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SBK, Pere Riba: “Bautista non ha capito il suo limite, come Rea nessuno"

ESCLUSIVA - “Dopo la Thailandia ho detto a Johnny che se voleva potevamo ritirarci. Razgatlioglu? Vi spiego quanto accaduto a Suzuka”

SBK: Pere Riba: “Bautista non ha capito il suo limite, come Rea nessuno"

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Non c’è nessuno che conosce Johnny Rea meglio di lui. Stiamo parlando di Pere Riba, responsabile della squadra che segue il nordirlandese. Dopo le difficoltà incontrate ad inizio stagione, la Kawasaki ha saputo rispondere alla Ducati, sfruttando allo stesso tempo tutti gli errori  commessi da Alvaro Bautista.

Archiviata Gara 1 a Portimao, il margine sullo spagnolo è di ben 93 punti e in casa KRT la strada verso il quinto titolo di Rea è spianata.  

“Spesso si dice mai mollare e credo che in questo caso non ci siano parole migliori per definire quella che è stata la nostra rimonta – ha esordito Pere Riba -  in questo 2019 abbiamo lavorato e imparato, è ovvio che nelle prime gare abbiamo sofferto, ma poi siamo lentamente cresciuti, riuscendo a conseguire la prima vittoria stagionale a Imola per poi risalire la classifica”.

Ora Rea è a 93 punti su Bautista. Nessuno l’avrebbe immaginato prima di Jerez.

Johnny è un pilota diverso da tutti gli altri, non c’è nessuno in questo paddock al suo livello. È ad un altro livello, sia come guida che mentalità. Inoltre, quando si è trovato sotto pressione, ha sempre saputo rialzarsi dalle difficoltà”.

Cosa pensi invece dl tracollo di Bautista?

“Alvaro è forte, molto competitivo ma ha gestito malissimo la situazione. Credo che lui non abbia capito quale fosse il suo limite. Questo lo dico perché non puoi cadere così tante volte di fila. Anch’io sono stato un pilota, una o due volte puoi permetterti di rischiare e andare oltre il limite, ma non così tante volte come accaduto a lui”.

Credi che questo Mondiale l’abbia vinto Rea o perso Bautista?

“Entrambe le cose. Da una parte Johnny credo che lo vincerà perché non si è mai arreso. Ha sempre lottato, ha saputo rimettersi in gioco dopo le prime tre gare senza mai fare un passo indietro con tutta quella pressione che aveva addosso. Quest’anno ha lavorato come mai prima d’ora in vita sua. Allo stesso tempo l’ha perso Alvaro, perché ha gestito male la situazione”.

Cosa pensi di questa Ducati? Ad inizio stagione sembrava imbattibile.

“La Ducati è una moto incredibile sul rettilineo, ma con un carattere diverso nel motore rispetto alla nostra Kawasaki. Ricordatevi la Thailandia, dove Alvaro guadagnava mezzo secondo in un rettilineo, anche se in curva Rea era più veloce. Anche qua a Portimao abbiamo visto quella che è la potenzialità della V4 nel primo settore, poi però ci sono altri aspetti che entrano in gioco come la guida nelle curve e tanti altri aspetti. Quello che conta è il pacchetto e alla fine questo fa sempre la differenza”.

Perché Bautista ha perso questo Mondiale?

“Johnny e Alvaro sono due piloti forti. Io credo che nel momento in cui Bautista sia arrivato su piste più favorevoli a Rea, abbia accusato la pressione e nel momento in cui iniziavano le prima difficoltà ha faticato ad essere competitivo”.

C’è stato un momento della stagione dove hai visto Johnny particolarmente affranto?

Dopo l’Australia e la Thailandia Johnny era particolarmente deluso, davvero molto demoralizzato. Non si aspettava di vedere un Bautista e una Ducati così forti dopo i test invernali. Gli dissi: “cosa vuoi fare Johnny? Vuoi che ci ritiriamo? Ovviamente era una provocazione. In quel momento abbiamo però capito che si doveva continuare a lavorare, perché c’erano ancora tante gare e di conseguenza era inutile darsi per vinti dopo sole tre gare. Un passo alla volta siamo riusciti a migliorare e alla fine tutti voi sapete la realtà dei fatti. Tra l’altro c’è un altro bel retroscena. Dopo la vittoria di oggi a Portimao Rea era arrabbiato, perché nel finale non avvertiva la giusta fiducia in sella alla Kawasaki. Un pilota normale sarebbe stato felice per i 93 punti di vantaggio, invece lui vuole sempre essere al top e questo conferma quelle che sono le sue qualità”.

Pere, cosa pensi dell’addio di Razgatlioglu alla Kawasaki e le parole utilizzate da Sofuoglu?

“Credo che Kenan abbia sbagliato a dire determinate cose. Innanzitutto tengo a sottolineare che la 8 Ore è una gara diversa da quelle classiche. La priorità della Kawasaki era vincere e l’obiettivo l’abbiamo centrato. A parte ciò, per vincere a Suzuka serve più di tutto l’esperienza. Johnny e Leon ne hanno, inoltre a ogni stint serve dare le giuste indicazioni alla squadra. Rea e Haslam l’hanno saputo fare, mentre Toprak ha accusato sotto questo aspetto, perché era più “acerbo”, ma ci può stare vista la sua età. Inoltre, in una 8 Ore, devi essere aggressivo e capire il pericolo nel sorpassare venti piloti. Abbiamo quindi capito fosse meglio affidarci a Johnny e Haslam e alla fine siamo riusciti a centrare l’obiettivo. Mi spiace per quello che ha detto Kenan, accetto il suo punto di vista, ma alla fine quello che conta è stato il risultato”.

Quanto peserà alla Kawasaki l’addio di Toprak?

“Lui è bravissimo, ma non dimentichiamo che se è così forte è talentuoso il merito è anche della Kawasaki che lo ha sostenuto in tutti questi anni. La Kawasaki lo ha sempre messo nelle condizioni migliori per renderlo competitivo e tutti voi sapete bene quale sostegno offriamo alla sua squadra. A parte ciò, credo che Sofuoglu non abbia pensato più di tanto nel dire quelle cose. Magari sono state dovute alla rabbia”.

Ultime due battute: quando rinnoverà Haslam?

“Sinceramente non so cosa accadrà. Sono concentrato solo su Rea. Posso dire che la squadra sta lavorando e sul discorso mercato aggiungo che sono rimasto sorpreso da Bautista e la sua scelta di lasciare Ducati. Alla fine la Ducati è una Casa grande, offre un sostegno incredibile, insieme hanno vinto tanto e tutto ciò mi ha lasciato incredulo”.

A quanto pare ripartirà dalla Honda. Bautista e Honda ti spaventano nel 2020?

“Ho sentito tante voci, ma io sono concentrato solo sul presente. Dobbiamo lavorare, perché al momento la Ducati ci sta uccidendo sui rettilinei”

  

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