SBK, Bautista: "Il mondiale è finito, ma ci proveremo ancora"

"D'ora in poi mi metterò davanti e farò il mio ritmo. Sembra che quando controllo, e non spingo, l'avantreno non mi avverta"

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E' già in borghese quando rientra al box e si dirige nel suo angolo, Alvaro Bautista. La sedia è lì che lo attende. Giulio Nava, il suo capo meccanico non dice una parola. E' Alvaro a rompere il silenzio.

"Che vi devo dire ragazzi, meglio buttarla sul ridere!. Mi si è chiusa davanti, non stavo facendo nulla di speciale. Ero dietro a Rea e Chaz, ma non stavo spingendo. L'anteriore mi ha mollato senza avvertimento non appena ho inserito. Non capisco...".

Fa una lunga pausa. nessuno dice una parola. E lui a continuare.

"Sembra che per me non funzioni stare dietro. Devo partire e dare tutto, al 100 per cento. Dall'inizio. Quando sono aggressivo la moto reagisce meglio. Non so".

"Dobbiamo cercare di capire, per la gara di domani. E' meglio che cerchiamo di capire", gli dicono i ragazzi del suo team.

Nel frattempo si è formato un circolo, lì nell'angolo. Si è seduto anche Stefano Cecconi, il boss di Aruba. Il mondiale sembrava saldamente nelle mani della Ducati, ma alla quarta caduta consecutiva dopo quelle di Jerez, Misano e Donington. Ed ora lo svantaggio nei confronti di Rea è salito a 49 punti. Alvaro è abbattuto, prova a sorridere e riprende a spiegare.

"Un'altra caduta, non so esattamente cosa sia successo. Stavo lì, dietro a Chaz ed improvvisamente ho perso l'anteriore. Ovviamente sono amareggiato perché stavamo tutti andando bene. Non solo io anche Chaz. Stiamo avendo veramente tanta sfortuna che compensa l'inizio del campionato. In ogni caso rimaniamo positivi perché siamo veloci e in grado di lottare per la vittoria in tutte le gare. Queste sono le corse e bisogna crederci".

Sembra che d'improvviso il matrimonio fra Bautista e la Panigale V4 sia sfociato in un litigio.

"No, il mio feeling con la moto è lo stesso e oggi mi sentivo molto meglio di ieri e anche rispetto a Donington. Stavamo lavorando bene e pensavo che il passo fosse buono per lottare per la vittoria. Con la moto ci sono punti positivi e negativi, ma i punti positivi sono maggiori di quelli negativi".

Il titolo iridato che sembrava nelle mani del ducatista, però, sta scivolando via.

"Può ancora succedere di tutto, all'inizio avevo un grande vantaggio, ora è il contrario, bisogna mantenersi concentrati. Dobbiamo migliorare la moto, devo migliorare io e certamente non cadere più. Il target è dare il massimo. Sì, il mondiale è quasi finito ma ora dobbiamo pensare gara per gara prova per prova, e cercare di migliorare continuamente".

Sembra una resa, ma più che altro Alvaro si rende conto che vincere il titolo non è solo questione di velocità.

"Questa esperienza... diventare campione del mondo, non è solo essere il più veloce in pista, devi avere l'esperienza, la concentrazione è una combinazione di cose. Molti piloti sono veloci, ma (per vincere il titolo N.d.R.) devi essere più che veloce".

 

 

Foto: Mimmo Maggiali

 

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