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MotoGP, Rossi: "Galbusera come Burgess? Meglio provarci che avere rimpianti"

"Preferisco vivere senza rimpianti. Per me è una nuova sfida. Quando ho lasciato Jeremy è stato molto più difficile, Silvano è sereno, farà il tifo per noi. Il 2020 potrebbe essere l'ultimo, ho pensato di rischiare"

MotoGP: Rossi: "Galbusera come Burgess? Meglio provarci che avere rimpianti"

Durante la conferenza stampa odierna di Buriram, Valentino Rossi ha confermato una importante novità che riguarda il proprio box. Il cambio di guardia nel ruolo di capotecnico tra Silvano Galbusera e Davide Munoz rappresenta una piccola rivoluzione e da un certo punto di vista testimonia meglio di qualsiasi altra cosa la grande voglia di Rossi di tornare a competere stabilmente al top.

Valentino sa bene che queste sono le sue ultime stagioni in MotoGP e l'inizio del 2020 sarà probabilmente il momento in cui dovrà valutare se andare avanti o meno. Una decisione che dipenderà moltissimo da quanto riuscirà a mostrarsi competitivo nella prima fase di stagione. Cambiare una pedina così importante all'interno del proprio gruppo di lavoro rappresenta una grande scommessa, ma testimonia anche per l'ennesima volta l'infinita voglia di provarci sempre.

Sei sempre capace di sorprendere, di rimetterti in gioco quando meno ci si aspetterebbe un cambiamento del genere. 

"Forse quando arrivo a fare questo tipo di ragionamento, lo faccio perché penso sempre che sia meglio provare. Sbagliare piuttosto che non provare proprio. Preferisco vivere senza rimpianti. Qualcuno al mio posto magari avrebbe pensato ‘ok, è il 2020, potrebbe essere l’ultima stagione’ e magari sarebbe stato comodo lasciando tutto uguale. Io ho pensato proviamoci, cazzo. Dobbiamo provare per forza, al massimo non va bene ma non avremo nessun rimpianto". 

"Questo cambiamento è arrivato grazie ad un’insieme di cose, ma è stato bello come è avvenuto tutto - ha dichiarato Rossi - abbiamo parlato con Silvano e con Yamaha. Diciamo che eravamo un po’ fermi, come se non riuscissimo ad esprimere altro come squadra, come se fossimo già al massimo".

Quindi nasce tutto dalla voglia di superare gli attuali limiti.

"Naturalmente vogliamo cercare di essere più forti e migliorare, quindi ci è venuto in mente questa ipotesi. Silvano vuole continuare a lavorare ma si è mostrato subito contento della possibilità di stare un po’ più tempo a casa girando meno per il mondo. Dall’altra parte la Yamaha ha avuto questa secondo me ottima idea di voler fare un test team un po’ più serio, con più giornate in pista e qualche wild card in più. Un progetto in cui era bello tenere l’esperienza di Silvano, quindi diciamo che le cose si sono incastrate un po’ da sole". 

Da un certo punto di vista si è andata creando una situazione simile a quella vissuta con Burgess?

"Con Burgess è stato diverso, anche molto più difficile anche perché veramente eravamo assieme da più di quindici anni. Però lui mi sembrava un po’ senza motivazioni, poi stare tanto tempo lontano da casa, nel suo caso dall’Australia. Diciamo che lo vedevo un po’ stanco ecco. Con Silvano è stato diverso, ma in ogni caso è sempre dura, è una cosa difficile. Oltre al rapporto professionale dopo tanti anni che ci lavori assieme, ti affezioni anche alla persona. E’ bello però perché lo vedo tranquillo e so che farà il tifo per noi anche se gestirà il test team".

Quindi sei confortato dal fatto che per Silvano possa anche essere una soluzione migliore.

"Sono contento, è bello secondo me anche perché Silvano è felice di questa scelta e poi per me è una nuova sfida. E’ da tantissimo che corro in MotoGP ed ho sempre avuto per molto tempo lo stesso capotecnico al mio fianco, quindi cambiare mi dà delle buone motivazioni anche perché David è uno giovane che può portare nuove idee". 

Ti preoccupa l'idea che sia un debuttante nel difficile mondo della MotoGP?

"E’ vero che non ha esperienza in MotoGP però vedremo. Può essere un cambiamento che richiederà del tempo, ma ormai nella moderna MotoGP il capotecnico non è una figura che lavora da sola. Ci sono almeno altri tre o quattro ingegneri che lo aiutano sia per l’elettronica che per il bilanciamento complessivo della moto. Però è tutto da scoprire, ecco. Sarà bello ed interessante scoprire se riusciremo ad essere più competitivi l’anno prossimo".

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