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MotoGP, Vinales: "Le scuse di Lorenzo? Ha il mio numero, poteva chiamarmi"

"Non penalizzarlo crea un precedente pericoloso, altri tenteranno manovre azzardate. So che si è scusato con il team, ma io non l'ho sentito"

MotoGP: Vinales: "Le scuse di Lorenzo? Ha il mio numero, poteva chiamarmi"

Maverick Vinales era davvero furente a Barcellona dopo il contatti con Jorge Lorenzo che l'ha estromesso probabilmente dalla lotta per il podio, ma le due settimane di pausa hanno senza dubbio contribuito ad abbassare i toni. Il pilota della Yamaha ha forse iniziato a pensare maggiormente agli aspetti positivi emersi dal Gran Premio di Catalogna, ed in particolare ha forse avuto modo di apprezzare i passi in avanti messi in mostra dalla sua M1.

E' dunque un Maverick più tranquillo quello che ha incontrato i media ad Assen, che però non ha del tutto messo da parte un episodio destinato a cambiare leggermente gli equilibri secondo la sua analisi.

"Se sono tranquillo dopo Barcellona? Non del tutto. Ho sentito che Jorge è venuto nel mio box e la squadra mi ha riferito che si è scusato. Ma in ogni caso ha il mio numero e non mi ha chiamato. In ogni caso - ha continuato - noi possiamo essere sempre amici, quello che succede in pista resta in pista, mentre quello che c’è fuori è un’altra cosa. Io ho sempre rispettato tutti e di certo non è cambiato niente".

Tu avevi richiesto una penalità a gran voce, che però non è arrivata.

 "Cosa posso dire, difficile commentare. Se la decisione dei commissari è questa, la rispetto, ma secondo me andava presa una decisione leggermente diversa. Io ho sempre rispettato gli altri piloti e penso che non penalizzare Lorenzo per quella manovra significa aprire una finestra su quel tipo di attacchi o comportamenti simili. Questo potrebbe comportare che altri piloti possano mettersi a superare e fare entrate in punti della pista dove è complicato farlo. Sono molto dispiaciuto per quanto accaduto ed anche arrabbiato". 

"ALTRI PILOTI POTREBBERO TENTARE SORPASSI IN PUNTI DELICATI DELLA PISTA"

INCIDENTE DI GARA A BARCELLONA

Il tuo umore è ancora condizionato insomma da quell'episodio.

"Cercherò semplicemente di fare il mio meglio ad Assen, di iniziare bene venerdì e andare avanti così nel fine settimana. Io di solito ho molto rispetto per tutti i piloti, ma questa volta al Montmelò ero davvero molto arrabbiato. Era una gara in cui sentivo che saremmo facilmente saliti sul podio e probabilmente avremmo potuto lottare per la vittoria. Un pilota che ti passa, fa un errore e poi ti fa cadere, è difficile da digerire adesso. Però è passata una settimana e siamo tutti più calmi, ma di certo secondo molti piloti avrebbe dovuto essere penalizzato. Hanno deciso di non farlo, evidentemente hanno i loro criteri"

Almeno Barcellona ha confermato i tuoi passi in avanti sulla M1.

"E’ già qualche fine settimana che sento di avere un buon potenziale. Nell’ultimo di Montmelò sentivo di avere davvero ottime possibilità, soprattutto in gara. Dopo abbiamo fatto il test e sono davvero contento di come sto guidando la moto. Cercherò di portare quella velocità anche qui e sarà molto importante riuscirci perché qui devi essere davvero pronto. Questa è una pista dove di solito si fanno gare di gruppo, quindi devi essere pronto per ogni situazione, per poter attaccare, per poterti difendere. Dobbiamo preparare una base ottima per l'assetto di questo fine settimana". 

Dove pensi di aver fatto questi passi in avanti?

