MotoGP, Bagnaia: "Assen è difficile...quasi per tutti. Yamaha non è la Ducati"

"La M1 si adatta meglio. Per un debuttante questa è una pista complicata, ma alla Ducati non servono continue modifiche", Miller: "Non ho cercato il tempo sul giro"

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Un venerdì dal retrogusto amaro quello in casa Pramac. A guardare dai tempi della combinata, non compare infatti nessun pilota tra i primi dieci. Il miglior è stato Pecco Bagnaia, autore dell’undicesimo tempo a soli 88 millesimi dalla Honda di Cal Crutchlow.

Purtroppo la FP1 è stata una sessione molto complicata, direi la più difficile degli ultimi tempi – ha esordito – speravo che la pista fosse nelle mie corde, invece non riuscivo a fare nulla, mi trovavo al limite con l’anteriore a tal punto da rischiare la caduta. Fortuna che a Gabarrini sia venuta una grande idea per il pomeriggio, riuscendo a migliorare ed essere veloci e costanti. Siamo ancora lontani dai primi, però con la gomma dura siamo riusciti a essere competitivi”.

Nonostante le difficoltà, il pilota piemontese non intende arrendersi.

“Dobbiamo lavorare nella direzione che stiamo seguendo, senza apportare troppi cambiamenti come fatto da inizio anno. Dovremo quindi trovare un assetto base da utilizzare su ogni pista. La Ducati è una moto complicata e Assen una pista difficile. Da rookie ho faticato abbastanza, anche se il mio stile si addice a questo tracciato che però resta difficile”.

Un punto di vista condiviso anche da Fabio Quartararo.

“Ho visto quanto è difficile per lui! (ride). La Yamaha non è la Ducati come ben sappiamo e sapete, la M1 forse si adatta meglio, anche se noi dobbiamo lavorare col materiale a disposizione per essere veloci. Ovviamente c’è un grande margine, dato che se in due curve (6 e 14) perdo sei decimi significa che azzeccando quelle due curve posso fare meglio".

Dall’altra parte del box è andata addirittura peggio a Jack Miller, soltanto tredicesimo davanti alla Yamaha di Franco Morbidelli

“In generale è stata una buona giornata, soprattutto sul passo – ha commentato - alla fine non ho utilizzato la soft per fare il tempo sul giro. Ho cercato più che altro di lavorare su alcune soluzioni, provando tra l’altro a seguire Marquez. Mi sono concentrato soprattutto sulla media e sulla dura, riscontrando buone sensazioni”.      

Audio raccolto da Matteo Aglio

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