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Smith: "Saltare dalla MotoGP alla MotoE? C'è poco tempo per ragionare"

"La categoria mi piace molto, ma non sono d'accordo sull'attuale procedura per le qualifiche. Ne parleremo in commissione, siamo una classe di supporto, ma la sicurezza è una priorità"

MotoE: Smith: "Saltare dalla MotoGP alla MotoE? C'è poco tempo per ragionare"

Bradley Smith ha vissuto tre giorni davvero complessi in questo inizio settimana. Lunedì era a Barcellona per i test MotoGP, ha messo alla prova delle novità sull'Aprilia RS-GP, lavorando come sempre per portare avanti lo sviluppo della moto di Noale. In serata è partito alla volta di Valencia, dove si stavano svolgendo i test MotoE, il campionato al quale è iscritto con la squadra One Energy, emanazione del SIC Racing nel neonato campionato per moto elettriche.

Una volta entrato in pista, Bradley ci ha messo pochissimo ad adattarsi, riuscendo a firmare al termine della seconda giornata il miglior crono assoluto e mettendosi al primo posto nella classifica provvisoria (leggi QUI). Dopo essersi preso questa soddisfazione, il britannico ha nuovamente dovuto sfoggiare doti da camaleonte, perché oggi è tornato al Montmelò di Barcellona per svolgere ulteriori test con Aprilia. L'abbiamo intercettato ieri sera, poco prima che salutasse il paddock MotoE, raccogliendo le sue impressioni dopo essere passato in modo così repentino da una moto all'altra, due mondi davvero molto diversi.

"Io penso di essere molto fortunato in questa situazione in questo momento - ha raccontato - perché le gomme tra le due categorie, MotoGP e MotoE, sono le stesse. Quindi la cosa che ti restituisce la confidenza e le informazioni sul comportamento della moto sono uguali a quelle della MotoGP. Capisco molto bene l’anteriore, mentre devo ancora migliorare un pochino per quanto riguarda la gomma posteriore. Queste moto si guidano ovviamente in modo leggermente diverso, sono più simili ad una Moto2 o Moto3". 

Quanto è diverso lo stile che richiede la MotoE rispetto alla MotoGP?

"Qui non devi preparare troppo l’uscita di curva, quindi c’è bisogno di un minimo di tempo per adattarsi. Per il resto, in generale è una moto. Devi adattarti, trovare le sensazioni e poi andare forte. Io sono fortunato perché ho questa capacità di adattarmi velocemente. La mia situazione attualmente, con il contratto da collaudatore con Aprilia ed il mio impegno in MotoE, significano che non posso permettermi di adattarmi lentamente o di ragionare troppo una volta in sella. Devo essere subito veloce su qualsiasi moto salga. Sono stato a Valencia un solo giorno e subito devo tornare sulla MotoGP al Montmelò. Il lavoro richiede di essere concentrato e veloce immediatamente". 

Quando scendi dall'Aprilia e sali sulla MotoE cosa provi?  

BRADLEY SMITH - TEST MOTOE VALENCIA

"Io prendo questo campionato molto sul serio, ma la mia aspirazione è quella di tornare in MotoGP. Penso che tutti qui se potessero scegliere, salirebbero su una MotoGP e non su una MotoE. La mia priorità principale è aiutare Aprilia a crescere il più possibile, ma anche vincere questo campionato". 

"IL LIMITE PRESTAZIONALE DI QUESTA MOTO E' IL PESO, MA CREDO CHE I TEMPI SCENDERANNO"

Dal punto di vista velocistico, che margine di crescita possono avere queste moto?

