava la forza del sole, con degli attrezzi speciali! Eri lì pronto e mentre ti concentravi per la partenza, c’era una specie di mago che dava la forza del sole al nostro amico Takazumi".

TK - "Come tutti hanno i propri dei e tutti sentono il bisogno di una sorta di forza divina. C’è chi fa il segno della croce, altri che pregano incrociando le mani, io invece rivolgevo le mie preghiere alle energie della natura".  

PS - "Un potere grande, visto che hai anche vinto un titolo e sei una essere umano speciale!"

TK - "Tu ricordi tutto!" 

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