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MotoGP, Petrucci: "Questa è la migliore moto che Ducati possa fare"

"Stiamo lottando con il miglior pilota della storia su una moto fortissima, ma non serve una rivoluzione. Io sono ancora in lotta per il 3° posto nel mondiale"

MotoGP: Petrucci: "Questa è la migliore moto che Ducati possa fare"

Danilo Petrucci si lecca le ferite al termine di un Gran Premio di Aragon che di certo è stato più che avaro di soddisfazioni per il pilota della Ducati. Sulla stessa pista che ha visto nel 2018 fare doppietta in qualifica Lorenzo e Dovizioso, Danilo è scattato dalla 15a posizione in griglia. In gara poi non è assolutamente riuscito a replicare le ottime prestazioni degli altri due piloti che corrono su una GP19, ovvero Dovizioso e Miller, entrambi sul podio.

Petrucci ha invece chiuso un durissimo GP in dodicesima posizione, suo peggior piazzamento da quando corre da ufficiale in Ducati, ed è lecito porsi tante domande visto che questa prestazione stride terribilmente con quanto fatto vedere in pista da Danilo nella prima metà della stagione. 

"Anche noi facciamo fatica a capire come mai su alcune piste io sia così lontano da Andrea - ha dichiarato Petrucci -  se osservi bene le gare, nelle piste dove l’anno scorso la Ducati è stata forte io sono sempre stato veloce e vicino ad Andrea. Dove invece la Ducati ha sofferto nel 2018 evidentemente io ho più problemi a sfruttare i miei punti forti nella guida. Andrea è sicuramente più bravo di me ad adattarsi alle varie situazioni. Penso dipenda dal mio stile, che a volte mi ha permesso di essere più veloce di Andrea mentre altrove è un grosso problema. Ho cercato di mantenere sempre la calma, ma ieri dopo aver modificato la moto il mio tempo è rimasto sempre lo stesso. Quindi penso che ci sia un attimo da trovare un punto di intesa nuovo tra me e la moto. Io dovrò fare dei passi verso di lei, ma anche la squadra mi deve aiutare a cambiare la moto per venire incontro alle mie esigenze. Cosa che poi ha sempre fatto".

Impressionante vedere che invece Marquez e la Honda non sembrano avere mai problemi. La Ducati può batterlo secondo te?

"Serve migliorarsi, ma certo che battere Marc diventa sempre più difficile. Andrea è un pilota fortissimo. A volte gli sono stato vicino, ma altre volte mi ha dato tanta paga, è uno che si merita di vincere il mondiale, per l’impegno, per la guida, per tutto. Ducati sta facendo il massimo, e questa è la migliore moto che può fare. Hanno delle idee di dove andare a migliorare, poi però per metterle in pratica e vedere se funzionano, non hai molto tempo. Non serve rivoluzionare, serve migliorare in tutte le aree e basta. Dobbiamo impegnarci ancora di più perché combattiamo contro il pilota più forte della storia su una moto fortissima, quindi penso che noi possiamo fare solo questo". 

Petrucci: "Combattiamo contro il pilota più forte della storia"

Cosa pensi quando vedi che non riesci più a lottare per le prime posizioni?

"La squadra ci prova, siamo tutti dispiaciuti anche perché tutti vedono che anche io sto facendo il possibile per cambiare le cose e queste non cambiano. Questo se vogliamo è l’aspetto più terribile. Io sono il primo a voler tornare davanti. Ma negli ultimi due GP ci sono stati tanti problemi di grip ed il mio problema in questa situazione è che quando inizio a piegare sento subito il posteriore che inizia a scivolare e non riesco a scendere in piega abbastanza velocemente, mi devo fermare di più in curva, posso prendere il gas in mano dopo e poi ovviamente lo sento scivolare molto per il poco grip. E’ tutto collegato. Ho una mia teoria, proveremo a Bologna a risolvere il problema". 

