MotoGP, Rossi già nel 2020: "Posso migliorare la M1 ma anche me stesso"

"È importante guardare al futuro e Aragon sarà un banco prova per la Yamaha. Marquez? Non è ancora al suo picco, può crescere"

Share


Ormai Valentino è proiettato al futuro, a quel 2020 che potrebbe essere il suo ultimo anno in MotoGP oppure l’ennesimo trampolino per tuffarsi ancora più in là. Le acque per cui ha navigato negli ultimi mesi, però, non sono state limpide e ha bisogno di una Yamaha capace di solcare anche le onde più grosse. A Iwata lo hanno ascoltato e il prototipo della nuova M1 ha debuttato già ad agosto a Brno, poi nuovi aggiornamenti a Misano e alcune parti da utilizzare in queste ultime gare.

Mentre Vinales non è sembrato così interessato al futuro, Rossi non si è tirato indietro a vestire anche i panni del collaudatore in corsa.

È importante partire presto a pensare al 2020 e infatti ho spinto tanto con Yamaha perché lo facessero - conferma il Dottore - È ancora più importante quando, come noi, si hanno tanti punti di svantaggio in campionato, ma lo fa anche chi è in testa al campionato. Sono contento che la moto nuova sia arrivata già nei test di Brno, bisogna seguire questa strada, guardare al futuro, in modo da avere maggiori possibilità di sviluppo”.

La M1 è l’oggetto delle cure del Dottore ma, in MotoGP, mezzo e pilota vanno spesso a braccetto. Allora, viene da domandarsi quali siano i margini di sviluppo del Valentino quarantenne.

Quando ero più giovane, sicuramente miglioravo di più da un anno all’alto ma anche adesso ci riesco ancora - spiega - Sicuramente bisogna rimanere concentrati e lavorare molto, è più complicato, ma si può fare”.

Anche perché molti dei rivali sono in quell’età in cui i salti in avanti sono più semplici. Vale per il sorprendente debuttante Quartararo, ma anche per Marquez.

Mi sembra che lui e la Honda quest’anno siano più forti che mai, forse come nel 2014, quando vinse 10 gare di seguito - ricorda - Però non so se Marquez sia arrivato al suo picco, è ancora giovane e può ancora migliorare. Dipenderà anche dalla situazione tecnica del campionato, quanto le altre moto riusciranno a progredire”.

Anche per questo, Valentino sta lavorando sodo per il futuro. Le nuovi parti (forcellone in carbonio, scarichi e la copertura sulla ruota anteriore, quelle visibili) sono già state usate dal Dottore a Misano e continuerà a farlo anche ad Aragon.

“Come ho detto, guardiamo in avanti, ed è positivo sia per me che per la Yamaha usare il nuovo materiale - dice - Con più chilometri possiamo capire più cose. In questo momento il potenziale di quelle parti è simile a quello delle vecchie, ma offrono maggior margine di crescita. Anche per questo motivo, sono molto curioso di capire come si comporterà la M1 ad Aragon. Negli scorsi anni questo è stato per noi uno dei Gran Premi più difficili, ma arriviamo da gare in cui siamo migliorati e questo circuito sarà un importante banco di prova per noi”.

L’ultima battuta è per Fabio Quartarato e la sua gara a Misano.

“È stata la sua migliore in MotoGP - afferma Rossi - La sua strategia? È sempre difficile valutarla dall’esterno, devi essere lì, ascoltare le tue sensazioni e poi decidere. Detto questo, mi sembra che Fabio non abbia sbagliato nulla, semplicemente Marquez era un po’ più veloce di lui”.

Share

Articoli che potrebbero interessarti