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MotoGP, Quartararo: "Ho capito quanto è difficile stare al comando"

"Mi manca ancora esperienza per gestire la gara davanti a tutti. Questo è un podio speciale, sono orgoglioso di me e della squadra"

MotoGP: Quartararo: "Ho capito quanto è difficile stare al comando"

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El Diablo non ha perso il vizio per il podio e al Red Bull Ring, sulla carta una delle piste peggiori del calendario per la Yamaha, ha di nuovo festeggiato con i migliori. Non solo, nelle prime battute della gara, si è tolto anche lo sfizio di mettersi al comando e al traguardo è stato il migliore pilota Yamaha.

Meglio non sarebbe potuta andare per il francesino del team Petronas.

Mi aspettavo di fare fatica nei primi giri e invece mi sono addirittura trovato al comando - racconta Fabio - Ieri mi mancava qualcosa sul passo rispetto a Vinales, mentre in gara ho trovato quel decimo che mi serviva”.

Trovarsi davanti a tutti è un’esperienza esaltante, ma anche difficile da gestire per un debuttante.

Ho cercato di trattenermi per non stressare le gomme, ma ho capito di non avere ancora abbastanza esperienza per tenere tutto sotto controllo - ha ammesso con umiltà - Quando mi hanno superato Marquez e Dovizioso ho provato a stare con loro, ma ero al limite, e se avessi insistito avrei distrutto le gomme”.

Meglio accontentarsi, se così si può dire.

“È stata comunque dura, perché avevo Valentino dietro di me di una manciata di decimi - continua - Sapevo che lui montava una gomma diversa dalla mia, ho pensato solo a mantenere il mio ritmo e mi sono accorto che riuscivo a guadagnare qualcosa a ogni giro. Quando sono arrivato a 2 secondi, ho pensato a gestire il vantaggio, ma essendo da solo non era facile”.

Ci è riuscito e per Quartararo questa lezione vale forse più del podio.

Oggi ho imparato tanto e se mi ricapiterà di essere in quella posizione in futuro saprò come comportarmi - assicura - Però questo rimane un podio speciale e sono orgoglioso della mia squadra e anche di me. È stato incredibile riuscirci su una pista così difficile per la Yamaha e oggi mi sono reso conto di quanto sia la differenza di motore fra noi e Honda e Ducati. Però abbiamo anche dei punti forti, come frenata e velocità in curva, e sono riuscito a sfruttarli”.

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