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Ritorno di una icona delle moto: Kawasaki acquista Bimota

La Casa di Akashi avrebbe rilevato il marchio dagli imprenditori Marco Chiancianesi e Daniele Longoni. Tra pochi giorni la conferenza stampa

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Ritorno Bimota. Kawasaki Heavy Industries ha acquistato la storica Factory riminese, rilevandola dagli imprenditori svizzeri Marco Chiancianesi e Daniele Longoni; la notizia verrà ufficializzata nei prossimi giorni in una conferenza stampa. 

Una anticipazione importante e che arriva dagli amici di Yesterbike.it, da sempre molto attenti alle sorti della casa riminese, che svelano in anteprima l'accordo ed aggiungendo che alcuni fornitori storici di Bimota sono già stati contattati informalmente dal management della nuova proprietà in vista di una imminente ripresa della collaborazione commerciale.
A breve dunque si potranno avere dettagli più precisi riguardo questa nuova avventura italo-giapponese, in attesa di vedere un qualcosa di più concreto a novembre all'Eicma di Milano. 

Giuseppe Morri, il fondatore della Bimota con il compianto Massimo Tamburini, ha commentato così a Yesterbike: "Non ho informazioni precise, ma sono voci che in questi ultimi giorni stanno girando insistentemente. Se l'acquisizione della Kawasaki si concretizzasse  - continua Morri- e tale notizia risultasse fondata ne sarei felice e orgoglioso, perché significherebbe che il marchio è stato più forte di chi lo ha gravememente danneggiato in questi ultimi 20 anni. Se mi interessa rientrare? Assolutamente no. Ho 78 anni compiuti e la mia avventura in Bimota si è conclusa nel 1993. La Bimota è una mia creatura, pertanto mi auguro che riesca ad essere rilanciata come merita. Per me sarebbe una immensa gioia. Il mio cuore è sempre stato e sempre rimarrà in questo marchio".

STORIA DELL'ARTE

Nella sua travagliata storia, fatta di crolli e di rinascite (più che) speranzose, Bimota ha saputo creare alcune delle moto più iconiche della storia del motociclismo.
Nata nei primi anni '70 grazie alla passione di tre tecnici che faranno poi la storia, Valerio Bianchi, Giuseppe Morri e Massimo Tamburini (da cui il nome Bimota, le prime lettere dei cognomi), si distinse da subito come un'azienda caratterizzata da una forte creatività.
Tra i modelli più significativi ricordiamo la prima HB1, prodotta in 10 unità, che non era altro che una Honda CB 750 Four, "kittata" e rivista dal geniale Massimo Tamburini. Negli anni '80, ricordiamo le serie HB, SB e KB, modelli dalle motorizzazioni Honda, Kawasaki e Suzuki, abbinate a telai e linee Bimota.

La SB6 con telaio tipo "Straight line"

Arrivarono quindi le serie DB (Ducati- Bimota) e YB (Yamaha-Bimota). A proposito di DB, appartiene a questo filone la mitica Tesi, rivoluzionaria creatura dell'ingegner Pierluigi Marconi (subentrato a Federico Martini e che a sua volta aveva preso il posto di Massimo Tamburini approdato in Ducati) che adottava la soluzione del telaio ad "Omega" con abbinato un doppio forcellone per avantreno e retrotreno.
Più avanti negli anni - siamo negli anni '90 - fecero il loro ritorno le motorizzazioni Suzuki con le rinnovata SB6 ed SB7 con telaio di tipo "straight line", che collegava cioè il cannotto di sterzo al perno del forcellone senza utilizzo delle canoniche piastre laterali.

ULTIMO ACUTO NEL 2015, ORA TOCCA A KAWASAKI

 Gli ultimi modelli rilasciati dal marchio si videro ad EICMA nel 2015, con la novità della naked Impeto che adottava un motore derivato dalla Ducati Diavel accoppiato ad un sovralimentatore, ma nonostante questo exploit le acque non erano delle più limpide, accentuate dalla grande ventata di crisi che si era ormai abbattuta sul mercato delle due ruote e dove, purtroppo, modelli ultra raffinati faticavano (e non poco) a farsi strada. 
Modelli sfortunati, strategie manageriali non sempre felici, portarono la Bimota a ripiombare nell'incubo. Ora, con l'arrivo di Kawasaki, la storia potrebbe tornare a sorridere ad una azienda che per anni è stato considerato un vero e proprio atelier delle due ruote. Gli appassionati non vedranno l'ora di ammirare le prossime realizzazioni.

La Impeto con motore Ducati sovralimentato

 

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