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MotoGP, Vinales: "Una vittoria emozionante, arrivata in un momento difficile"

"Finalmente abbiamo concluso domenica il lavoro iniziato al venerdì. Qui ho capito ancora meglio quali sono i nostri punti forti e le debolezze"

MotoGP: Vinales: "Una vittoria emozionante, arrivata in un momento difficile"

Maverick Vinales ha trionfato in gara ad Assen mettendo la ciliegina sulla torta di un weekend quasi perfetto. E' mancata infatti solo la pole position per mettere a segno un hat trick con vittoria e giro più veloce in gara, ma questo di certo non basta a rovinare la festa di un Vinales finalmente sorridente e sollevato. Troppe volte in questa stagione le cose si erano messe male e almeno in tre occasioni Maverick è stato davvero vittima della sfortuna.

Ad Assen ha giocato al meglio le proprie carte, conducendo con sicurezza il gioco dal venerdì mattina e mettendo a segno un piccolo passo in avanti ad ogni sessione, arrivando ad essere in possesso in gara della Yamaha M1 più in forma del lotto. Sul podio è salito anche il compagno di colori Quartararo, ma è apparso abbastanza presto chiaro a tutti che oggi fosse la giornata di Maverick, che non ha trattenuto la soddisfazione nelle dichiarazioni post gara. 

"Onestamente prima di oggi stavo passando un momento davvero molto duro - ha affermato - Al Montmelò pensavo di poter lottare davvero per la vittoria, lì abbiamo lavorato per tutto il weekend nello stesso modo in cui abbiamo lavorato qui. Quindi sentivo la moto pronta per vincere, o almeno pronta a lottare per stare davanti. Quando siamo arrivati in Olanda, appena ho messo le ruote in pista venerdì mi sono reso conto che le cose stavano davvero bene. Ho lavorato duramente per farmi trovare pronto per gli ultimi sei o sette giri della gara, perché sapevo che sarebbe stato quello il momento decisivo della gara".

Una gara davvero perfetta. 

"Ho fatto del mio meglio, anche se ho commesso diversi errori in gara e spesso ho dovuto recuperare prima che potevo sui due piloti davanti. All’inizio era veramente difficile, non riuscivo a passare la Honda che era davvero molto forte, ma giro dopo giro ho trovato il mio ritmo ed ho capito molto bene quali fossero i miei punti forti cercando di sfruttarli al massimo. Non è solo merito del pilota questo risultato, la mia squadra ha lavorato benissimo. Mi godo il momento, ma dobbiamo continuare a lavorare con la stessa intensità che abbiamo avuto al Montmelò e qui, riuscendo ad essere competitivi anche al Sachsenring".

Avevi chiaro in mente come fare a sbarazzarti di Marc?

"Sapevo che restando sul passo del 1’33 alto sarebbe stato difficile per Marc restare con me, ma ero pronto a tutto. Ho lavorato molto nel fine settimana con la squadra per cercare di essere veloce soprattutto nell’ultimo settore, dove sapevo che mi sarei dovuto difendere o attaccare. Alla fine ho avuto la mia chance dopo la curva 12, che è il punto in cui mi sentivo particolarmente veloce ed ho spinto al massimo. Quando sono riuscito ad accumulare un vantaggio di circa 6 decimi mi sono sentito tranquillo, perché sapevo che non sarebbe stato in grado di chiudere il gap. Sono davvero felice, la squadra sta lavorando benissimo e mi voglio godere il momento". 

Proprio alla 12 a volte sei passato ad un soffio da chi ti precedeva, anche da Fabio. Era una strategia?

"Quando ero molto vicino a Fabio nella curva 12 non lo facevo perché volevo preparare un sorpasso, ma solo perché per tutto il fine settimana mi sono trovato benissimo in quella curva. Marc poi era in ogni caso velocissimo fino alla 15, quindi era davvero difficile per me passarlo nonostante fossi così veloce alla 12. Ci ho messo molti giri, avrei voluto passare anche prima ma era davvero difficile. Quando poi ci sono riuscito ho fatto anche un errore in curva 1 e sono andato fuori pista andando molto largo. Dopo ho recuperato. In questa gara ho compreso meglio quali sono i nostri punti forti e quali le debolezze".  

Una vittoria forse anche più solida e concreta di quella di Phillip Island del 2018?

"Una vittoria è una vittoria, per me era fondamentale portare a termine il lavoro come non ero ancora riuscito a fare in questa stagione, ed è stato bello farlo qui ed in questo modo".

Quali sono state le prime emozioni una volta tagliato il traguardo?

"Mi sono sentito di aver finalmente completato di domenica il lavoro iniziato al venerdì, che è la cosa più importante. La maggior parte dei piloti riescono a raggiungere il proprio limite prima ed io sono spesso costretto ad inseguire. Qui ho trovato il modo per esprimere tutto il mio potenziale, in qualche modo mi sono qualificato bene e sapevo che avrei potuto fare una gara davanti. Mi sarei aspettato una gara di gruppo, mentre alla fine eravamo solo tre. Ho messo una gomma dura al posteriore, quindi aspettavo gli ultimi dieci giri per sfruttare tutto il mio potenziale. Ho aspettato il momento giusto per farlo e poi ho spinto". 

Hai affermato che vincere qui è speciale. Perché?

"Qui c’è un’atmosfera fantastica, è una vera cattedrale del motociclismo. Assen è una pista storica ed è una delle piste sul calendario dove punto ad essere sempre davanti. Mi sono sempre divertito qui in tutte le classi in cui ho corso. Qui ad Assen senti i tifosi molto vicini, è sempre emozionante vincere con questa atmosfera". 

Anche qui hai dato uno sguardo ai dati di Quartararo?

"Si. Come ho detto, se potessi utilizzare i dati di tutti i piloti in griglia lo farei, perché cerco di imparare qualcosa da ognuno. Fabio sta lavorando in un modo incredibile, sta guidando la Yamaha nel modo corretto e se posso imparare da lui, lo farò sempre. E' un bene che sia così veloce in sella alla M1, per me è uno stimolo a fare sempre di più". 

Audio raccolto da Paolo Scalera

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