Arrivederci Professore: commedia drammatica con uno sregolato Johnny Depp

Richard, professore di letteratura, scopre di avere pochi mesi di vita dinanzi alla tragica notizia di un cancro, ma anzichè cadere nell'oblio e aggrapparsi alle cure, decide di godersi al massimo il tempo che gli resta  

Trailer Arrivederci Professore
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Richard, interpretato da johnny Depp, è un professore universitario di letteratura, con una vita pressochè normale. La sua vita viene sconvolta dalla funesta notizia di un tumore in fase terminale e che gli restano pochi mesi di vita.

Naturalmente dopo lo shock iniziale, Richard dinanzi alla opzione di affrontare delle inutili cure ed una lenta agonia, decide invece di sfruttare il tempo che gli rimane per godersi la vita senza più limitazioni di alcun genere. Sarà lui quindi a sconvolgere la vita di chi gli sta attorno oltre che la propria.

Iniziamo subito col fare una precisazione: "Arrivederci Professore" non è un film sul cancro, nè tantomeno un film con la pretesa di dare profonde lezioni di vita, come per il più celebre Attimo fuggente, sebbene ne ricalchi sicuramente alcune tematiche. E' piuttosto una commedia a tinte drammatiche, o un film drammatico venato di situazioni ironiche che sicuramente sdrammatizzano quella che in realtà sarebbe una tematica decisamente negativa.

Johnny Depp è qui assai lontano dall'archetipo del professor Keating nell'Attimo Fuggente, il primo cinico, sfrontato, scorretto, ribelle e nichilista, laddove il ruolo che fu di Robin Williams era più positivo e sopratutto dedito alla crescita intellettuale dei ragazzi più che ad un confronto con se stessi.

Nella sua sregolatezza, nei suoi eccessi, si avvicina piuttosto al Kevin Spacey di American Beauty, il celebre film di Mendes in cui il protagonista traeva le somme della propria vita e prendeva atto dei propri rimpianti cercando laddove possibile di esternare ciò che i dettami sociali solitamente limitano.

Vediamo quindi un Johnny Depp vestire nuovamente i panni del dandy tenebroso e affascinante, ammantato di una malinconica ironia, rapportarsi con la generazione futura nel tentativo di lasciar loro degli insegnamenti di vita duraturi. Lo vediamo schernire il dolore dell'amico di una vita, interpretato da Danny Huston, che si strugge per la sorte del protagonista e che in effetti rappresenta l'unica vera nota di dolore nel film, seppur dipinta dal regista in chiave quasi comica. Lo vediamo infine rivalutare i suoi affetti, riappacificarsi con la moglie in un rapporto ormai incrinato dai tradimenti e riempire d'affetto la propria figlia.

E' un Johnny Depp garbatamente fuori dagli schemi, un personaggio anti-sistema che diverte ma stenta ad esaltare, forse a causa di una regia ed una sceneggiatura (entrambe curate da  Wayne Roberts) che lasciano poco spazio a moralismi e prese di posizione dure, optando piuttosto per una storia leggera e punteggiata di una beffarda ironia.

E' quindi questa forse  l'unica critica che si potrebbe muovere al film: la non volontà di andare "oltre", di "rischiare", di mordere il pubblico come il protagonista invita a mordere la vita, finendo quindi per scadere forse in una superficialità che poco si addice alle tematiche affrontate ed al potenziale artistico di un Depp che finalmente si lancia in un ruolo più impegnato. Il regista ci lascia quindi con un film sì gradevole e con un Johnny Depp in grande spolvero con un ruolo che gli sembra cucito addosso,ma ci lascia anche "poco sazi" dinanzi a una tematica che poteva essere affrontata con più coraggio.

Nel cast, troviamo a fianco del protagonista, oltre al già citato Danny Huston, la giovane studentessa  Claire interpretata da Zoey Deutch, il rettore Ron livingston (che molti riconosceranno come Nixon in Band of brothers), Rosemarie Dewitt e Odessa Young.

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