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MotoGP, Rossi bacchettato dai colleghi: col motore rotto, ci si ferma

Nella Safety Commission di Brno gli altri piloti hanno rimproverato Valentino per non essersi fermato dopo il guasto alla sua Yamaha

MotoGP: Rossi bacchettato dai colleghi: col motore rotto, ci si ferma

Come ogni venerdì si è tenuta la Safety Commission, la riunione in cui tutti (o quasi) i piloti si confrontano per discutere dei problemi inerenti la sicurezza. Questa sera, a Brno, sul banco degli imputati è finito Valentino Rossi.

Il Dottore, infatti,  ha rotto il motore della sua Yamaha nelle FP2 e dallo scarico della M1 è subito uscito un fumo azzurrognolo. Valentino, però, non ha fermato la sua moto a bordo pista ma ha continuato il giro fino a riportare la M1 nel box.

Nonostante il suo comportamento non abbia causato problemi, perché la moto non ha perso olio, gli altri piloti hanno giudicato questa decisione pericolosa perché la situazione sarebbe potuta peggiorare e, da un momento all’altro, la moto avrebbe potuto perdere liquido sporcando la pista e creando un pericolo per gli altri piloti.

Sono riuscito a tirare la frizione prima che il propulsore si rompesse del tutto e questo mi ha permesso di continuare - si è giustificato Rossi nel corso della conferenza stampa tenuta dopo le prove libere - Ho controllato che la moto non perdesse olio e mi sono tenuto comunque fuori traiettoria. Arrivato ai box, né gli stivali né la gomma posteriore erano sporchi, infatti abbiamo potuto rimontare quello stesso pneumatico sulla seconda moto.

La Direzione Gara non è intervenuta sull’episodio, ma ai piloti non è andato giù questo comportamento e lo hanno detto faccia a faccia al Dottore durante la Safety Commission. Prevenire è meglio che curare, il senso del discorso, e quando c’è il rischio di creare un pericolo bisognerebbe fare di tutto per evitarlo.

Valentino non lo ha fatto e gli altri piloti glielo hanno fatto notare.

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