SBK, Bautista: "La Ducati è un missile, ma nelle curve devo lottare"

Alvaro fra il serio ed il faceto: "La Panigale è poco stabile. La abbiamo sviluppato poco perché vincevamo". Poi scherza: "ho perso il mondiale per colpa di voi giornalisti"

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Alvaro Bautista ha finalmente ritrovato a Portimao la vittoria in sella alla sua Ducati Panigale V4, in una Gara2 che apparentemente non ha avuto storia. Lo spagnolo, dopo aver buttato via Gara1 a causa di un malinteso con il compagno di team Davies alla prima staccata, ha incassato la sconfitta ad opera di Jonathan Rea anche nella Superpole Race di stamattina. Ma per Gara2, Alvaro era determinato a ritornare sul gradino più alto del podio della SBK, un appuntamento che iniziava a mancare decisamente da troppo tempo per un pilota che all'inizio di questa avventura tra le derivate sembrava imbattibile.

Sappiamo tutti come è andata in realtà dopo l'inizio di stagione spumeggiante che gli aveva permesso di mettere più di una mano sul titolo con larghissimo anticipo, ed oggi Bautista ha voluto scherzare con i giornalisti sulla vera ragione che gli ha fatto perdere chance di conquistare il mondiale SBK al primo tentativo. 

"Mi siedo qui, questo è il mio posto. Perché? Ve lo spiego: la ragione per cui ho perso il mondiale è che i giornalisti hanno cambiato la mia posizione durante le dichiarazioni post gara dopo l'ultima vittoria a Donington". 

Un modo divertente di leggere la stagione, ma la realtà è ben diversa. Alvaro però è tornato immediatamente serio ed ha analizzato la giornata odierna, che gli ha permesso di conquistare una piazza d'onore nella Superpole Race ed una vittoria cristallina in Gara2. 

"Oggi è stata una bella giornata, magari nella Superpole Race ho perso la possibilità di lottare per la vittoria alla prima curva, perché ero troppo interno ed ho dovuto rallentare troppo per non allargare e andare ad incrociare la traiettoria con i piloti che erano all’esterno. Poi ho lottato, ma la Superpole Race è breve e non ho potuto fare meglio che conquistare la seconda posizione".

La musica in Gara2 però è stata ben diversa.

"Gara 2 è stata diversa, anche se in partenza la moto si è impennata parecchio ed ho perso un po’ di tempo. Almeno sono rimasto assieme al gruppetto dei migliori, quindi non mi sono preoccupato molto per la brutta partenza. Ero più preoccupato della mia condizione fisica, perché stamattina mi sentivo un pochino peggio di ieri. Nella Superpole Race ho speso un buon 85% delle mie energie, non ho dato proprio tutto perché sapevo che oggi era davvero importante fare un buon risultato in Gara2". 

Non hai avuto problemi invece, nonostante le tue preoccupazioni. 

"Durante Gara 2, quando ero dietro alle Kawasaki ho capito di avere un passo migliore. In quel momento sentivo di avere le energie per spingere, non provavo troppo dolore, quindi ho deciso di spingere al massimo. Ho pensato che se avessi preso un po’ di vantaggio, magari verso fine gara avrei potuto amministrarlo. L’ho fatto e per fortuna è andata bene, anche se nell’ultimo giro ero distrutto ed anche le gomme erano completamente finite. Sono felice di aver vinto, ho dato tutto".

BAUTISTA: "Qualcuno potrebbe dire ‘Bautista vince perché la sua moto è un missile’. Lo è, ma qui ci sono 15 curve, non c’è solo il rettilineo"

Certo che qui la Panigale V4 sembrava di un altro pianeta sul dritto. 

"E’ facile capire cosa succede in rettilineo guardando le gare in TV, perché in quel momento basta aprire il gas al massimo e la moto fa tutto. Ma quello che non si comprende guardando la TV è che nelle curve devo lottare con la moto, per frenarla e per metterla giù in traiettoria. Si muove, ci sono problemi di trazione. Ma non è facile apprezzare queste cose. Qualcuno potrebbe dire ‘Bautista vince perché la sua moto è un missile’. Lo è, ma qui ci sono 15 curve, non c’è solo il rettilineo".

