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MotoGP, A. Espargarò: "Le ho provate tutte con Aprilia, ora tocca a Rivola"

"Massimo è l'unico che può realmente cambiare le cose, sono tre anni che non facciamo passi in avanti e non so quanto potrò reggere in futuro"

MotoGP: A. Espargarò: "Le ho provate tutte con Aprilia, ora tocca a Rivola"

Aleix Espargarò non è un tipo che molla e nella sua avventura con l'Aprilia l'ha dimostrato più di una volta. Sta subendo colpi pesanti, non riesce a raggiungere in sella alla RS-GP i risultati che vorrebbe, ma non ha intenzione di abbassare la guardia. Lo spagnolo ha anche lottato contro il dolore ad Assen per essere in gara dopo la botta e la conseguente frattura alla gamba rimediata a Barcellona. Ma pur sapendo di non avere concrete chance di raccogliere risultati di prestigio, non ha rinunciato all'appuntamento.

Una determinazione encomiabile, che deriva anche dalla consapevolezza che questa stagione potrà servire per costruire un futuro migliore. Aleix è infatti convinto che tutta l'esperienza maturata e le informazioni raccolte possano servire soprattutto a Massimo Rivola nella definizione del futuro di Aprilia in MotoGP. 

"Le cose non stanno andando sempre meglio da tre anni a questa parte. Se fosse così, adesso lotteremo sempre per i primi cinque posti, invece non è così. Io credo davvero in Massimo Rivola - ha dichiarato Aleix - e penso che potrà cambiare la situazione. Per me non è facile essere positivo, perché gli ultimi tre anni in Aprilia sono stati difficili. Ma credo che se qualcuno potrà cambiare le cose, sia proprio lui. Ha bisogno di tempo, ma è così". 

Perché pensi che Rivola sia l’uomo giusto? Cosa intendi?

"Lui può convincere i manager ad aumentare il budget per noi, può prendere gli ingegneri che adesso lavorano con altri. Può cambiare il metodo di lavoro, e può farlo perché è un uomo che viene dal mondo del racing. Ha un ruolo anche politico, ma ne capisce tantissimo di gare, è stato molto tempo in prima linea in Formula 1. Può davvero cambiare tante cose, ha una competenza completa. Con le armi che avevo io non potevo fare di più, lui ha molte altre armi".

Ma se tu dovessi pensare al futuro, cosa chiederesti?

"Oltre il 2020? Se dovessi scrivere una sorta di lettera a Babbo Natale, chiederei di restare in Aprilia e di poter lottare sempre per il podio. Questo è quello che vorrei per il mio futuro. Ma loro in Aprilia devono anche dimostrarmi che questo potrà accadere, perché un anno in più passato come l’anno scorso o anche come quest’anno, forse sarebbe troppo per la mia testa. E quando la testa non è tranquilla, rischi di perdere solo prestazioni. Non voglio che succeda questo. La vita è troppo breve per non essere completamente felice in quello che facciamo".

Albesiano non poteva fare di più con quello che aveva?

"Albesiano è qui da tre anni, da quanto lo sono io. So cosa può fare, ma aveva troppi incarichi. Poi non aveva le possibilità di cambiare realmente le cose, non aveva neanche lui le armi per farlo. Se Gigi Dall’Igna fosse andato a lavorare in un team privato, non avrebbe potuto fare quello che ha fatto. Invece  ha avuto a disposizione il budget di cui aveva bisogno ed ha fatto la miglior moto al mondo".

Pensi che gli errori del passato non saranno ripetuti?

"Voglio avere fiducia che non vengano commessi gli stessi errori. Devo dire che l’arrivo di Rivola mi ha dato molta aria, ci voleva una persona come lui. Ricopre un ruolo che ci mancava in Aprilia, fa da collegamento tra noi e il reparto corse di Noale, ed interagisce con il top del Gruppo Piaggio. Per me è stato solo positivo il suo arrivo, ma adesso è il momento in cui deve davvero fare la differenza, e l’obiettivo è ovviamente di far crescere la RS-GP. Lui secondo me è l’unica persona in grado di farlo, io le ho provate tutte ma non ci sono riuscito". 

La storia con Aprilia è stato un saliscendi fino a questo momento.

"Si, è così. In realtà il primo anno in Aprilia è andato molto bene, anche oltre le aspettative. Dopo però siamo andati indietro, non sono non siamo rimasti sullo stesso livello, per quanto siamo addirittura peggiorati. Adesso sono più lontano rispetto ai primi di quanto fossi nel 2017 e nel 2018, questo è un dato di fatto e vuol dire che abbiamo fatto dei passi all’indietro". 

Ma il lavoro di sviluppo adesso è concentrato solo sul 2020, o si continua a lavorare anche per il presente?

"Il punto è che noi abbiamo bisogno di una moto realmente molto più competitiva di quella che abbiamo, e penso che non sia possibile averla per questa stagione. La cosa importante sarà preparare bene la moto 2020. Se dovessero arrivare dei pezzi nuovi per questa moto durante la stagione, sono tutti ben accetti, perché noi vogliamo sempre migliorare. Ma quello che davvero vogliamo è migliorare la moto di parecchio e non solo poco. Usare questa stagione come una sorta di stagione di test per preparare il 2020 è una buona idea secondo me, ma non credo che la nostra situazione possa cambiare poi tanto in questa stagione". 

Di fatto stai facendo anche tu il tester in pista. Ti pesa questa situazione?

"Io non voglio fare il tester, voglio fare il pilota e competere. Ma qualche volta nella vita non puoi fare quello che vorresti, devi adattarti. La nostra moto è meno competitiva di quanto tutti in Aprilia vorrebbero, e la cosa importante è lavorare bene per il futuro. L’arrivo di Massimo di certo ha spinto molto le persone a Noale per cambiare le cose. Siamo tutti sulla stessa barca, io non vorrei fare il tester durante la stagione ma se c’è bisogno di farlo, ci sono".

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