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Il GP delle hospitality: non solo i piloti corrono contro il tempo

Millecinquecento chilometri separano Misano da Aragon e per ricostruire il paddock in tempo di record serve la velocità di Marquez e Valentino

MotoGP: Il GP delle hospitality: non solo i piloti corrono contro il tempo

Non sono solo i piloti a cui è richiesta grande velocità nel paddock, anche chi lavora dietro alle quinte del motomondiale deve sapere spingere quando è il momento. Parliamo degli addetti al montaggio e allo smontaggio delle hospitality, diventate ormai dei veri e propri palazzi viaggianti, e ai camionisti che devono arrivare il prima possibile da un circuito all’altro.

Le cose si complicano quando ci sono due Gran Premi consecutivi, come accaduto con Misano e Aragon. Tra il circuito italiano e quello spagnolo ci sono più di 1.500 chilometri, ma prima di mettersi in viaggio bisogna impacchettare tutto e poi imboccare l’autostrada.

Un lavoro duro e una lotta contro il tempo, infatti, questa mattina ad Aragon, non tutte le hospitality erano già completamente montate. Soprattutto le strutture più grosse, che richiedono più di un giorno di lavoro per sorgere dal nulla. Quasi dei giganteschi Lego, che ogni fine settimana vengono tolti e poi riposti dalle rispettive scatole.

Quanto dura il viaggio delle hospitality? A risponderci è Paolo Zanella, responsabile di quella Ducati, già pienamente operativa questa mattina.

“I nostri camion sono partiti da Misano verso l’una di domenica notte e sono arrivati ad Aragon, intorno alle 11 di sera di lunedì. Ci hanno impiegato all’incirca 22 ore, ma per riuscirci due autisti si sono alternati alla guida” ci spiega.

Se vi sembra un’impresa ardua, a tutto questo di aggiunge la stanchezza accumulata nel GP precedente. E se parliamo di quello di Misano, la situazione si complica.

Volete una curiosità? In quattro giorni abbiamo servito più di 2000 pasti” ci rivela Paolo.

Una volta arrivati i camion, sono già iniziati i primi lavori, grazie al personale arrivato in Spagna in aereo.

Da lì è stata una corsa contro il cronometro, non per ottenere una pole position, ma per presentarsi pronti il giovedì mattina, quando il Gran Premio ha ufficialmente inizio.

Il trofeo? Un buon caffè espresso, che fuori dall’Italia è sempre un piacere mai scontato.

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