MotoGP, Petrucci: "Posso vincere, ma non voglio togliere punti a Dovi"

"Non ho mai avuto veti dalla Ducati, posso lottare con Andrea, ma non voglio penalizzarlo. Dopo il rinnovo posso concentrarmi sulla pista ed il 9 prenderò la patente per la moto"

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Danilo Petrucci si è probabilmente tolto al Sachsenring un peso maggiore di quanto voglia lasciare intendere. Prima della consueta conferenza stampa riservata ai piloti, è stato infatti diffuso il comunicato Ducati che lo ha confermato nel team ufficiale di Borgo Panigale fino a tutto il 2020. Un accordo raggiunto dopo una trattativa non semplicissima, senza dubbio propiziato da una prima parte di stagione vissuta da Petrux nel ruolo di protagonista assoluto con la ciliegina sulla torta rappresentata dalla vittoria del Mugello.

Danilo ha dunque raggiunto il proprio obiettivo ed ora potrà concentrarsi esclusivamente sulla pista, cercando sia di aiutare Dovizioso nella sua caccia a Marquez che cercando di cogliere tutte le opportunità che nel corso della stagione gli capiteranno.

"Sono sicuramente più contento, ma non mi sento più leggero - ha spiegato Danilo - anche perché dobbiamo tenere alta la tensione. Siamo tutti vicini nel mondiale e non dobbiamo mollare adesso, visto che siamo solo a metà della stagione. Sicuramente sono contento, perché posso concentrarmi solo sulle gare, ma non sono proprio rilassato".

"Fra l'incudine ed il martello: non voglio essere io a portare via punti decisivi a Dovizioso"

Ad Assen avevi detto di sentirti tra l’incudine ed il martello.

"In realtà questa frase la vorrei spiegare bene. Io ho sempre avuto l’idea di fare bene in questa stagione da ufficiale Ducati, di vincere magari una gara e di lavorare sempre assieme ad Andrea. Ma ogni volta che mi trovo alle sue spalle penso sempre che potrei strappargli due punti che poi potrebbero mancare a Valencia mentre vorrei essere proprio io a rappresentare quel 1% che lo aiuta e non che lo penalizza. Da Ducati non ho nessun ordine di stare dietro a lui e magari in alcuni casi anche sembrato che io non volessi passarlo, ma in realtà abbiamo duellato e poi lui è finito davanti. Devo dire che quando sono in moto, è una situazione a cui penso spesso quando sono dietro Dovi, non voglio essere io a togliergli i punti. Spesso è un frangente in cui non so come comportarmi, perché ho il permesso e la possibilità di vincere, ma ovviamente non devo fare casino con Andrea".

Magari hai detto quella parole in un momento di nervosismo.

"Forse dopo l’intervista di Assen sembravo molto arrabbiato, ma in realtà lo ero per come era andata la gara. Forse è sembrato che ce l’avessi con qualcuno in Ducati. In realtà ero per prima cosa arrabbiato perché avevo perso dei punti e poi anche perché sembrava che io e Andrea avessimo degli ordini di scuderia, che io dovessi rispettare. In realtà non è così. Ieri sera siamo stati a cena assieme e questo approccio di rispetto reciproco che stiamo avendo con le gare, lo applichiamo sulla base delle parole che ci siamo detti e che ci ripetiamo. Non ci sono ordini, se non quello di andare più forte possibile. Poi ovviamente non dobbiamo ostacolarci, ma questo è normale. Tutti vogliono andare forte. Per quanto riguarda i termini, nel contratto non ho alcuna richiesta precisa e nessun obbligo di lasciar strada ad Andrea. Non ci sono veti, nulla del genere".

"Il contratto non è di molti soldi per un pilota di MotoGP, ma mi fido del mio manager"

Sei soddisfatto di quanto ottenuto dal punto di vista economico?

"Io ho ragionato sul fatto che l’accordo che abbiamo raggiunto rappresenta una grossa cifra per un ragazzo di 28 anni. Poi magari non sono molti soldi in generale per un pilota MotoGP, ma io non partecipo a queste contrattazioni. C’è il mio manager che lo fa e io mi fido di lui e di quello che fa. Mi interessava avere una moto vincente e ci siamo riusciti".

Magari il prossimo anno farai un biennale.

"Il prossimo anno mi piacerebbe fare finalmente un contratto di due anni, magari con Ducati. In ogni caso sembra che mettermi questa pressione abbia funzionato. Non so come sarebbe andata se avessi avuto un contratto di due anni a partire dal 2018, però so che la pressione avuta quest’anno sono riuscito a canalizzarla in modo giusto. Nessuno avrebbe pensato di trovare Andrea e me secondo e terzo nel mondiale a metà stagione".

"Il caldo di Assen ha completamente stravolto la Desmosedici"

Tornando a parlare di Assen, ti sei dato una spiegazione per una gara così opaca dopo essere stato velocissimo nei primi tre turni?

"Purtroppo ad Assen è successa una cosa che non si era mai verificata in modo così estrema, perché noi perdiamo grip con la temperatura, ma lì è stata davvero impressionante. I 20 gradi in più del pomeriggio hanno completamente cambiato il funzionamento della moto. E’ stato significativo, perché in un weekend in cui nei primi tre turni sono stato sempre tra i primi, ho faticato anche a stare in seconda fila e soprattutto ho incassato 14 secondi in gara, che penso sia il distacco maggiore intasato quest’anno". 

Invece cosa ti aspetti qui al Sachsenring?

"Qui al Sachsenring sono stato il miglior pilota Ducati e vorrei migliorare quel risultato. Ho perso il podio a un giro e mezzo dalla fine. Chiaro che adesso non si parla più di fare podio o meno, quanto di prendere punti su Marquez e so che farlo qui è veramente difficile. Però ce la dobbiamo mettere tutta e sicuramente io e Andrea dobbiamo lavorare ancora di più per contrastarlo".

"Fino ad oggi ho guidato la moto con il foglio rosa, martedì prossimo farò l'esame per la patente"

Hai accennato al fatto che devi prendere la patente per la moto il 9. Eri davvero senza?

"La verità è che ho sempre viaggiato col foglio rosa in moto. Non ho neanche convertito la patente militare che avevo, mi sono solo limitato a rinnovare diverse volte il foglio rosa. Non ho mai avuto il tempo di fissare il giorno per farlo, anche perché dovrò farlo a Terni, dove sono residente, quindi non abitandoci più non sapevo come organizzarla. Poi mi sono reso conto di avere 30 anni, ed ho pensato che fosse il caso di mettere a posto questa cosa. Martedì quindi 9 farò l’esame della patente!". 

Ti preoccupa quest'esame?

"Sono preoccupato non tanto per la guida della moto, quanto per l’esaminatore. Spero di trovarne uno tranquillo, magari non Marquez".

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