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MotoGP, Rossi: "Preoccupato dopo le FP1, ma sono già più veloce del 2018"

Terzo tempo di giornata ad Aragon per Valentino: "Marquez qui fa una grande differenza. La Yamaha sta cambiando e migliorando"

MotoGP: Rossi: "Preoccupato dopo le FP1, ma sono già più veloce del 2018"

Chi ben comincia è a metà dell’opera, per fortuna sua Valentino ad Aragon è riuscito a sfatare la saggezza popolare. La mattina del Dottore era iniziata male: “ho montato una gomma che non funzionava, quindi ho perso tempo, ma pneumatici a parte le mie sensazioni sulla moto non erano per niente buone” racconta.

Il pomeriggio, ha riservato buone sorprese e Rossi nel 2° turno di prove libere si è piazzato dietro al solo Vinales, il crono gli dà una 3ª posizione nella combinata dei tempi. Alla fine dei contri, è stato un buon inizio anche se il problema, condiviso con tutti gli altri piloti, si chiama Marc Marquez, distante più di un secondo sul giro secco.

Questa mattina ero preoccupato - confessa Valentino - Il livello in MotoGP è alto e quando parti male poi diventa difficile recuperare. La mia squadra, però, è stata capace di lavorare bene per il pomeriggio, soprattutto sull’elettronica. Nelle FP2 mi sono sentito meglio in moto e ho tenuto un buon passo, simile a quello di molti altri piloti. Poi mi sono concentrato sul giro secco perché domani è prevista pioggia ed era importante essere davanti in classifica. Sono contento del mio tempo, sono già più veloce di quanto lo fossi stato lo scorso anno”.

Andrebbe tutto alla perfezione, se non fosse per Marc.

“Questo è l’anno in cui Marquez sta andando più forte - la sua opinione - A questo si aggiunge che è su una pista che gli piace molto, è fra le sue preferite, e la differenza da lui è molto grande. È vero che nelle FP1 ha fatto un lavoro diverso dal nostro, montando prima la gomma morbida, nelle FP2 ci siamo leggermente avvicinati, ma lui rimane nettamente il più veloce. Dobbiamo migliorare”.

Questo è un aspetto che regala qualche soddisfazione al Dottore, perché la M1 è in crescita. Si era visto a Misano e la conferma è arrivata oggi, con tre Yamaha alle spalle di Marc.

Nella seconda parte della stagione abbiamo fatto dei passi avanti con l’elettronica, soprattutto in accelerazione - spiega i progressi - Mi ricordo la situazione qui lo scorso anno: la differenza in uscita di curva rispetto alle altre moto era imbarazzante, ora siamo più vicini. Non abbiamo fatto nulla di speciale, semplicemente un migliore lavoro. Poi sono arrivate le nuove parti, come lo scarico e il forcellone in carbonio, che garantisce maggiore grip meccanico”.

La rivoluzione in Yamaha non è ancora finita e l’ultima novità è il cambiamento al vertice di Yamaha Motor Racing, con Kouichi Tsuji che è stato sostituto da Hiroshi Ito alla presidenza.

Avevo un’ottima relazione con Tsuji, lavoravo con lui fin dal 2004 - ricorda Rossi - Lo considero un ottimo ingegnere ma negli ultimi anni era stato spostato in un ruolo che non era giusto per lui, secondo me. I cambiamenti interni fino a ora sono stati positivi, sono arrivate nuove persone molto brave e ne avevamo bisogno. Scopriremo in futuro se questo ci porterà a migliorare abbastanza per puntare alla vittoria.

L’ultima domanda rivolta a Valentino è stata sulla decisione di non penalizzare Fernandez nella gara Moto2 di Misano dopo essere uscito dai limiti della pista.

Una volta c’era l’erba e se ci finivi sopra rischiavi di cadere, è stato deciso di mettere dell’asfalto verniciato di verde per aumentare la sicurezza - spiega - Questo rende più difficile il lavoro della Direzione Gara che deve valutare caso per caso e applicare le regole. Ci sono anche delle piste più critiche in questo senso, per esempio a Misano uscire sul verde dà un vantaggio mentre qui ad Aragon meno”.

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