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MotoGP, Misano: il Bello, il Brutto e il Cattivo

Quartararo ci prova, Marquez vince contro tutto e tutti nella domenica nera di Ducati. Moto3 sotto il segno del Sic grazie a Suzuki

MotoGP: Misano: il Bello, il Brutto e il Cattivo

Una vittoria per chi gli diceva che ormai si accontentava di arrivare 2°. Un vittoria sul suo passato, nella casa del nemico Valentino. Una vittoria per il suo futuro, scontrandosi per la prima volta con Quartararo Una vittoria che vale un altro titolo. Semplicemente un’altra vittoria, per lui. Per Marc Marquez, l’assassino di campionati, il superman a due ruote, il cannibale.

Misano è stata per una domenica la sua casa. Ma non solo per lui.

IL BELLO – Ormai la ricerca dell’anti-Marquez è più complicata di quella del Graal. Vista la mancanza in MotoGP di cavalieri della tavola rotonda, o almeno di un’Indiana Jones con la patente A, si punta tutto su Fabio Quartararo. L’azzardo sembra avere buone probabilità di riuscita. Il francesino (per cui si invocano le discendenze italiane per ravvivare l’orgoglio nazionale) è un buon candidato. Dai modi gentili nel paddock e con la giusta cattiveria in pista. Se sono rose fioriranno, intanto sono spuntati già i primi boccioli.

IL BRUTTO – C’erano quasi più piloti italiani nell’infermeria che nei box di Misano. Il GP di casa è un evento speciale, ma non a tutti ha portato fortuna. Iannone, Pasini e Fenati si sono trovati fuori dai giochi dopo solo qualche mano, Antonelli è arrivato alla gara ma ne è uscito malconcio. Quattro protagonisti mancati.

IL CATTIVO – Non svegliare il Marc che dorme, la riedizione del proverbio da appendere alla porta del box Honda. Il letargo di Marquez significava vederlo su secondo gradino del podio, dopo una robusta colazione in qualifica offerta da Valentino e il caffè del dopo pranzo preparato da Quartararo, lo spagnolo era più arzillo che mai. Cattiveria sportiva, sarà già chiaro.

LA DELUSIONE – Quest’anno le bottiglie di champagne sono rimaste in cantina e gli uomini Ducati si sono dovuti accontentare di un bicchiere di aceto. Acido come il fine settimana di Misano: dopo il trionfo del 2018, il tonfo del 2019. Dovizioso ha portato la Rossa al traguardo ma in una posizione che ricorda il passato triste della Desmosedici. Petrucci non sembrava neppure l’ombra del pilota che aveva vinto al Mugello. Nulla di buono nella gara di casa.

LA CONFERMA  – Antonelli aveva vinto a Jerez, il circuito in cui il Sic era salito per la prima volta in carriera sul gradino più alto. Suzuki ha fatto lo stesso a Misano, pista che a Simoncelli è intitolata. Viene da pensare che Marco non si perda veramente una gara da lassù e che ogni tanto ci metta lo zampino per regalarci ancora qualche bella emozione. Può continuare, perché ci piace tantissimo.

L’ERRORE – L’asfalto del vicino non è sempre più verde. Non lo è stato per Fernandez, al contrario che per Dalla Porta. Lo Stewards Panel può giudicare liberamente, ma dovrebbe esserci uniformità nelle sentenze. A Misano è mancata. Hanno sbagliato i piloti, di più chi dovrebbe controllarli.

LA SORPRESA  – Anche la KTM incomincia ad affacciarsi nelle posizioni che contano. Merito di Pol Espargarò, ma anche di Dani Pedrosa che lavora nell’ombra. Johann Zarco ha avuto un ottimo tempismo per dare l’addio.

IL SORPASSO – Non è servito a vincere, ma Quartararo alla Rio ha dimostrato di avere una lacuna: non conoscere il significato della frase ‘timore reveranziale’.

LA CURIOSITA’ –  È meglio un’attrice o una fotomodella? O magari un’influencer, che vanno tanto di moda. Macchè, per Andrea Migno la nonna è insostituibile, tanto da volerla come ombrellina sullo schieramento di Misano. La gara non è finita bene, ma nonna Walterina avrà saputo consolarlo con un bel piatto di tagliatelle. Altro che modelle.

IO L’AVEVO DETTO – Un coro prima di Misano: “le Yamaha saranno favorite”. Mai fare i conti senza Marquez.

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