MotoGP, Ducati conferma Petrucci e schiera 4 moto ufficiali

Per il 2020 la volontà è rinnovare la fiducia sia a Danilo che a Miller, ma servono quattro Desmosedici GP20 e bisogna trovare il budget

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Danilo Petrucci, dopo il terzo podio consecutivo di Le Mans, diceva: “nessuno mi ha ancora parlato del rinnovo del contratto. Io non ci penso, do il massimo e cerco di convincerli con i risultati”. In verità a Ducati hanno già deciso di rinnovargli la fiducia anche per il 2020 e la squadra Dovizioso-Petrux sarà confermata anche per il prossimo anno.

Ora, però, ai piani alti di Borgo Panigale si lavora per risolvere un altro problema, quello del team Pramac. Anche nella squadra satellite c’è un contratto da rinnovare, quello con Miller, il che non è complicato (nonostante ci siano stati dei contatti con Alex Marquez). Il vero guaio è riuscire a trovare il budget necessario per le moto da affidare a lui e Bagnaia.

Ducati, infatti, nel 2020 vorrebbe schierare quattro moto ufficiali, due per la prima squadra e altrettante per Pramac. È un desiderio, ma anche un obbligo se vuole tenere Jack con sé. Bagnaia infatti è partito quest’anno con la moto 2018, ma il suo contratto prevede che nella prossima stagione abbia una Desmosedici GP20, cioè la stessa che guideranno Dovizioso e Petrucci.

Miller non ha ancora nessun accordo firmato, ma a Barcellona ha spiegato a chiare lettere di non accettare “una retrocessione”. Il che significa che all’australiano andrebbe bene rimanere in Pramac ma con lo stesso supporto tecnico che ha già quest’anno, cioè una Desmosedici ufficiale.

Ducati ha le capacità e la struttura per fornire i mezzi a 4 piloti e seguirli sul campo, ma servono soldi per farlo. Il problema ora è quindi trovare il budget per mettere in campo le quattro Desmosedici. Da una parte è al lavoro Paolo Campinoti, patron del team Pramac, dall’altra anche a Borgo Panigale sono pronti a fare la propria parte, considerando che la squadra junior è legata a doppio filo con l’azienda.

Avere quattro moto ufficiali in pista farebbe comodo a tutti. Lo sta dimostrando Yamaha con il team Petronas, dove le moto di Morbidelli e Quartararo si differenziano solo per piccoli particolari dalle M1 di Rossi e Vinales. Anche KTM schiera quest’anno quattro moto uguali, mentre Honda fino a ora ha seguito la strada di Ducati, con una RC213V ufficiale per Crutchlow e una 2018 per Nakagami.

Il gioco vale la candela e lo sforzo sarebbe ripagato non solo dalla possibilità di ottenere maggiori risultati, ma anche dal fatto di potere lavorare con quattro piloti sullo sviluppo. Tutti sono già al lavoro perché questo piano si concretizzi e, a patto di trovare i soldi, Ducati ne uscirebbe sicuramente rafforzata.

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