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MotoGP, Silverstone: il Bello, il Brutto e il Cattivo

Marquez si fa battere per la seconda volta sul traguardo, Rins festeggia, Dovizioso conta i punti persi, come l'occasione per Rossi

MotoGP: Silverstone: il Bello, il Brutto e il Cattivo

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In tanti sostengono che per battere Marquez serva qualcosa di soprannaturale e l’unicorno Alex Rins ha reso onore al suo mitologico stile di guida. Il poema epico ha visto trionfare il cavaliere sulla Suzuki, affilata quanto la famosa Excalibur. Il rivale ne è uscito sconfitto, ma è comunque Marc a sedere comodamente sul trono.

Dovizioso non ha potuto fare altro che tentare di battere il primato di salto in alto dalla moto, grazie alla spinta di Quartararo. Niente di rotto, tranne le speranze iridate che erano già incrinate.

Per il resto, gli spagnoli hanno scelto la Gran Bretagna come meta preferita per le vacanze di agosto. Con tutto il Prosecco che hanno portato via dai podi, possono organizzare aperitivi fino ad autunno inoltrato.

IL BELLO – Vincere contro Marquez è un’impresa, riuscirci due volte in una sola gara è ai limiti della fantascienza. Alex Rins deve andare a ripetizioni di matematica per non confondere più il penultimo giro con l’ultimo, ma a differenza di Paganini lo spagnolo non ha avuto paura di ripetersi. Quest’anno ha battuto due leggende (parole sue) come Marc e Valentino, magari il prossimo, per rendere ancora più felice la Suzuki, potrà cercare di eguagliarne una terza, Kevin Schwantz.

IL BRUTTO – La carriera di birillo nella pista (non di bowling) di Andrea Dovizioso continua ad andare a gonfie vele. Lo strike realizzato da Quartararo purtroppo non da punti per il campionato, ma quel che conta veramente è che il forlivese ne sia uscito indenne. Il Dovi ha detto che avrebbe avuto il passo giusto per salire sul podio, gli crediamo ma rimane solo amarezza per non averne potuto avere la conferma.

IL CATTIVO – Non c’è pace per Johann Zarco. Ha salutato KTM per mettersi sul mercato ma nessuno sembra essere troppo interessato, in gara ha centrato il compagno di marca Miguel  Oliveira e si è meritato anche un cartellino giallo per Misano. Il francese può solo sperare che la ruota riprenda a girare nel verso giusto, o forse semplicemente a girare,  perché peggio di così è impossibile che vada.

LA DELUSIONE – Il sole risplendeva sulla pista di Silverstone, ma ha dimenticato di illuminare Valentino Rossi. Il Dottore si è trovato a guidare in una fitta nebbia e, quando si è alzata, ha scoperto quanto distante da lui fosse Vinales. Dopo le qualifiche, tutti si aspettavano di più. Lui per primo.

LA CONFERMA  – Il concetto di infinito può essere compreso cercando di misurare quanto sia lunga la panchina spagnola. In una domenica in cui la famiglia Marquez ha lasciato l’alloro più prezioso ad altri, i connazionali non ha lasciato ammainata la bandiera giallorossa. Ramirez in Moto3, Fernandez e Navarro in Moto2, Rins, Marc e Vinales in MotoGP. Speriamo che l’aria di Misano ringalluzzisca gli italiani.

L’ERRORE – Non era giornata per i Marquez e Alex ha pensato di non arrivare nemmeno alla volata come il fratello. Una scivolata per lui, vista in diretta da Marc impegnato nella conferenza stampa: “questa per me è la più brutta notizia di oggi” ha commentato.

LA SORPRESA  – KTM avrebbe dovuto ritirarsi prima dalla Moto2. Da quando ha dato l’annuncio, ha vinto una gara ed è arrivata sul podio nell’altra. Meglio non spargere la  voce, ho dal prossimo Gran Premio tutti prometteranno di smettere.

IL SORPASSO – Non uno, ma due in altrettante gare, entrambi subiti all’ultima curva. Se non si stesse parlando di Marc Marquez, si potrebbe anche ironizzare. Difficile però riuscirci con un pilota che ha 78 punti di vantaggio sul diretto avversario e per cui il peggiore risultato stagionale è il 2° posto. A ridere sarebbe solo lui.

LA CURIOSITA’ –  E a proposito di Marc Marquez, ha conquistato la sua 60ª pole position in MotoGP su 120 turni di qualifica disputati. Con le macchine vinte per il più veloce sul giro secco  può aprire un concessionario.

IO L’AVEVO DETTO –Punto al podio”. L’avevano detto sia Rossi che Dovizioso, e non è andata bene a nessuno dei due.

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