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Moto3, Vietti: "un podio impossibile, ma non penso al Mondiale"

A Barcellona Celestino 3° dopo un sorpasso all'ultima curva 'alla Rossi': "non avevo nulla da perdere e non voglio guardare la classifica"

Moto3: Vietti: "un podio impossibile, ma non penso al Mondiale"

La rimonta è una di quelle da incorniciare: Celestino Vietti aveva visto il semaforo spegnersi dalla 21ª casella e ha tagliato il traguardo al 3° posto. “Ieri pensavo che il podio fosse impossibile” ammette, contento di essersi sbagliato. In una gara pazza e caratterizzata da tante cadute, il pilota della VR46 ha tenuto i nervi saldi e ha sfoggiato un sorpasso all’ultima curva, come quello di Valentino su Lorenzo 10 anni fa.

Celestino sorride quando glielo si fa notare: “effettivamente ho visto tante volte quel sorpasso, ma non era qualcosa di programmato. Mi sono trovato 4° e non dovevo pensare al campionato, ho sfruttato l’opportunità perché sapevo che in scia non avrei potuto passare Lopez. Avevo un po’ di margine in inserimento e l’ho fatto”.

Dici di non pensare al campionato, ma sei a soli 7 punti dal 3° posto…
È vero, sono vicino, ma guardo il meno possibile la classifica perché non è né il momento né la stagione per farlo. Sarebbe solo una distrazione, perché ho tanto da migliorare”.

Cosa ti manca ancora?
Faccio fatica il venerdì e sabato, anche questo fine settimana è stato difficile. Non avevo delle buone sensazioni in sella e siamo riusciti a metterci a posto solo nel warm up, questo mi ha fatto partire maggiormente ottimista”.

Perché queste difficoltà?
“Un po’ sono dovute alla mia mancanza di esperienza, gli altri piloti riescono a girare forte fin dal primo turno mentre a me serve più tempo. Qui inoltre abbiamo dovuto sistemare la moto, poi sono caduto, e così abbiamo fatto le ultime prove nel warm up”.

La Spagna sembra portarti bene: questo di Barcellona è il secondo podio dell’anno dopo quello di Jerez.
“Sembra proprio così, inoltre questa è una pista a me favorevole, infatti ero salito sul podio qui anche lo scorso anno nel CEV”.

Hai festeggiato nel giro d’onore sventolando la bandiera del Piemonte, perché?
Per me è una tradizione, lo faccio fino a quando sono da piccolo. Quando faccio un bella gara, non importa se vinco o meno, la prendo per il giro d’onore. È qualcosa che porto nel cuore”.

Una curiosità: per festeggiare i 70 anni del motomondiale è stato rispolverato l'alloro al collo dei piloti sul podio. Una volta era il trofeo per i primi 3, ma fu abolito anni fa perché la sua ingombrante presenza nascondeva gli sponsor. Per una volta, il romanticismo ha vinto sul business.

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