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Men in Black international: moderno reboot dell'iconica saga

A 22 anni dalla nascita dell'iconica saga scifi sugli agenti vestiti di nero, il regista Felix Gary Gray riporta sugli schermi le azioni sotto copertura (ma non troppo) dei Men in Black, con Chris Hemsworth e Tessa Thompson

Men in Black international: moderno reboot dell'iconica saga
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C'è chi direbbe che di reboot, remake e quant'altro non se ne può più, eppure stiamo assistendo ad un periodo di grande rispolvero di vecchi franchise di successo.

Se non per nostalgia forse anche per carenza di idee, ma sembra che gli invisibili agenti nero vestiti di cui nessuno dovrebbe parlare, e che sono invece sulla bocca di tutti dal quel lontano 1997 in cui Will Smith e Tommy Lee Jones diedero il via alla fortunata saga, non siano scampati neanche loro alla grande ondata di nostalgici recuperi.

Riposto nel cassetto dei ricordi l'iconico duo Smith/Jones, ecco quindi entrare in scena la coppia Hemsworth/Thompson, più moderni, cool e al passo coi nuovi assiomi del politically correct: un uomo e una donna, seducente e sfrontato lui (per gran gioia del pubblico femminile), seria e intelligente lei. Non un vero e proprio debutto per i due attori che avevano già affrontato alieni assieme in Thor-Ragnarok nell'universo Marvel.

Il quarto capitolo della saga inizia quindi con un Flashback, in cui un giovane agente H (C.Hemsworth) affronta una pericolosa minaccia aliena sulla torre Eiffel a Parigi assieme al suo mentore e capo della sezione inglese dei MIB, l'agente High T interpretato da Liam Neeson.

Parallelamente ma andando ancora più a ritroso nel tempo, una giovane ragazzina di nome Molly aiuta un piccolo alieno a sfuggire agli agenti e scopre così che non siamo soli nell'universo.

Tale è la rivelazione che una volta adulta, Molly è determinata a entrare nell'organizzazione MIB e vi riesce "in prova" come stagista dopo averne rintracciato la sede ed aver convinto la responsabile, l'agente O, a non "sparaflasharle" la memoria.

L'agente in prova "M" viene così catapultata nel mondo MIB cui la saga ci aveva abituati, fatto di basi segrete, passaggi nascosti, agenti sotto copertura, armi avveniristiche e di immancabili alieni improbabili.

 

 

E' però un mondo più ampio dei film precedenti, che cerca di allargare l'ottica dello spettatore catapultandolo da una location all'altra, tra Parigi, Londra, Marrakesh e Napoli, inseguendo i protagonisti nella loro missione che, non c'è bisogno di sottolinearlo, immancabilmente è volta a salvare il mondo.

Tra vecchie fiamme (Riza, interpretata da Rebecca ferguson), alieni gemelli interdimensionali (i ballerini Laurent e Larry Bourgeois) e inseguimenti su moto spaziali, i due agenti poco convenzionali dovranno cavarsela da soli.

Se però da un lato gli elementi di base del franchise vi sono tutti, ed il budget non certo esiguo si fa notare a più riprese durante il film, ciò di cui si nota la vera assenza è forse alla fine quello che fu il vero fulcro del successo della saga: la sfrontatezza e l'irriverenza di Will Smith contrapposta all'arcigna e silenziosa calma di Tommy Lee Jones, presenti solo nello spirito in un quadro nell'ufficio di High T.

L'alchimia del nuovo duo stenta a decollare e la generale mancanza di caratterizzazione dei personaggi comprimari non aiuta a dare quel qualcosa in più ad un buon prodotto di intrattenimento. Poco aiutano la smaccata autoironia del personaggio di Hemsworth che tenta di scrollarsi di dosso la targa di semplice belloccio di turno e le inevitabili gag sull'incoerenza del nome "MEN in black".

Il film  rischia quindi di essere "sparaflashato" dalle memorie dello spettatore come un film godibile se non si hanno troppe pretese, ma che di fatto non aggiunge nulla di nuovo ed esaltante al franchise, pur restando un ottimo prodotto di intrattenimento in un periodo estivo che cinematograficamente parlando offre un menu assai poco variegato.

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