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MotoGP, Dovizioso: "Essere favoriti sulla carta non serve a niente"

"Di certo ce la giocheremo io e Marquez, ma temo anche Rins e Vinales. Abbiamo fatto un ottimo lavoro, se domani piovesse non sarebbe un problema"

MotoGP: Dovizioso: "Essere favoriti sulla carta non serve a niente"

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Andrea Dovizioso è il pilota che più di ogni altro tende a sminuire l'importanza dei tempi segnati in pista durante le prove libere del venerdì. In ogni suo commento al termine delle libere, appare immediatamente chiaro quanto il Dovi consideri superfluo osservare il cronometro in una giornata che non assegna punti né delinea la griglia di partenza per la gara.

Eppure oggi c'è una variabile da considerare con attenzione ed è rappresentata dalle previsioni meteo che hanno spinto tutti i piloti a dare il massimo già oggi, per il rischio di vivere un sabato bagnato dalla pioggia. Era dunque determinante essere veloci ed entrare nella ristretta rosa di dieci piloti che già possono vantare l'accesso alla Q2 e Dovizioso ha risposto presente alla chiamata, strappando il quarto tempo provvisorio fermando il cronometro nello stesso identico tempo che ha permesso a Jack Miller di stargli davanti in classifica.

Andrea si è dimostrato talmente efficace da meritarsi tutta l'attenzione di Marc Marquez, che l'ha indicato senza mezzi termini nel ruolo di candidato numero uno alla vittoria domenica, con la possibilità dunque per Dovizioso di bissare il successo del 2018.  

"Per essere veloci, lo siamo senza dubbio. Magari non siamo stati i più veloci sul giro secco, ma con le gomme usate siamo riusciti fare dei 57,5 che non è affatto male. Tutti sono andati molto forte con le gomme nuove, sono venuti fuori tanti tempi interessanti, ma come al solito conta fino ad un certo punto perché stiamo pur sempre parlando di due singoli giri. Noi ci siamo concentrati sul lavoro sul passo e stamattina abbiamo lavorato sulle gomme che poi abbiamo usato nel pomeriggio, portando avanti un programma che ci serve di più in vista della gara. Se domani pioverà, almeno so di aver fatto un buon lavoro oggi".

Sulla carte la Ducati è la moto favorita qui a Brno, o non sei d'accordo?

"Si cerca di portare a casa sempre il massimo - ha affermato Andrea - ma è vero che su alcune piste la nostra moto funziona meglio che su altre. In queste circostanze magari senti di avere chance che non hai sempre, ma sono sensazioni che emergono durante il fine settimana e dipendono da tanti fattori, da come tu ti senti sulla moto ma anche da come gli altri crescono con la moto nel weekend. Da tutto questo dipende quanto arrivi a posto in vista della gara. Sulla carta si può fare qualsiasi ragionamento, ma poi il weekend cambia e nel corso delle sessioni si ‘crea’ la velocità che poi terrai in gara e la costanza. Possiamo sicuramente giocarcela sulla carta, ma le moto cambiano ogni anno, come pure le gomme. Questo significa che a volte si fanno dei pronostici che non sempre rispecchiano la realtà. Le nostre possibilità qui sappiamo di averle e vogliamo sfruttarle per portare a casa il massimo risultato". 

Ma tu come ti senti sulla moto, hai le sensazioni da weekend 'buono'?

"Per quanto riguarda le sensazioni in sella, devo dire di non avere il massimo della confidenza perché quando si spinge forte la moto si muove tanto. Dobbiamo essere intelligenti e capire bene su che cosa lavorare per risolvere tutti i movimenti della moto soprattutto in uscita di curva, perché lì secondo me perdiamo non dico un secondo, ma di certo parecchio".

Marquez ha indicato te come favorito. Tu chi vedi in forma?

"Marc l’ho visto molto bene, come mi aspettavo ed anche Vinales secondo me è pericoloso. Stamattina è stato molto veloce, mentre il suo pomeriggio non è valutabile, perché ha fatto un lavoro che secondo me in gara non può pagare. Gli altri secondo me hanno fatto tante prove in un turno singolo perché domani sembra appunto che piova, quindi non è chiaro realmente il potenziale di ognuno". 

Almeno tu sei certo di aver fatto già tanto lavoro sulla moto. Se dovesse piovere, ti sentiresti avvantaggiato?

"Si, non è male come situazione. Se domani non ci sarà possibilità di lavorare, arriveremo tutti comunque alla gara con parecchi punti interrogativi sulla durata della gomma posteriore, perché oggi abbiamo fatto certi test ma niente di eccessivamente accurato. Noi ad esempio abbiamo lavorato molto sulla media senza fare comparazioni con la gomma dura". 

Niente lotta a due tra te e Marc quindi?

"Troppo presto per dirlo. Dipenderà molto se domani si potrà lavorare oppure se si andrà in gara così. Questo secondo me potrà fare tanta differenza. Sicuramente io e Marc ce la giocheremo, questo è quello che mi aspetto. Ma credo che alcuni avversari non siano valutabili fino in fondo per quanto abbiamo visto oggi. Soprattutto non si sa come sono messi tutti con le gomme. Rins potrebbe essere in partita, come quasi sempre è in grado di fare in gara. Maverick mi sembra molto carico, ma non ha usato le nostre stesse gomme, quindi sarà da valutare bene. Questa è una pista su cui il giro veloce con la gomma nuova non rispecchia il passo gara di cui uno dispone".

Per quanto riguarda la nuova carena, ti sei fatto un'idea precisa? Funziona meglio della precedente?

"Non ho avuto sensazioni diverse - ha sottolineato il pilota Ducati - ma in realtà non mi sento di avere una risposta precisa a questa domanda perché sapendo che domani potrebbe piovere, oggi abbiamo fatto tante prove assieme sulla moto, che non è il sistema migliore per comprendere certi dettagli".

Magari sarebbe stato meglio rimandare il test?

"Se non avessimo provato la carena oggi e l’avessimo fatto solo domani sul bagnato magari, ci saremmo potuti trovare nella condizione di provarla solo nel warmup e non sarebbe stato il massimo. Danilo oggi si è trovato molto bene con questa soluzione quindi abbiamo pensato di metterla anche sulla mia moto, ma restavano altre cose di assetto su cui lavorare per cui non ho una visione specifica né fare una comparazione con la vecchia. A volte capita di non riuscire a capire le differenze tra due carte anche se le provi nella stessa sessioni lasciando tutto il resto uguale, oggi era impossibile farlo". 

Audio raccolto da Paolo Scalera a Brno

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