"Nei test di Jerez ho lavorato molto sul mio stile di guida, per cercare di capire come guidare meglio e tirare fuori il massimo dalla moto. Soprattutto per quanto riguarda la prima fase di gara. Credo che abbiamo fatto un passo in avanti anche per quanto riguarda la fase centrale della gara, quindi sento che il mio stile è migliorato davvero. Abbiamo usato quei test proprio per capire ancora meglio la moto, per imparare a sfruttarla bene e secondo me sono stati molto importanti. Certo, alcune volte abbiamo provato cose che sono andate meglio ed altre che sono andate peggio, ma quando sarà il momento di tirare fuori il massimo, io penso di poter essere pronto".

A Barcellona sei anche scattato benissimo.

"Per me la partenza è sempre un momento delicato, ma sento di aver imparato qualcosa e di essere più consistente anche da questo punto di vista. Non mi riferisco solo allo start, ma anche all’approccio alla prima curva. Al Montmelò sono riuscito a passare Valentino e Petrux, recuperando posizioni. Per me  sulla Yamaha la partenza non è mai stata un vero punto forte, ma siamo migliorati. Dobbiamo ancora lavorare, soprattutto se guardiamo come vanno Ducati e Honda da questo punto di vista". 

Il lavoro del test team continua. Avrai qualche novità qui?

"Se le cose provate a Misano funzionano, le avremo domani sulla moto (ride, ndr)! La Yamaha compie tutti gli sforzi necessari per migliorare e cercare di vincere gare, quindi se le cose nuove funzionano, loro ci danno tutto quello che possono. Siamo tutti molto coinvolti nello sviluppo della moto, al Montmelò abbiamo fatto un centinaio di giri. Tante cose che abbiamo provato non funzionavamo, ma alcune invece lo hanno fatto e questo è molto importante. In questa fase quando le cose funzionano vogliamo usarle il prima possibile, perché vogliamo vincere le gare. Di certo è un vero peccato che il prossimo test sarà forse solo a Misano, non so. Passerà quasi metà stagione e questo è un peccato perché non possiamo provare le novità che potremmo". 

MAVERICK VINALES 

Sai di preciso cosa hanno provato e cosa ha funzionato?

"Non so onestamente cosa abbia funzionato e cosa no a Misano, perché quelli in particolare sono stati dei test mirati ed hanno provato cose molto simili a quelle che già avevo provato ed anche i commenti sui pezzi nuovi sono stati molto simili. Di certo stanno lavorando molto duramente e prima o poi arriveremo anche noi".

Per quanto riguarda il tuo approccio, in che modo è cambiato?

"Normalmente io cerco di lavorare sul tempo sul giro, ma questo mi ha portato spesso a non avere un buon passo gara. Quindi ho pensato di lavorare per rendere la moto più dolce per fare in modo da poter replicare il passo in gara. Al Montmelò mi sentivo davvero bene, avevo tanta velocità a centro curva e la velocità era ottima in generale. Ho trovato un assetto che rende le cose più facili per me e questo è davvero positivo. In ogni caso sarà importante lavorare ancora, perché al momento siamo lontani".

Non sei stato contento della decisione dei commissari, ma come giudichi il lavoro della Safety Commission?

"I commissari secondo me non ascoltano quelli che sono i pensieri della Safety Commssion. Hanno le loro idee, le loro opinioni, e mi sembra sia molto difficile cambiare le cose. Ma la Safety Commission sta lavorando molto bene, stiamo migliorando molto per la sicurezza sia in MotoGP che in Moto2 e Moto3. Penso sia realmente un lavoro importante quello che facciamo in Safety Commission. A volte non ne esce niente, mentre altre riusciamo a portare tante proposte ed alcune sono davvero valide. E’ molto importante per tutti capire bene l’importanza della sicurezza in pista, lavorare per migliorare le piste, come ad esempio Silverstone, dove l’anno scorso abbiamo avuto tanti problemi".

Audio raccolto da Matteo Aglio

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