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MotoGP, Iannone: “Peccato, si è spenta. Per la prima volta non andava male”

Andrea deluso: "Oggi si poteva stare nei primi 12 e domani avremmo fatto un'altra gara. Almeno ho chiuso il ritardo da Aleix, che conosce questa moto benissimo"

MotoGP: Iannone: “Peccato, si è spenta. Per la prima volta non andava male”

Andrea Iannone era decisamente partito con il piede giusto a Barcellona, mostrando in tutte le sessioni di libere un passo che l'avrebbe dovuto tenere al riparo dal rischio di un'altra partenza in coda al gruppo. Ma questa volta a metterci lo zampino è stata senza dubbio la sfortuna, che si è materializzata sotto forma di un problema tecnico nel peggior momento possibile.

La RS-GP si è infatti spenta nel momento meno opportuno, quando The Maniac si stava preparando per dare l'assalto al cronometro in Q2 e tentare magari l'impresa di agguantare un passaggio in Q2 che per la prima volta in stagione sembrava essere obiettivo plausibile. Iannone ha tentato di recuperare la seconda moto, ma non gli è stato possibile lanciarsi sul traguardo per un tentativo di qualifica dell'ultimo secondo, prendendosi invece una bandiera a scacchi quanto mai beffarda, che lo ha privato della prima onesta chance della stagione di disputare una buona sessione di qualifica.

"Piove sul bagnato che più bagnato non si può - ha esordito Andrea, visibilmente deluso - oggi penso che potevamo fare una qualifica diversa dal solito, ma sembra quasi che quest'anno dobbiamo per forza partire ultimi, questa. Arriverà il momento in cui cambierà qualcosa. In FP4, tenendo conto dei nostri limiti, ero a posto. Riuscivo a guidare abbastanza bene ed avevo un buon ritmo, pensando alle nostre possibilità".

Qualcosa da salvare insomma c'è.

"Dispiace perché per la prima volta questa moto faceva qualcosa di normale, quando in altre circostanze non faceva niente di normale. Ci stiamo provando sempre e i ragazzi lavorando notte e giorno, oggi sarebbe stato bello e giusto fare qualcosa di diverso, però è andata così. Questo è il lato positivo della giornata, ma indubbiamente il lato negativo è che dovevamo fare la qualifica e non siamo riusciti a partire, poi con la seconda moto non ho fatto in tempo ed ho preso la bandiera". 

Dove potevi arrivare senza il problema?

"Ovviamente il nostro fare bene non è stare nei primi 5, ma potevamo stare nei primi 12 o 13 e partire domani in queste posizioni sarebbe significato fare un’altra gara completamente domani. Non sarebbe stato un risultato incredibile, ma visto come stiamo partendo nelle ultime gare sarebbe stato un passo in avanti. Invece adesso dovrò fare la solita gara, dovrò partire e recuperare tantissimo nei primi giri su una pista in cui il calo della gomma è molto importante. Qui partendo forte e cercando di spingere da subito rischio di finire subito le gomme. Però cercherò di provarsi, spero di riuscire a rimontare e fare bene".

Cosa è successo alla moto?

"E’ stato un problema tecnico, ma bisogna capire cosa. Si è spenta due volte, io sono un pilota non un ingegnere. Le gare vanno così, a volte succedono cose di questo tipo. Non so di preciso cosa è successo, ma solo che non sono riuscito a rientrare in pista. Noi stiamo lavorando tanto sulla moto, per cercare di tirare fuori il massimo. E quando lavori tanto su una moto, cose di questo tipo possono succedere". 

Sono episodi che possono togliere tranquillità.

"Io sono molto tranquillo, non sono nervoso. La situazione è difficile, ma so che tutti stanno lavorando per cercare di migliorarla. Cerco di lavorare ogni giorno con i ragazzi di Aprilia per migliorare la situazione e sono felice perché tutti ci mettono il 100% dell’impegno. Tutti vivono le gare come se fossero la loro vita. Questo penso sia un’ottima cosa per noi. Non sono preoccupato e non dimentico il loro supporto. Di certo abbiamo bisogno del supporto dei vertici di Aprilia. Se in futuro riceveremo qualcosa in più per migliorare il nostro lavoro, di certo anche i risultati miglioreranno. Sarebbe importante e spero che le persone più importanti in Aprilia ci possano aiutare". 

Non temi di voler smettere di lottare, di perdere la voglia di farlo?

"Io lotto sempre, lo faccio da sempre nella mia vita, non mollo mai. Sono qui per lottare. Altrimenti starei a casa, ma io sono qui per questo, per lottare". 

Qui avevate anche il forcellone in carbonio. Funziona bene sulla tua Aprilia?

"Questo forcellone in carbonio lo abbiamo da molto tempo, lo abbiamo provato meglio ad Austin, ma era un componente non di questa stagione, era un pezzo vecchio. E in quel test abbiamo visto qualcosa di positivo. Poi, siccome ne avevamo solo uno e non saremmo riusciti a fare due moto uguali, a Jerez abbiamo deciso di ripartire con la configurazione standard. Qui ho chiesto di rimontarlo e lo stiamo usando. Se devo dire che avevamo trovato un beneficio importante, dico di no. Ma è stato interessante fare dei chilometri con entrambe le configurazioni e raccogliere informazioni. Quello che cambia tanto è la sensazione e da questo punto di vista a me piace di più il carbonio". 

Che gara farai domani, temi possa andare peggio?

"Partendo ultimo sicuramente peggio non posso fare, però secondo me siamo messi meglio che al Mugello e che in altre gare. Direi che siamo messi meglio di sempre, quindi spero domani di riuscire a fare bene. Durante questo fine settimana mi sono avvicinato tantissimo ad Aleix, gli sono anche stato davanti come in FP4 dove ero avanti anche con margine. Questo è molto importante per me, perché Aleix ha tanta esperienza con questa moto e per me è il riferimento in questo momento. Quando ho messo la gomma nuova non sono riuscito a migliorare, ma con la gomma che deve durare tutta la gara ho un bel ritmo, guido pulito".

Nei test di lunedì arriverà qualcosa di determinante? Se non arriverà domani, quando lo farà?

"Non penso che lunedì cambierà tantissimo. Devi chiederlo ad Albesiano, io faccio fatica a rispondere". 

Audio raccolto da Paolo Scalera e Matteo Aglio

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