SBK, Rea: "Non ho mai mollato, ora sento di poter attaccare ogni weekend"

"Dopo Jerez avevo 61 punti di ritardo ma ho imparato che nelle corse tutto può succedere. E' stata una gara lunga, non finiva davvero mai"

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Che giornata, per Jonathan Rea. La pioggia di Donington è stata per il nordirlandese una manna dal cielo, che il suo talento (e l’errore di Bautista) ha tramutato in vittoria, 25 punti e testa del campionato. Un risultato che un mese fa pareva utopia pura, ma che ora è realtà e non può che aggiungere pepe al prosieguo della stagione. 

“Ho visto una moto del team Aruba a terra - spiega -  ma non avevo colto il numero. Quando ho visto la tabella con la notizia di Bautista e il margine su Sykes ho pensato “Wow”, dovevo restare sul mio ritmo per conquistare questo prezioso risultato”.

La tenacia di Johnny è da ammirare, e lo stesso numero 1 spiega come l’esperienza abbia giocato un ruolo fondamentale in questi mesi, avendogli consentito di restare costantemente sul pezzo.

“Ho sempre spinto per mantenere e poi abbassare il distacco. A Misano ho fatto un errore stupido e ho perso punti, ma ora sento che ogni weekend possiamo guadagnare punti e migliorare. Dopo la sprint race di Jerez avevo 61 punti da recuperare, ma ho pensato che tutto poteva ancora accadere, anche perché sono stato nella posizione nel leader e l’ho capito a mie spese, ora la situazione si è capovolta". 

Parlando della gara, c’è poco da eccepire a Rea. Al termine del primo giro aveva già quasi tre secondi di vantaggio, che sono cresciuti giro dopo giro conducendolo ad una vittoria magistrale.

“Al termine del primo giro non ho visto la tabella, ma al secondo ho capito di aver già guadagnato tanto terreno. Guido questa moto da anni e l’assetto da bagnato oramai è ottimo, anche in condizioni miste, la moto è stabile e riesco a fermarla nella maniera corretta. Il pacchetto mi ha permesso di guidare al limite senza prendere eccessivi rischi: ho spinto sino alla fine restando concentrato, perché Tom (Sykes ndr) aveva un ottimo passo”.

A tratti Johnny stupisce, come quando racconta di non aver spinto eccessivamente nelle prime fasi di gara, oppure quando spiega quanto sia difficile condurre una gara in solitaria.

“E’ stata una gara lunga, ad un certo guardavo la tabella e pensavo “Quando finisce questa corsa?”. Non penso di aver spinto tanto all’inizio, non ho preso rischi, ho trovato presto il limite e probabilmente l’ho fatto prima degli altri. Ho mantenuto il mio passo e sentivo di avere una moto a posto, non è stata una gara facile perché gestire il vantaggio è meno facile di quanto si pensi”.

Ora c’è da pensare a domani. Le previsioni parlano di sole, ma questo non scompone il campione del mondo in carica.

“Posso giocarmi la vittoria anche con l’asciutto, ci sono tanti piloti in grado di farlo come Toprak o Sykes. La Sprint Race è particolare e l’obiettivo primario è il podio”.

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