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MotoGP, Ducati come Apple: "Ci criticano perché siamo diversi. E ci piace"

Parla il team manager Davide Tardozzi: "a luglio non andremo in vacanza e ad agosto ci saranno novità. I nostri rivali sono migliorati più di noi, contrastare Marquez sarà difficile"

MotoGP: Ducati come Apple: "Ci criticano perché siamo diversi. E ci piace"

La distanza tra la Silicon Valley e la Motor Valley è minore di quanto la si creda. Se in California è stato Steve Jobs a insegnare a pensare fuori dagli schemi, in Emilia Romagna ci pensa Ducati. Il team manager della Rossa, Davide Tardozzi, risponde alle critiche con la stessa filosofia. “Noi siamo quelli strani, quelli che inventano le ali e altre soluzioni che poi gli altri copiano. Ci piace essere così, diversi, differenti” sorride Davide.

Per la Ducati, però, il momento non è dei migliori e gli ultimi due GP le hanno consegnato risultati sotto le aspettative. Anche Dovizioso ha sbottato, puntato il dito sull’atavico problema della Desmosedici, la velocità a centro curva.

Ti hanno sorpreso in negativo le gare di Assen e Sachsenring?
Effettivamente il distacco dal vincitore è stato importante, ma ad Assen fino al sabato mattina eravamo molto contenti e convinti di giocarci il podio. Innalzamento delle temperature ha creato dei problemi”.

Cosa avete imparato da quelle esperienze?
Dobbiamo ragionare su quello che è successo in ottica delle prossime tre gare (Brno, Red Bull Ring e Silverstone ndr), su piste che diranno quale sarà il nostro reale valore”.

L’anno scorso Petrucci, al Sachsenring, aveva preso poco più di 3 secondi da Marquez, la scorsa domenica sono stati 16.
È visibile a tutti che i nostri avversari sono migliorati moltissimo nelle aree che erano i nostri punti di forza. Quindi si sono avvicinati molto, mentre noi non abbiamo fatto dei decisi passi in avanti in quelle aree che rappresentano i nostri punti deboli. Chiaramente dobbiamo lavorare su questo punto e Gigi Dall’Igna è assolutamente sul pezzo, sa benissimo quali sono i nostri problemi e si sta impegnando da tempo per risolverli. Chiaramente non è facile, altrimenti lo avremmo già fatto”.

Bisogna iniziare a preoccuparsi?
Noi viviamo preoccupati (ride). La parola giusta è impegnarsi e lo faremo ancora di più. Durante il mese di luglio il Reparto Corse continuerà a lavorare e vedremo se ad agosto riusciremo a portare qualche novità per soddisfare i nostri piloti”.

Marquez ha dichiarato che ora i suoi rivali più pericolosi non sono più le Ducati ma le Yamaha.
Non ha detto una cosa sbagliata, e io non sottovaluterei nemmeno la Suzuki di Rins. Non ha fatto altro che voltarsi indietro e vedere chi c’è”.

Negli scorsi anni siete sempre riusciti a progredire nel corso della stagione, cosa sta succedendo in questa stagione?
I nostri rivali hanno fatto un salto in avanti deciso, noi abbiamo migliorato un po’ la nostra moto, e infatti i nostri piloti sono stati contenti della GP19, ma gli altri di più. I nostri concorrenti sono stati bravi e noi abbiamo il dovere di recuperare questo gap”.

Dovizioso si lamenta sempre dello stesso problema: la Ducati non ‘gira’.
Il problema è sempre il solito, Andrea ha ragione, noi lo sappiamo e Gigi ne è pienamente consapevole. Ci stiamo lavorando, infatti abbiamo portato un telaio nuovo ad Assen che è stato apprezzato, anche se non ha risolto tutti i problemi, perché è impossibile pensare che arrivi qualcosa che metta a posto tutto di colpo. L’evoluzione dovrà avere le sue tempistiche, frutto di vari passi. Personalmente non credo che ci potrà essere un solo pezzo che risolverà da solo questo problema, sarà l’insieme di tutto il materiale che porteremo che spero e credo lo farà”.

Marquez ha 58 punti di vantaggio, il campionato è perso?
È assolutamente difficile contrastare Marc. Sta dimostrando di avere una solidità nei risultati che è quasi imbarazzante e che non è una caso che sia stato 5 volte campione del mondo in MotoGP negli ultimi 6 anni. Complimenti a lui e anche alla Honda che ha fatto un salto in avanti”.

Anche in Germania abbiamo visto 3 Ducati in fila, con distacchi minimi fra loro. È un limite della moto o dei piloti?
Evidentemente c’è qualcosa che fa plafonare la prestazione. C’è un problema che non permette ai piloti di andare oltre a un certo limite e dobbiamo ragionarci su”.

Qual è il clima nello spogliatoio?
È l’ultima cosa che mi preoccupa. L’atmosfera nel team ufficiale e in quelli satellite è buono, non dico ottimo perché non voglio esagerare. Il livello di collaborazione fra i piloti e i tecnici è molto buono, c’è qualcuno che ha provato a sostenere che non sia così, ma il clima costruttivo al nostro interno è una delle poche cose su cui faccio affidamento”.

Questa amicizia tra Dovizioso e Petrucci non potrebbe rivelarsi controproducente?
I due piloti vanno d’accordo, sono intelligenti e capiscono che aiutarsi fa bene a entrambi, poi in pista ognuno pensa a sé”.

 

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