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Joker: genesi di un antieroe moderno

Il regista Todd Phillips dirige Joaquin Phoenix nelle vesti del Joker, in un film drammatico sulle origini della celebre nemesi di Batman. Nel film anche Robert De Niro nei panni del presentatore televisivo Murray Franklin.

Trailer Joker
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Arthur Fleck(Joaquin Phoenix) è un comico fallito che vive nei bassifondi di Gotham City. Per guadagnarsi da vivere e potersi occupare della madre anziana, Arthur si aggira per le strade vestito da clown.

Affetto da una grave forma di depressione, Arthur trascorre i suoi giorni alienato, ignorato da una società che lo scansa, che lo rifiuta. Calpestato ed emarginato, vittima di continue aggressioni sia fisiche che psichiche, combatte giornalmente la violenza che lo circonda nascondendo il proprio inguaribile dolore sotto una maschera di falsi sorrisi.

La tragedia dell'uomo

Come se non bastasse, il continuo stress psicologico cui è stato sottoposto per tutta una vita gli provoca un particolare tic nervoso, che si manifesta sotto forma di isteriche risate, provocandogli ulteriori problemi e isolandolo ancora di più dalle persone.

L'uomo, che via via perderà gli appigli emotivi che mantenevano in bilico la sua sanità mentale, si troverà solo nella sua immaginaria discesa negli inferi della psicopatia e ne uscirà rinato, una creatura diversa, un "fleur du mal" finalmente in grado di calcare il palcoscenico e soddisfare un pubblico tutto suo.

A detta stessa del regista, il film è una tragedia, ed infatti Joaquin Phoenix per la quinta iterazione cinematografica del personaggio, porta in scena un Joker radicalmente diverso dai suoi predecessori: fragile, sensibile, turbato,spiazzante vittima e prodotto della società che lo circonda.

 

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Un Joker più intimo

Il Joker di Phillips/Phoenix è la tragedia dell'uomo moderno, un ritratto intimo e doloroso dell'animo umano, e di come in un surreale evolversi degli eventi esso possa corrompersi e mutare.

Siamo lontani dalla dialettica cui i cinecomics ci avevano abituati, le  atmosfere si fanno cupe, il dolore acquista nuove tonalità, e Phoenix dà prova della sua capacità attoriale fin dalle prime scene facendo trasparire dal personaggio tutto il suo malessere. Sporco, ferito, visibilmente dimagrito, ci troviamo di fronte a un animale del tutto diverso rispetto ai Joker di Ledger e Nicholson.

L'Arthur Fleck di Phoenix non agisce seguendo istinti di vendetta, non fa roboanti proclami incitando le masse ad inseguire il caos. Egli si muove per sopravvivere in una società che lo rigetta, è un nichilista che si ritrova suo malgrado antieroe di un malcontento preesistente.

Ecco quindi che sulle note di Gary Glitter, infine il nuovo Joker danza il suo rock and roll e comincia la sua ascesa sul palcoscenico di Gotham City.

Il Joker di Phillips, già Leone d'oro allo scorso festival di Venezia,è un chiaro cambio di marcia nel modo in cui si racconta un universo fumettistico, e Joaquin Phoenix dona vita e una dialettica quasi poetica ad un personaggio tanto celebre quanto difficile da interpretare, riuscendo nell'intento in modo magistrale come solo i grandi attori sanno fare.

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