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MotoGP, Rossi: "Fino a Brno ero lento e triste, ora punto al podio"

La prima fila a Silverstone fa ringiovanire Valentino: "alla mia età se non ti diverti tutto diventa pesante. Yamaha ha iniziato a lavorare in modo intelligente"

MotoGP: Rossi: "Fino a Brno ero lento e triste, ora punto al podio"

A premiare i poleman a Silverstone c’era una leggenda del motociclismo come Jim Redman, che ha continuato a correre fino a 85 anni. “Dite 85? Bene, vuol dire che ho ancora tempo” ha sorriso Valentino, che a solo 40 anni ha avuto la soddisfazioni di piazzarsi in prima fila, un risultato che gli mancava dal GP di Austin. In mezzo delle gare opache e una fiducia nella sua Yamaha che sembrava essere scomparsa.

Era ora! - festeggia Rossi il suo 2° posto sullo schieramento - Sono molto, molto contento e credo che sia per me la prima fila più bella degli ultimi anni”.

È arrivata al momento giusto?
Nella parte centrale di questo campionato pensavo di potere essere forte, c’erano gare come il Mugello ed Assen che mi piacciono molto, invece andavo piano. Le altre Yamaha erano competitive, Vinales vinceva in Olanda e Quartararo era sempre veloce, io no”.

Oggi sei stato davanti a entrambi…
Così competitivo, in questa stagione, mi ero sentito solo ad Austin. Domani dovrò essere pronto a tutto fin dall’inizio, mi piacerebbe lottare per il podio, o comunque arrivarci vicino”.

Eri depresso prima della pausa estiva?
Ero molto triste, logicamente arrivo alle gare ottimista, ma io non riuscivo a guidare mentre Maverick e Fabio andavano forte. Come ho detto, da Brno in poi ho ritrovato la mio moto e sono progressivamente migliorato. Alla mia età, se in gara non ti diverti o non sei competitivo diventa tutto pesante.

E si inizia a parlare di un tuo ritiro…
Oggi no, così ho più tempo libero per pensare ad altro (ride). Alla mia età, bastano tre gare andate male per sentirsi dire che sei vecchio ed è ora di stare a casa. Per questo motivo ora sono ancora più contento, so di potere essere ancora competitivo. La giornata importante, però sarà quella di domani”.

Come si continuano a trovare le motivazioni?
Dipende tanto dalle sensazioni che hai in sella. Come ho detto prima, nella parte della stagione in cui ci sono alcuni dei miei circuiti preferiti, mi sono un po’ perduto. Basta vedere cosa sta succedendo a Lorenzo, nella MotoGP di oggi se non sei al 100% ti ritrovi 18°, non 7°”.

Come mai questa trasformazione a Silverstone?
Per prima cosa, io e la mia squadra abbiamo avuto dei problemi con l’assetto dalla moto. A Brno avevamo fatto dei grandi cambiamenti, perché non riuscivo a essere incisivo in frenata ed entrata di curva, solitamente due dei miei punti di forza.

E poi?
La Yamaha ha iniziato a lavorare in modo intelligente, su cose che io chiedevo da due anni e mezzo, accelerazione e consumo delle gomme, ma senza mai avere avuto una risposta. Da due mesi a questa parte la situazione è cambiata, possiamo migliorare sia in vista delle prossime gare che del prossimo anno”.

Quindi questo è tutto lavoro in vista del 2020?
Alt, prima c’è la gara di domani, poi Misano, e rimangono ancora tanti altri GP e anche il 3° posto in campionato, che non è troppo lontano. Poi ci sarà da pensare al prossimo anno, perché dobbiamo ancora migliorare. Il gap da Marquez e Dovizioso è ancora grande, prendiamo 7 o 8 secondi a gara e la nostra velocità massima è di almeno 10 Km/h inferiore a quella degli altri. Dobbiamo iniziare col dimezzare questo gap”.

Domani vincere è possibile?
E chi lo sa, io vedo una lunga lista di piloti che possono lottare per il podio. Sulla carta Marquez e Quartararo sono i più veloci, vorrei stare con loro, fare una bella gara come nel 2017”.

Due anni fa partivi dalla seconda posizione, dietro a Marquez, come accadrà domani.
Vero e feci tanti giri davanti, mi pare17, ma poi andai in crisi con le gomme e Dovizioso e Vinales furono più veloci di me. In questo momento è difficile pensare a una strategia, al sabato si può avere solo qualche idea, l’importante è cosa accadrà in gara e le sensazioni che avrò in moto”.

Cercare di bloccare Marquez è un opzione?
Per riuscirci devi essere molto, molto veloce. Purtroppo noi soffriamo anche  in velocità massima e questo rende spesso difficile superare. Magari verrà fuori una gara di gruppo. Con chi? Marquez, Quartararo, Vinales, Rins, Dovizioso, Crutchlow e Miller hanno tutti un buon passo. Ve lo avevo detto che la lista era lunga”.

Ma questa volta c’è anche il nome di Valentino.

Foto © Fermino Fraternali

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