SBK, Honda e lo strano caso di Leon Camier

Il pilota giusto nel posto giusto al momento sbagliato, il britannico torna a Magny-Cours, ma il Mondiale rischia di perderlo nel 2020

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E pensare che lo indicavano come uno dei principali indiziati per provare a mettere i bastoni tra le ruote a Johnny Rea. Invece, la sorte sembra essersi accanita contro di lui, dal momento che in questi ultimi due anni Leon Camier ha dovuto convivere con gli infortuni, tanto da dover passare la maggior parte del tempo negli ospedali piuttosto che nei circuiti.

Ten Kate aveva puntato forte su di lui la scorsa stagione e Leon era riuscito a mettersi in mostra nei primi due round, tanto da portare la Fireblade a lottare per i primi cinque posti. Sembrava essere l’antipasto migliore in vista delle tappe europee, invece il peggio doveva ancora arrivare. Già, perché una volta sbarcato ad Aragon, il malcapitato Torres travolge con la propria MV Agusta Leon, tanto da rimediare una forte lesione al torace, così come la frattura delle costole posteriori 9, 10 e 11 sul lato sinistro e una contusione polmonare.

Un duro colpo da dover incassare per il portacolori Honda, tanto da dover saltare i round di Assen e Imola, rimandando il proprio rientro a Donington. Come se non bastasse, in occasione dei test della 8 Ore di Suzuka, il pilota britannico è finito nuovamente a terra, dovendo rinunciare addirittura alla tappa del Sol Levante.

Le sorte sembrava quindi essersi accanita contro di lui, anche perché i vari infortuni non gli consentirono di prendere parte ai vari test in programma durante il prosieguo della stagione con la Honda. Un problema non da poco, che ha visto Leon e la Fireblade rimanere sempre allo stesso livello, senza riuscire a compiere quel passo avanti che è stata in grado di fare una moto come la Yamaha, giusto per fare un nome.

Il 2019 sembrava quindi essere la stagione giusta per ripartire, complice anche l’arrivo di HRC nel Mondiale, ma come ben si sa, al peggio non c’è mai limite. Prima la caduta di Buriram, poi quella di Imola, con l’infortunio alla spalla che lo ha tenuto fuori per ben sei round. Se aggiungiamo quelli della stagione precedente, negli ultimi due anni Leon ha saltato ben 10 appuntamenti del Mondiale SBK su 23. Insomma, quasi la metà.

In un mondo come quello dei motori, dove nessuno ti aspetta, Camier ha dovuto fare prima di tutto i conti con se stesso, in secondo piano con nuovi arrivati, che lentamente lo hanno relegato a una parte da spettatore. È  la dura legge del Motorsport e il britannico ha dovuto accettarla, ancora di più quando la HRC ha deciso di scendere in pista in veste ufficiale nel 2020 e puntare il prossimo anno su Bautista in coppia con Takahashi (manca ufficialità per quest'ultimo).

 A questo punto Leon è fuori dal progetto e l’unica possibilità plausibile potrebbe essere quella di vederlo in azione sulla Kawasaki di Manuel Puccetti, ancora a caccia di un profilo per il 2020 che possa sostituire Toprak Razgatlioglu. Ci sarebbe anche una sella libera in Go Eleven, ma la strada pare non così semplice da percorrere. Qualora non ci fossero vie percorribili, l’unica soluzione di Camier sarebbe quella di guardare altrove, come ci ha detto a Portimao, provando a ripartire dal BSB.

La cosa ci dispiacerebbe non poco per un pilota che negli ultimi due anni si è forse trovato al posto giusto, ma nel momento sbagliato, senza poter mostrare veramente il proprio valore. Intanto ci consoliamo nel ritrovarlo in pista questo weekend a Magny-Cours per l'ultimo appuntamento del Mondiale nel Vecchio Continente.   

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