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MotoGP, Pernat: "Rossi si ritira? No, sarà presto da podio"

Il manager genovese a ruota libera: "Il vero dream team era Lorenzo-Dovizioso, non Lorenzo-Marquez. Chi è l'anti-Marc? Quartararo"

MotoGP: Pernat: "Rossi si ritira? No, sarà presto da podio"

Non tutto il paddock a luglio era in vacanza, Carlo Pernat ha fatto base nella sua Genova continuando a lavorare e promuovere il suo libro 'Belìn, che paddock, e, da lupo di mare del motomondiale, a interpretare i venti che soffiavano. Con le moto ferme, sono state molte le voci sui protagonisti della MotoGP che si sono rincorse nella calura estiva. Alcune con un fondo di verità, mentre altre sono stati solo canti di sirene.

Come sempre, uno dei protagonisti del gossip sotto l’ombrellone è stato Valentino Rossi e Pernat decide proprio di iniziare da lui per fare il punto della situazione prima di tornare all’azione a Brno.

Ho sentito tante parole e discorsi in questi giorni e alcuni non me li aspettavo - confessa Carlo - Non mi aspettavo, per esempio certe dichiarazioni da Jarvis. È giusto che Yamaha si prepari all’uscita di Valentino, prima o poi capiterà, ma Rossi rimane un simbolo per lei e certe parole non mi sono sembrate corrette. Anche perché io vedo Valentino in Yamaha anche dopo il suo ritiro, con un ruolo manageriale”.

Sui ‘rumors’ di un ritiro, invece, non vuole nemmeno pensarci.

Non sta né in cielo né in terra - taglia corto - Valentino si allena tantissimo, tutti i  giorni, ha voglia di correre e pochi mesi fa è salito sul podio, non può essere cambiato tanto in così poco tempo”.

“Valentino continuerà a correre e presto sarà da podio”

Però Pernat vede qualcosa che non funziona nel box.

Non mi sembra che abbia un buon feeling, come dicono gli inglesi, con la sua squadra - la sua opinione - Non parlo dei tecnici in sé ma del suo capotecnico, Galbusera, forse non è l’uomo giusto per lui in questo momento e non parlo di bravura ma di rapporti. Del resto la sua moto è sempre quella meno a posto fra le Yamaha. Nonostante tutto, Rossi continuerà a correre, anche nel 2020”.

E, secondo Pernat, lo farà essendo competitivo.

Valentino è a posto e preparato, reagirà - assicura - È in un momento difficile ma presto lo supererà e mi aspetto che presto inizi a girare intorno al podio, anzi ci metto la mano sul fuoco

Il manager spera che succeda lo stesso a Lorenzo.

Anche lui sta attraversando un momento complicato, una via d’uscita sarebbe potuto essere il ritorno in Ducati, ma l’infortunio ha chiuso questa porta - spiega - Jorge è andato in vacanza con tanti pensieri in testa, anche quello del ritiro. È comprensibile essendosi rotto due vertebre. Ora è tornato ad allenarsi duramente e facciamo tutti il tifo per lui”.

“Il vero dream team era Lorenzo-Dovizioso, non Lorenzo-Marquez”

In molti fanno anche il tifo per Ducati, che si sta abbondando al titolo di eterna seconda nelle ultime stagioni.

Ci sono dei problemi - rivela Carlo - Dall’Igna sa di avere avuto una moto vincente negli ultimi anni, ma non ha vinto. La colpa non è stata di Dovizioso, ma di Marquez. Rivoleva Lorenzo, ma per il prossimo anno si troverà con la coppia Dovizioso-Petrucci che forse non è la migliore. In questo momento, credo che il vero anti-Marquez ce l’abbia la Yamaha: potrebbe essere Quartararo, o anche lo stesso Vinales. Io penso che Ducati avesse fatto la mossa giusta prendendo Jorge, ma ha sbagliato lasciandolo andare via. Guardando ora la situazione, forse il vero dream team era quello Dovizioso-Lorenzo e non quello Marquez- Lorenzo.

Per Pernat, Ducati dovrebbe stare molto attenta a non farsi soffiare Dall’igna .

Se fossi in KTM, io avrei cercato Gigi, ci avrei fatto due parole - dice - Non credo che lui andrà via da Borgo Panigale, ma credo che dall’Austria un pensiero l’abbiano fatto”.

Come, forse, Ducati ne sta facendo uno su Marquez per il 2021.

Tutti andranno a caccia di Marc - afferma Carlo - Però penso che difficilmente Honda lo mollerà e potrà usare come esca il fratello Alex. Puig deve cercare di tenerlo, magari mettendogli al fianco Alex. Comunque vada, per prendere Marquez servono almeno 15 milioni di euro e bisognerà vedere se Audi metterà di nuovo mano al portafogli.

“Aprilia? Viva la rivoluzione”

L’ultima battuta è sull’Aprilia, che per voce di Romano Albesiano ha promesso una rivoluzione per il 2020.

Mi sembra la strada giusta - approva il manager genovese - Serve una rivoluzione tecnica e di persone e la base su cui costruirla sarà la nuova moto. Aprilia, con la storia che ha alle sue spalle, non può andare avanti così. Diamole un anno di tempo, poi giudicheremo".

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