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MotoGP, Misano ai piedi di Marquez, come il Camp Nou con Cristiano Ronaldo

Marc trionfa nel territorio del grande rivale, Valentino Rossi, e la sua esultanza è una dimostrazione di superiorità a tutti gli effetti

MotoGP: Misano ai piedi di Marquez, come il Camp Nou con Cristiano Ronaldo

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Poteva anche accontentarsi Marc Marquez nel Gran Premio di Misano. Non aveva infatti la necessità di vincere a tutti i costi in terra romagnola. Il suo margine in Campionato era infatti consistente e, come se non bastasse, Dovizioso, diretto inseguitore nel Mondiale, si trovava nelle retrovie con speranze remote di rimonta.

Invece Marc non ha badato a fare troppi calcoli, perché era assetato come non mai di vittoria. Non dimentichiamoci che arrivava da due beffe consecutive, la prima opera di Dovi, la seconda per merito di Rins. Misano era il posto giusto per mettere in atto la propria vendetta, un piatto che di regola va servito freddo.

Una vendetta in territorio “nemico”, in un autodromo che era un misto di colori giallo e rossi. Non siamo qua per trasformare il circuito intitolato alla memoria del SIC in uno stadio, ma per soffermarci su quanto accaduto nel post gara.

Marc che scende dalla moto, si dirige verso i suo meccanici e poi rimarca più volte: “Ho vinto qui! Ho vinto qui”, come a ribadire una supremazia che va per certi versi a oscurare il suo grande rivale Valentino Rossi e allo stesso tempo Andrea Dovizioso, che nelle ultime due stagioni ha cercato di mettergli i bastoni tra le ruote.

In quell’esultanza che sembra essere a tutti gli effetti un delirio giustificato di onnipotenza, Marquez ha voluto dare allo stesso tempo uno schiaffo alle polemiche del sabato, che lo avevano visto protagonista delle scintille col Dottore in qualifica. Ha quindi voluto parlare sul campo Magic Marc, proprio come Cristiano Ronaldo.

Il portoghese si trovò infatti in una situazione simile ai tempi del Real Madrid: ogni volta che giocava al Camp Nou di Barcellona contro il rivale Messi l’intero stadio era contro di lui, cercava di destabilizzarlo in tutti i modi. CR7 prese questa carica negativa e la trasformò in rabbia agonistica, sfoggiando la sua esultanza che stava a significare “Calma, yo estoy aquì”, divenuta poi celebre nel tempo. CR7 lasciò il segno nel terreno nemico dei blaugrana, invocando “calma, calma” ai tifosi avversari dopo la rete del 2-1 della partita che decise il campionato di quell’anno.

Marc è invece un esplosione di energia, tesa a ribadire quella che è la sua superiorità manifesta in pista che lo porterà a conquistare l’ottavo titolo Mondiale. Una superiorità che qualcuno ha cercato di minimizzare dopo i due duelli persi all’ultima curva, e che Marc aveva il dovere (in quanto campione assetato di vittorie” di ribadire. “Avevo bisogno di dimostrare qualcosa” ha detto nel post gara, e l’ha fatto.

Quel “Ho vinto qui, ho vinto qui” non è certo sfuggito al pubblico in giallo, che una volta che l’ha visto sul gradino del podio lo ha ricoperto come di consuetudine con i fischi. Fischi a cui lo spagnolo è abituato nelle gare tricolori e a cui ha risposto col suo solito sorriso 32 denti.

A Misano Marc ha quindi espugnato il terreno tanto caro a Valentino Rossi, oscurando il suo weekend, ma allo stesso tempo ha voluto mettere in riga il giovane rookie Quartararo. Nonostante le parole edulcolorate utilizzate in conferenza stampa nei confronti del francese “Lui in questo gioco non c’entra”, riferendosi a quanto accaduto sabato con Rossi in qualifica, Marc già sa che il rookie è una minaccia futura, che probabilmente vorrà rubargli il palcoscenico.

La sfida tra i due è solo all’inizio e forse è meglio non farsi trovare impreparati.

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