"Onestamente non credo che ci siano limiti molto più elevati da scoprire. Il limite in questo momento è rappresentato dal peso di queste moto. Penso che sia possibile limare qualche decimo ancora, che ci sia la chance di togliere magari mezzo secondo. Basta guardare di quanto sono scesi i tempi dal primo turno ad oggi. Però credo che il limite ormai sia vicino, non penso ci sia qualcuno in grado di trovare un paio di secondi con questa moto nei prossimi mesi.  Abbiamo un certo quantitativo di energia a bordo e la moto è molto pesante. Questo non ti permette ad esempio di frenare 15 metri più tardi. C’è un limite oggettivo, anche se credo che non tutti abbiamo compiuto quello step extra che servirebbe". 

Nel briefing sulle regole del campionato, hai fatto una proposta per la partenza. L'idea era di schierare le moto in modo diverso rispetto alle classiche tre moto per fila in griglia. La partenza è uno scenario che ti preoccupa?

"La probabilità di rischio diventa molto più elevato con queste moto. Non abbiamo elettronica, non abbiamo un controllo di trazione e non abbiamo nulla che possa aiutare a rimettere dritta la moto se si intraversa. In quella situazione potremmo solo spalancare il gas e sperare di riuscirci. Ma se arrivi alla prima curva o alla seconda e mentre tutti frenano tu sei costretto a spalancare il gas, cosa succede? Penso che specialmente all’inizio, nella fase in cui tutti ci dobbiamo ancora abituare alla nuova categoria, la cosa importante sia avere delle buone gare, ma anche sicure. Vogliamo delle belle gare, un grande spettacolo. Non vogliamo avere 250 kg che cadono e coinvolgono altri piloti". 

"IL VERO PROBLEMA PER I PILOTI NON E' LA MANCANZA DI RUMORE, MA DI ESPERIENZA IN SELLA"

Parlando con i tuoi colleghi, qualcuno ha accennato al problema del silenzio in sella, perché non sentendo un aumento improvviso del numero di giri, c'è meno tempo per reagire ad una perdita di aderenza.

"I problemi sono due, e cioè che oltre a mancare il rumore del motore, noi non abbiamo molta esperienza al momento. E poi la curva di accelerazione è particolarmente forte in un punto preciso dell’apertura del gas. Credo che dobbiamo ancora imparare ad utilizzare bene il pacchetto che abbiamo a disposizione. Quando giri tenendo un secondo in tasca, questo non è un problema. Ma quando inizia a spingere e cerchi quel limite extra, allora puoi avere qualche problema. Ma è lo stesso con tutti i tipi di moto. Quando sei al 100% e non hai margine, sono cose che possono succedere sempre. Non credo che il problema sia questo". 

Cosa pensi del format delle qualifiche, con la Superpole in stile SBK old style?

"E’ una qualifica in stile SBK, ma loro avevano un riscaldamento di 10 o 15 minuti prima di iniziare. Io sono preoccupato perché per noi sarà molto diverso. Abbiamo molti piloti e tutti proveranno al venerdì. Poi non c’è nessuna sessione al sabato, ma solo il giro di qualifica, che vorrà dire prendere la moto, entrare in pista e spingere al massimo per un giro. Poniamo il caso che di venerdì piova e che poi sia asciutto al sabato. Si tratterebbe di entrare in pista per la prima volta con le slick e dare subito tutto".

Non ti convince questa soluzione?

"Secondo me è leggermente rischioso. Ma niente è confermato al momento, ne parleremo. L’idea è di rendere tutto quanto più sicuro. Noi capiamo di non essere la priorità, questa è una classe di supporto al campionato ed è chiaro che ci siano delle limitazioni. Ma per me le gare devono per prima cosa essere sicure e dopo devono saper offrire un grande spettacolo. Magari una idea potrebbe essere di disputare le qualifiche come si fa in MotoGP, con una singola sessione. Renderebbe anche tutto più movimentato secondo me. Non so a quanti interessi guardare per venti minuti una MotoE per volta che entra e fa il suo giro. Sarebbe molto più bello disputare una sessione tutti assieme, con l’attenzione che passa da un pilota all’altro secondo quanto succede in pista. Lo troverei più interessante come format".

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