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MotoGP, La Yamaha a Brno vola, ma solo nei test. E la Honda non sta a guardare

Tripletta di Quartararo, Vinales e Morbidelli, con Rossi 6° tempo e non del tutto soddisfatto del prototipo 2020. Ma l'HRC porta per Marquez (l'ennesimo) nuovo telaio e aerodinamica

MotoGP: La Yamaha a Brno vola, ma solo nei test. E la Honda non sta a guardare

La Yamaha è la moto del lunedì: sempre veloce nei test dopo il Gran Premio. Purtroppo, sfortunatamente, quando non serve.

Il miglior tempo di Fabio Quartararo, il secondo di Maverick Vinales, il terzo di Franco Morbidelli, con Valentino Rossi sesto tempo a meno di quattro decimi, indicherebbero una giornata di prove assolutamente positiva.

Peccato però che alla fine della fiera le dichiarazioni dei piloti non siano state entusiaste.

Soprattutto Valentino non è parso soddisfatto, nonostante, come aveva chiesto, abbia potuto provare addirittura la Yamaha M1 in prefigurazione 2020, dunque con un nuovo motore ed aerodinamica rinnovata.

A domanda precisa se aveva trovato nella manopola destra ciò che cercava ha risposto "qualcosina c'era, ma noi abbiamo bisogno di...qualcosona".

La Yamaha ancora indietro in velocità massima e accelerazione

Il solito modo valentiniano di sdrammatizzare, ma che trova la sua giustificazione nelle velocità massime.
La prima Yamaha, quella di Maverick, infatti, è stata accreditata solo della decima velocità massima con una top speed di 307,6 Km/h. Le altre tre, quelle di Fabio, Vale e Franco (guarda caso i più robusti fisicamente) non hanno fatto meglio rispettivamente di 305 Km/h, con quella di Morbidelli addirittura a 304,2. Quasi 10 Km/h in meno della Ducati di Dovizioso 'beccata' a 313.

Se poi aggiungiamo che alla quattro cilindri in linea di Iwata manca anche un po' di accelerazione, c'è da pensare che le avversarie della M1 prendano la velocità anche prima.

I cavalli, se ci sono, i piloti li sentono nella manetta del gas

La potenza, del resto, è un dato immediatamente comprensibile dalla maggior parte dei piloti: la senti nella manetta del gas ed è influenzata da parametri semplici.
Per esempio, le prime tre Desmosedici sono state quelle di Dovi, Miller e Bagnaia, mentre Danilo Petrucci, più alto, prestante e pesante, è stato bloccato dal radar a 309,4, quasi 4 Km/h in meno di quella del compagno di squadra con una identica moto.

Detto questo c'è da verificare anche il reale valore di questo test effettuato su una pista nettamente migliore di quella utilizzata in gara, grazie ad una migliore gommatura. Cosa che può aver minimizzato il secondo più importante problema della M1: la carenza di grip meccanico.

Insomma Rossi è uscito soddisfatto dal test solo per l'impegno dimostrato dalla Yamaha che pare finalmente essersi data una mossa, portando a Brno una moto nuova più altri componenti, ma non è che gli altri siano stati a dormire.
La Honda infatti si è presentata con un nuovo telaio, che non è quello con la pelle in carbonio ed una aerodinamica leggermente rivista. Mentre la Ducati, dal canto suo ha portato un bel po' di novità telaistiche, incluso un forcellone con Dovizioso che ha lasciato intendere che i fornitori di Borgo Panigale non faranno vacanze a Ferragosto e altre novità arriveranno in tempo per i test di Misano.

L'ultima nota è per sottolineare che due piloti riconosciuti come fra i più veloci, Johann Zarco e Andrea Iannone, hanno occupato le ultime due posizioni nella lista dei tempi, con KTM e Aprilia.

Nella MotoGP di oggi non basta correre, bisogna volare.

 

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