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MotoGP, Petrucci: “Siamo stati veloci con l'assetto ispirato a Lorenzo"

Il ducatista è terzo nelle libere del venerdì di Assen: “Ho perso la moto a 220km/h stamattina e mi sono detto: farà male. Invece tutto OK. Con l'assetto di Jorge perdiamo in frenata ma guadagniamo in curva"

MotoGP: Petrucci: “Siamo stati veloci con l'assetto ispirato a Lorenzo"

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È stata una giornata movimentata quella del venerdì di Assen per Danilo Petrucci. Caduta pesante la mattina (in curva 14) e terzo tempo assoluto il pomeriggio. Una vera e propria altalena di emozioni per il ternano che ha chiuso davanti al compagno di squadra Dovizioso e che ora si prepara per un sabato scoppiettante.

La 14 è una delle mie curve preferite di tutto il calendario ha raccontato il Petrux - sin dalla prima volta che ho corso su questo tracciato nel 2008 nel campionato europeo. Stamattina ho avuto un problema e forse sono entrato un po' veloce in quel settore. Le gomme non erano pronte e in più avevo una regolazione troppo aggressiva del freno motore. Risultato: sono caduto a 220 km/h dopo aver scalato una marcia. È stata una di quelle cadute che ti fa fermare e dire: "ok, farà male" ma fortunatamente ho solo qualche bruciatura e niente di che”.

Prima dell’incidente come ti sentivi?

“È stato un vero peccato cadere in quel momento perchè mi sentivo davvero bene sulla moto e poi non sono riuscito a tornare veloce. È solo il primo giorno ma devo migliorare se voglio lottare per il podio”. 

Dopo il podio di Barcellona vi siete fermati per una giornata di test al lunedì hai trovato qualche nuova soluzione per la GP19?

“Al Montmelò – ha continuato Petrucci – non ho provato un telaio completamente nuovo ma solo dei componenti che però non sto usando qui ad Assen. I miglioramenti fatti a Barcellona sono più di assetto e mi permettono di curvare meglio la moto (che è uno dei punti deboli della Ducati). Su questo tracciato non abbiamo bisogno di curvare molto la moto perché non ci sono tante curve che tornano indietro ma l'importanza di curvare veloce è innegabile. Il bilanciamento della moto e la geometria sono cambiati, questo mi penalizza un po' in frenata ma ho più equilibrio. Ad ogni modo stiamo facendo delle comparazioni”. 

Molti piloti si sono accorti di un tracciato con più buche rispetto allo scorso anno: come lo hai trovato?

Non mi sono accorto delle buche - ha detto Petrucci. Abbiamo discusso sulla sicurezza della curva 13 in Safety Commision, ma in linea di massima abbiamo trovato buone condizioni su questo tracciato. Le gomme lavorano bene e i tempi lo dimostrano. Questa è una pista strana per quanto riguarda le buche perché si tagliano molto i cordoli nelle curve veloci e questo porta la moto a muoversi molto di più”. 

La Ducati non vince ad Assen dal 2008 (unico successo Rosso al TT con Casey Stoner), pensi che siate più competitivi di quanto non avreste pensato alla vigilia?

"È vero che non vinciamo dal 2008 in Olanda ma è anche un dato di fatto che nel 2017 io sono arrivato in volata con Rossi e che nel 2018 Dovizioso è rimasto fuori dal podio per pochi decimi. Siamo competitivi qui come nelle altre piste, il problema di Assen è che ci sono moto che si adattano meglio a questo tracciato. Andrea oggi è stato molto veloce, penso che possiamo lottare per il podio e arriverà anche Miller con noi”. 

Il nuovo setup è sicuramente il frutto di tanto lavoro da parte degli ingegneri Ducati, è nato da poco o si ispira a qualcosa di già visto in passato? 

“Volevamo provare questo assetto che va molto nella direzione della moto di Lorenzo dello scorso anno – ha affermato Petrucci - Io e Dovi abbiamo bisogno di una moto stabile in frenata perché siamo grandi staccatori. A Barcellona non abbiamo sofferto molto perchè abbiamo sopperito alla mancanza in frenata curvando meglio, è un dare-avere. Io mi trovo meglio con questo assetto visto che sia il tempo di stamattina che quello che pomeriggio sono stati fatti con quella configurazione. Penso che possa funzionare anche su altre piste e quindi lo porterò avanti. Ovviamente ogni volta bisognerà fare un bilancio tra pro e contro, ad oggi sono di più i pro”. 

Quindi una moto simile a quella di Lorenzo del 2018, anche il serbatoio è quello dello spagnolo?

“Non è la stessa moto, va in quella direzione. Stiamo lavorando anche sull’ergonomia visto che io ho esigenze un po’ particolari rispetto agli altri”.

Audio raccolto da Paolo Scalera

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