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SBK, Bautista: "L'anno più strano della mia vita, ma mi promuovo"

"Non potevo immaginare né le vittorie a inizio stagione né quello accaduto dopo. Razgatlioglu? Voleva vincere al 2° giro, era fuori di testa"

SBK: Bautista: "L'anno più strano della mia vita, ma mi promuovo"

Sarebbe ingeneroso descrivere la stagione di Bautista come un passaggio dalle stelle alle stalle, ma lo spagnolo aveva iniziato l’anno volando altissimo con la sua Ducati per poi schiantarsi a terra (e purtroppo non solo metaforicamente). Dopo le prime gare sembrava che Alvaro avesse spodestato Rea, ma la storia recente ci dice che è andata ben diversamente. Sicuramente, non sono mancati i colpi di scena e lo stesso spagnolo deve ammette, parlando di questa stagione,  di “non ricordare qualcosa del genere nella mia carriera, è stato molto strana”.

Mancano ancora due round prima della fine e della nuova avventure con la Honda, ma è tempo di bilanci.

Alvaro, come descriveresti questo primo anno in SBK?

Per me la cosa incredibile è stata l’inizio della stagione, vincere 11 gare di fila era qualcosa che non potevo immaginare. Ma non potevo immaginare neppure quello che poi è successo dopo, mi sono trovato in una strana situazione e ho perso molti punti, a volte per colpa mia e altre per colpa di altri piloti. Queste sono le gare e questo è il bello delle gare: tutto più succedere e amiamo questo sport per questo motivo. Non è matematica, 2+2 non fa sempre 4, purtroppo questa volta è capitato a me perdere”.

Hai qualche rammarico?

Sono comunque contento di questa stagione perché avevo tante cose da imparare, dalle gomme alla moto, dalla squadra al format di gara. Posso dire che stato un’annata di successo, anche se non ho vinto il campionato. Alla fine sono contento di me stesso, ho cercato di dare il massimo in ogni condizione”.

Rea alla fine è di nuovo campione.

Congratulazioni a lui, ha fatto veramente una bella stagione, cercando di ottenere il massimo in ogni situazione. Conosce da tempo moto e team ed è molto veloce, si è meritato di vincere il titolo”.

Lo vedresti bene in MotoGP?

Sicuramente Jonathan è veloce e in passato ha guidato una MotoGP, tutti sanno quello che ha fatto (sostituì Stoner per due gare in Honda nel 2012, arrivando 8° a Misano e 7° ad Aragon ndr). Essere campione del mondo in SBK significa essere un pilota di buon livello”.

Quali sono le differenze fra i due campionati?

In MotoGP ci sono meno differenze tra il livello dei vari piloti e moto sullo schieramento, qui sono maggiori”.

Cosa ti rimane di questa giornata a Magny-Cours?

Certamente non ho perso il campionato oggi, ma sono un po’ deluso perché avrei potuto lottare per la vittoria. Le sensazioni in sella erano buone, dopo essere riuscito un passo in avanti nella mattinata. Ero nel gruppo di testa, potevo lottare, ma le gare sono così. L’unica cosa che mi è mancata è stata la possibilità di combattere”.

Razgatlioglu ha esagerato?

Dal mio punto di vista, è stato fuori di testa. Aveva già fatto un errore al primo giro, nella staccata in fondo al rettilineo, secondo me era troppo nervoso dopo avere vinto due gare di fila. Voleva ripetersi e ha provato a vincere al 2° giro”.

Non c’è stato modo di evitarlo.

Quando mi ha superato era un po’ al limite e ha provato ad aprire il gas troppo presto, perdendo il posteriore. Sfortunatamente gli ero troppo vicino e non ho potuto evitarlo. Sicuramente non voleva cadere né farmi cadere, ma non ha pensato alla gara. Come ho detto, aveva commesso un errore al primo giro e poi ha voluto recuperare terreno il prima possibile. Forse aveva fin troppe motivazioni”.

Audio raccolto da Riccardo Guglielmetti

Categoria: 
SBK

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