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MotoGP, Marquez senza mani: al Sachsenring distrugge gli avversari, perfect 10

Marc, come da copione. Subito fuori Quartararo e Rins, sul podio Vinales e Crutchlow. Petrucci batte Dovi e ora è a -6 dal caposquadra

MotoGP: Marquez senza mani: al Sachsenring distrugge gli avversari, perfect 10

Ducati, è finita. Dal Gran Premio di Germania si inizia a pensare all'anno prossimo, anzi facciamo così: preoccupiamoci direttamente del 2021, perché questo Marc Marquez non si batte né con una moto superiore, né con questa squadra.

Quello del Sachsenring per 'Magic' è stato un perfetto '10', e non solo perché al Sachsenring vince ininterrottamente dal 2010 - guidava una Derbi 125, allora - ma anche perché, subito fuori Quartararo è sparito l'unico pilota che, lancia in resta, poteva operare qualche azione di disturbo.

Poco dopo è toccato a Rins abbandonare la compagnia mentre si trovava in seconda posizione, così che sono rimasti Vinales e Crutchlow a giocare per il podio. Intendiamoci, staccati al punto da non essere minimamente un problema per il campione del mondo che, autoradio accesa, ha fatto la sua gara in solitaria.

Una scampagnata. Al contrario del duello fratricida a cui abbiamo assistito nelle retrovie dove, con un distacco di oltre 10 secondi, diminuiti quando Marquez, probabilmente annoiato, ha cambiato stazione sintonizzandosi su radio #quivincosoloio, se le davano di santa ragione i Ducatisti Dovizioso, Petrucci e Miller, non sempre in questa posizione, punzecchiati dal rookie della Suzuki, Joan Mir, che è sempre stato con loro.

Un duello, quello fra le Rosse, che è sembrato a tratti un valzer viennese: prego passi, ma si figuri, passi pure che non la disturbo, non chiuda per favore, maccertochennò, fino a quando Petrux, ritrovatosi d'un colpo da 4° a 6° ha capito che rischiava Assen 2 la vendetta e, con un minimo di grinta in più ha passato il (l'ex?) caposquadra prendendosi la medaglia di legno.

E Rossi? Beh Valentino mentre il suo compagno di squadra si difendeva dagli attacchi del coriaceo Cal, a cui solo un errore nel penultimo giro ha negato la volata, veleggiava in ottava posizione, davanti a Franco Morbidelli. Praticamente una delle millemila sfide al Ranch. Vinta, ma a quasi 20" dalla vetta.

Il resto, naturalmente, è sotto-clou. Bravino Ralf Bradl, che da tester wildcard ha chiuso 10ç, mentre sfortunato (od eccessivamente aggressivo) Aleix Espargaro che si avviava a chiudere, appunto, nella decina davanti al fratello-rivale Pol, 12° con la KTM e davanti a Iannone.

E ora tutti in vacanza fino al 4 agosto, Gran Premio della Repubblica Ceca. Brno offre lunghi rettilinei, curve veloci ed una accelerazione finale, con salitone, prima del via. Dovrebbe essere territorio di caccia della Ducati, che lì l'anno scorso centrò una doppietta con la coppia Dovizioso-Lorenzo.

Allora Dovi si presentò a Brno a -77, oggi ci arriva a - 58. Se giova, ci si può consolare così.
Sipario.

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