Con lo sviluppo durante la stagione non sono migliorate le cose?

"Si, di base la mia moto è la stessa di inizio anno. Non abbiamo avuto sviluppi durante la stagione, quindi i problemi che avevamo ad inizio anno sono rimasti gli stessi, come la poca stabilità o la trazione. Ci sono piste dove senti di più questi problemi ed altre dove pesano di meno. Sinceramente abbiamo chiesto dai primi metri in sella di rendere la moto più stabile e di trovare più trazione. E’ una cosa che chiediamo dall’inizio dall’anno, anzi, dai primi test di Jerez nel 2018. Durante la stagione però non abbiamo fatto grandi sviluppi in quest’area, anche se di base i problemi che ha anche Chaz sono simili ai miei. Insomma sappiamo perfettamente dove sia il problema, ma secondo me non è stato fatto abbastanza per risolverlo". 

Come mai secondo te Ducati non ha spinto tanto sullo sviluppo?

"Non so perché non ci siano stati questi sviluppi, ma di certo quando vinci è facile pensare ‘c’è un problema sulla moto? Ok, ma stiamo vincendo lo stesso’. Ma noi abbiamo vinto perché su quelle piste sentivamo di meno questi problemi, quando invece siamo arrivati su altri tracciati sono iniziati i problemi seri e credo si veda chiaramente. Ducati conosce il problema, ma non la soluzione. Per ora non abbiamo ricevuto niente di risolutivo, quindi abbiamo provato tramite l’assetto a risolvere il problema. Ma alla fine è la classica storia della coperta corta, puoi migliorare sotto questo punto di vista ma poi peggiori altrove".

Senza la velocità di questa moto saresti perso?

"Si, è esattamente così".

Certo è strano vivere questa situazione dopo un inizio così travolgente della coppia Bautista - Panigale V4.

"All’inizio in tanti pensavano che questa moto fosse nata già perfetta, ma noi sapevamo che non era così. Quando vincevamo le piste erano adatte alla Panigale V4 e quindi sembrava davvero perfetta. E’ bastato arrivare su altre piste per capire la realtà". 

In ogni caso anche l'anno prossimo avrai il tuo bel lavoro con una moto nuova da sviluppare. La nuova Honda sarà una grande novità per te. 

Alvaro ride, ma non abbocca alla provocazione "ho già avuto quest'anno una moto da sviluppare, ma per me resta in ogni caso nuova la categoria, le gomme, le sospensioni. Magari l’anno prossimo avrò maggiore esperienza, almeno per quanto riguarda le gomme. Saprò meglio come muovermi nello sviluppo".

Ma novità quando le avremo sul tuo futuro?

"Questa settimana ci saranno prima Misano e poi Aragon per la MotoGP. Magari dopo la Spagna faremo un annuncio ufficiale. Meglio aspettare piuttosto che farlo adesso". 

Tornando alla vittoria di oggi, è stata una bella liberazione dopo tanto tempo, no?

"Quando ho visto la bandiera a scacchi ed ho capito di aver vinto di nuovo, ho pensato 'ok, ho vinto ma sono distrutto'. Quando ho passato la linea del traguardo, ho sentito immediatamente sulle spalle un peso di 50 kg, è bastato che calasse un po’ l’adrenalina per la gara. E’ stato incredibile, avevo molto dolore. E’ stato strano, non avevo mai vinto provando tanto dolore e gioia assieme".

L'infortunio ha in parte pregiudicato questa tappa?

"Di certo per l’infortunio ho dovuto affrontare questo fine settimana in modo diverso, non ho potuto fare molti giri. Quindi non è stato facile lavorare sull’assetto della moto. A Magny Cours voglio assolutamente fare il contrario, mettere assieme tanti giri e trovare un ottimo assetto. Spero di essere a posto fisicamente in Francia". 

Audio raccolto da Riccardo Guglielmetti

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