MotoGP, Dovizioso: "Il sorpasso su Marquez la più bella pazzia della mia vita"

"Non mi aspettavo di riuscirci: io e la Ducati avevamo bisogno di questo successo, ci dà energia. Peccato non diano punti extra per le lotte migliori"

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Le vittorie non sono tutte uguali, ce ne sono alcune più speciali di altre, che stupiscono anche i propri autori. Quella di Dovizioso al Red Bull Ring appartiene a questa categoria, perché battere Marquez all’ultima curva, superandolo in un punto in cui lo stesso Marc non era mai riuscito a portare a compimento la manovra, è qualcosa di ricordare. Una sorta di elogio alla pazzia scritto dal pilota più razionale della MotoGP. Cosa che non capitano tutti i giorni.

Forse questa è veramente la mia migliore vittoria di sempre”, sorride Andrea dopo averla dedicata a Luca Semprini, l’addetto stampa di Ducati scomparso poco più di una settimana fa.

Come descriveresti questa gara?
Un braccio di ferro tra me e Marc dalla prima all’ultima curva”.

L’ultima curva è stata il tuo capolavoro. Come ti è venuto in mente quel sorpasso?
Quello sulla carta non è un punto favorevole né a me né alla Ducati. Però quando sono arrivato lì, dietro di lui, non potevo non provarci. Mal che fosse andata, sarei finito lungo e arrivato 2°. Ho fatto una cosa da pazzo, ma l’ho fatta particolarmente bene (ride). Sono riuscito ad affiancarmi a lui in uscita dalla penultima curva e poi a fermare la Ducati”.

Lo hai preso di sorpresa?
Credo di sì, ma neanch’io mi aspettavo di riuscirci. Credevo che lui potesse rispondermi ma, come ho scoperto poi, c’è stato un piccolo contatto e non è riuscito. A volte tentare qualcosa di strano può portare a risultati inaspettati”.

Ora che hai scoperto di essere capace di fare il pazzo, userai ancora questa qualità?
In gara bisogna sempre essere lucidi, bisogna usare la pazzia nei momenti giusti perché il più delle volte può finire male, ma in altre funziona. È tutta esperienza per me, ho imparato anche da questa vittoria, dal modo in cui è arrivata e la studierò a fondo”.

Quale lezione ti porti a casa?
Quando sei al limite vedi davanti a te solo porte chiuse, ma se riesci a mantenere la mente tranquilla allora nei puoi aprire una. Non si apre da sola, sei tu a farlo e il lavoro per riuscirci parte dal lavoro fatto a casa”.

Ormai sei diventato uno specialista delle lotte all’ultima curva con Marquez.
Infatti proporrei di cambiare il regolamento e dare punti anche per queste battaglie (ride). Vincerle dà tanta soddisfazione ma solo 5 punti”.

Non credi che a Marquez dia fastidio essere battuto in questo modo?
Gliene dà perché è un campione, ma lui sa anche di essere forte ed è intelligente e quindi dà la giusta importanza a questi risultati. La verità è che quando non è messo bene, riesce comunque a lottare fino alla fine”.

Ha detto lui stesso di avere sbagliato la scelta della gomma posteriore.
“Infatti, Marc non è uno che si nasconde dietro a scuse. Ha faticato in gara ma è arrivato fino alla volata finale. È la semplice realtà dei fatti”.

Senti che questa sia una vittoria più tua che della Ducati?
No, da solo non puoi vincere. Quello che mi ha permesso di vincere è stato il lavoro fatto nelle prove e poi come ho gestito la gara. Come ho detto è la migliora gara che ho, anzi che abbiamo, vinto. Dovevamo trovare il modo di fermare Marquez e ci siamo riusciti. Sono riuscito a capire quali fossero i  suoi punti deboli a fine gara”.

Quali erano?
Da metà gara in poi avevo più aderenza di lui sul lato destro della gomma posteriore, questo vantaggio in accelerazione mi ha permesso di non lasciarlo scappare prima e di attaccarlo poi. A inizio gara sono stato aggressivo, lui più di me, ma non ho mai mollato. Tagliato il traguardo, ho visto tutti i miei amici che si aspettavano alla prima curva ed è stata un’esplosione di emozioni”.

È la vittoria che ti consacra come campione e non come un grande pilota?
Non mi interessano queste cose, come altri piloti che lo scrivono sul casco (il riferimento è a Lorenzo ndr). La gente può pensare di me quello che vuole, io sono concentrato su come e cosa migliorare. Questo è l’obiettivo, tutto il resto solo dettagli”.

Questo successo serve a ricompattare lo spogliatoio Ducati?
Ne avevamo bisogno e ci dà tanta energia per il futuro e sicuramente contribuisce a migliorare l’atmosfera. Vincere quando non sei il più veloce, ma grazie al lavoro fatto, dà tanta energia”.

Anche per sperare ancora al campionato?
È ancora aperto, perché mancano tante gare, ma il risultato di oggi non cambia il futuro in questo senso. Marquez ha dimostrato ancora una volta quale sia il suo potenziale e me lo aspetto forte su ogni  pista. Noi stiamo lavorando per sviluppare la moto, lo abbiamo fatto anche questo fine settimana. Sappiamo che contrastare Marc è difficile, ma non per questo il nostro approccio cambierà”.

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