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MotoGP, Dovizioso: "Il distacco preoccupante non è in classifica ma in pista"

Ora Dovi è a -44 da Marquez: "i 14 secondi presi ad Assen chiudono qualsiasi discorso".  Sul rinnovo di Petrucci: "non deve preoccuparsi"

MotoGP: Dovizioso: "Il distacco preoccupante non è in classifica ma in pista"

Nel caldo di Assen i 14 secondi presi da Dovizioso sul traguardo da Vinales sono stati una doccia fredda. Che la pista olandese non fosse troppo amica della Ducati era noto, ma le Rosse sono state l’ombra di se stesse. Andrea ha provato ad attaccarsi al trenino composto da Vinales, Marquez e Quartararo nei primi giri, ma non ha ottenuto altro se non consumere le gomme.

Nonostante tutto, il forlivese dopo la gara sfoggia un sorriso.

“Perché so di avere portato a casa il massimo e questo è sempre importante, soprattutto in una pista come Assen e partendo dalla 11ª posizione - spiega - Sicuramente non possiamo essere contenti al 100%, ma questa pista non ha fatto che confermare quelle che sono le caratteristiche della nostra moto. Il vento, le curve veloci, il consumo delle gomme, sono tutti aspetti con cui soffriamo. Quindi il 4° posto non va troppo male ma il distacco è stato troppo grande: purtroppo non sono sorpreso”.

Lui non lo è, ma dall’esterno la situazione coglie un po’ alla sprovvista. Soprattutto quando si parla di una moto considerata da molto il riferimento in MotoGP.

Io non ho mai pensato che la Desmosedici lo fosse - sottolinea il Dovi - Questo lo dicevano i giornalisti e i rivali, a cui fa sempre comodo sostenere che le moto degli avversari siano migliori. In verità, se non si ha esperienza con marche diverse, non si può giudicare. Solo con l’esperienza si riesce a guardare le cose con occhio diverso”.

Andrea sostiene che la Ducati  “non sia peggiorata”, quindi viene da pensare che le avversarie siano migliorate di più.

Non posso dire neanche questo - continua - Io so solo che la Desmosedici è molto forte sotto alcuni aspetti e debole sotto altri”.

Ad Assen sembrano essere stati i secondi a svettare.

È normale che vogliamo di più, oggi Marquez non è solo arrivato 2° ma è stato anche molto veloce. Non è la cosa migliore dal nostro punto di vista” osserva.

E ora il distacco in campionato è ancora più grande.

La cosa terribile non è stato perdere 7 punti da lui, il punto è il ritardo sul traguardo - specifica - Per cercare di stare con loro ho consumato la gomma posteriore e a fine gara il mio passo era più lento di un secondo rispetto a quello di Vinales. Questa è semplicemente la realtà dei fatti, perché quei 14 secondi mettono la parola fine a ogni discorso. Il nostro potenziale oggi è stato chiaro”.

E insieme opaco. Il punto è che certi risultati non sono altro che regali per Marquez.

Quarantaquattro punti di distacco sono tanti, ma erano tanti anche 37 - non nasconde il Dovi - Nel motociclismo è possibile recuperare, il limite non è quello ma la mancanza di competitività. Oggi non ho fatto melina, la mia velocità è stata la conseguenza dei nostri problemi sulla moto. Per spingere ho dovuto usare troppa gomme ed energie, non ne avevo di più”.

In gara uno dei suoi avversari è stato Petrucci, che però ha spiegato di non potere rischiare troppo quando attacca il suo compagno di squadra.

Penso che io e Danilo ci stiamo comportando in modo intelligente - la sua opinione - Non ci prendiamo a sportellate, ma lottiamo fra di noi e siamo il team migliore guardando i punti in classifica”.

Il ternano, però, non è sereno per il ritardo nel rinnovo del suo contratto.

“Mi sorprendo di lui, dovrebbe conoscere quali siano il metodo e la mentalità della Ducati - afferma Dovizioso - Deve stare tranquillo perché sta dimostrando di essere più forte dell’anno scorso ed è sempre davanti ai piloti che potrebbero prendere il suo posto. Non vedo cosa potrebbe succedere di diverso. Non capisco di cosa debba preoccuparsi, ma non chiedetemi altro sul suo contratto, perché io non c’entro niente”.

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