Quindi magari tornando su piste con più aderenza la situazione potrebbe cambiare velocemente.

"In condizioni come queste con tanta mancanza di grip, non posso muovermi in sella come faccio sempre. Dal punto di vista tecnico è difficile entrare in curva veloce come vorrei, che poi è la cosa che ad inizio campionato mi permetteva di essere veloce. Nell’ultima parte dell’ingresso curva io ero davvero molto veloce, ero in grado di fermare la moto in pochissimo spazio. Adesso non ci riesco e devo cambiare qualcosa sulla moto per riuscirci di nuovo. E’ un peccato perché questa è una caratteristica che mi ha permesso di vincere al Mugello e di salire sul podio su altre piste. La squadra ha capito che serve un cambiamento, perché in situazioni come questa non sono in grado di guidare come vorrei e diventa tutto molto difficile, non riesco ad essere veloce". 

Aspetti positivi in questo GP ce ne sono o niente?

"L’unico aspetto positivo che c’è è che sono ancora in lotta per il terzo posto in campionato, ma le ultime quattro gare per un motivo o per un altro non sono state buone. Questa volta penso che a casa dovremmo tentare di cambiare qualcosa, perché voglio tornare a lottare per le posizioni al top e so che è possibile farlo, perché oggi due Ducati sono finite sul podio, che è il posto dove io voglio tornare. Ad inizio anno ero incazzato quando finivo quarto ed ora sono molto più lontano. Ce la sto mettendo tutta e anche in Ducati hanno capito che ho bisogno di un aiuto maggiore".

Petrucci: "In Ducati hanno capito che ho bisogno di un aiuto maggiore"

Che intendi con aiuto maggiore?

"Alcune piccole cose devono cambiare anche da parte mia del mio stile. Sai, basta anche recuperare l’1% qui e lì, e già cambia tanto. Non voglio trovare scuse, ma il poco grip che abbiamo trovato nelle ultime quattro piste è stato un enorme problema per me, perché non riesco a fermare la moto come vorrei. Andrò in Factory, analizzeremo tutti i dati e cercheremo una soluzione. Se io fossi stato così lento da inizio anno, adesso sarei in 11a posizione in campionato e non 4° a due punti dal terzo. Non è facile, ma siamo ancora vicini e penso che in pochi si aspettassero che io potessi essere così vicino ai primi tre ad inizio stagione".

Aver scelto una gomma dura può essere stato un problema oggi?

"Il fatto è che le gomme morbide che abbiamo usato in questo weekend non facevano niente di meglio delle gomme dure. Secondo i tecnici della Michelin, la dura sarebbe dovuta durare un po’ di più sul lato destro, cosa che in realtà non si è verificato da nessuno dei due lati della gomma. Poi nel finale le soft dei rivali sarebbero dovute calare ed invece è calata la dura che avevo montato io". 

Trovi un elemento costante tra le gare che potresti definire negative?

"Silverstone non è stata una gara positiva perché ho chiuso al settimo posto, ma al termine del primo giro ero 14° ed ho recuperato un sacco di posizioni. Anche in Austria ho fatto un errore clamoroso a sdraiarmi in qualifica, ma fino a quel momento ero terzo. Ero veloce come Andrea e poi ho compromesso tutto. Nelle gare in cui siamo andati tutti più piano, io ho perso la capacità di fermare la moto come avrei voluto. Il fatto è che per arginare questa situazione sono poi stato portato a fare delle manovre che sono sbagliate e devo cambiarle. Sia a Misano che qui siamo andati tutti molto più piano e per me sono state due gare terribili, perché ho trovato delle condizioni dell’asfalto che non immaginavamo. Di certo il mio distacco dai primi è aumentato ma io sono il primo a sapere di non riuscire a guidare come vorrei. Non mollerò, proverò a riprendermi. Spero che a Bologna possano aiutarmi, adesso andrò lì e proveremo a risolvere il problema".

Audio raccolto da Matteo Aglio

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