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MotoGP, Dovizioso: "Mi fa piacere che Marquez mi studi, ma devo stare attento"

"Non sempre fa apposta a seguirmi, oggi è stato un caso. Interpretarlo è difficile, ma in gara sarà competitivo. Io e Petrucci ci siamo sempre aiutati, e questo non cambierà"

MotoGP: Dovizioso: "Mi fa piacere che Marquez mi studi, ma devo stare attento"

Andrea Dovizioso è in cerca di risposte positive, e il Montmelò potrebbe regalargliele. Il primo giorno di prove ha infatti sorriso al forlivese, che ha chiuso secondo una giornata caratterizzata dalla mancanza di aderenza sul tracciato.

“Siamo stati veloci sia la mattina con la pista poco gommata che nel pomeriggio, quando speravamo di avere maggiore aderenza ma non l’abbiamo avuta. Sono molto contento di come siamo partiti: non siamo più veloci di altri ma era importante partire in questo modo – avvisa, e aggiunge - ma non basterà in vista della gara. Non sono del tutto soddisfatto delle sensazioni sul davanti, ma siamo partiti sicuramente meglio del Mugello”.

Il forlivese è dunque soddisfatto, ma non abbassa la guardia riguardo al più temibile tra gli avversari.

“Marc è difficile da interpretare, è particolare. Non so se ha deciso di lavorare diversamente o è stato obbligato dalla pista, secondo me è stato obbligato a cambiare gomme stamattina. Anche al Mugello ha avuto questi problemi – ricorda - ma poi la pista cambia e il problema diminuisce, quindi mi aspetto Marc competitivo in gara. Il venerdì ti dice sempre alcune cose, ma non tutte”.

A proposito di Marquez, non è passato inosservato l’ennesimo pedinamento ai danni della Ducati numero 04.

“Secondo me spesso non è una cosa stabilita a priori. Capitiamo vicini in pista – spiega - e da lì si innesca il tutto: nel pomeriggio io e Danilo siamo usciti tardi per girare insieme, lui è uscito ancora più tardi e non poteva saperlo. Fa piacere che mi studi anche se occorre stare attenti”.

Forse questo atteggiamento da parte dello spagnolo deriva dalla tanto chiaccherata possibile alleanza in casa Ducati, che Dovi spiega.

“Io e Petrucci ci aiutiamo da novembre, e non cambierà. Possiamo lavorare al meglio a casa insieme, portando in pista tanti piccoli dettagli che possono fare la differenza. Danilo è un pilota di talento – conferma - e potermi allenare con lui è un vantaggio, arrivo alle gare con alle spalle un allenamento al limite: questo comporta rischi ma aiuta. In pista è anomalo avere un rapporto del genere con un compagno, ma dobbiamo aiutarci a vicenda ossia parlare dopo i turni ed entrare a volte in pista insieme, lavorando così su tante cose”.

L’ultimo allenamento insieme a Petrucci è stato a Cavallara, pista dove poco tempo prima si era infortunato suo padre Antonio, in compagnia anche di Valentino Rossi.

“Ogni persona può vivere le cose in maniera diversa – puntualizza - ma se sei un pilota devi essere realista riguardo cosa può succedere e la pericolosità generale del tuo sport. Ci sono tante cose belle legate a questo sport ma anche brutte, in ogni caso devi allenarti costantemente. La giornata di cross insieme era prevista da un po’, è stato difficile organizzare ma non ho fatto nulla di diverso dal solito, l’unica differenza è stata la presenza di Valentino”.

Ad ogni modo il pensiero più importante al momento nella testa di Dovizioso riguarda la gara, a cui seguiranno i test del lunedì.

“La scelta delle gomme sarà fondamentale, dato che ci sono tre reali possibilità sia per l’anteriore che per il posteriore. La pista ha davvero poca aderenza ed è più ondulata rispetto all’anno scorso, complice la formula uno. I test? Non so ancora cosa proveremo. Non provare su un tracciato prima di correrci (in virtù del nuovo regolamento ndr) non credo sia un problema che patiamo più di altri. Spesso però vengono cambiati i regolamenti per limitare certe cose che in Ducati vengono capite prima, non vedo un altro motivo”.

In conclusione Andrea dice la sua su un tema in auge in questo weekend, ossia i problemi di sindrome compartimentale agli avanbracci che costringono molti piloti ad operarsi.

“Ho fatto l’operazione nel 2005, al mio primo anno in 250: non è un qualcosa di perfetto ma non c’è soluzione migliore al momento, ho avuto qualche problema in seguito ma per fortuna non più in maniera grave. Di solito fai questa operazione quando cambi categoria, e non sei abbastanza rilassato e morbido in sella. La forza che dobbiamo avere nelle braccia per guidare è incredibile, quindi come guidi pregiudica tutto il corpo ma soprattutto quella zona. Lo sforzo in MotoGP è molto diverso dal Motocross – conclude - qui devi usare tanto la forza”.

 

Audio raccolto da Paolo Scalera

 

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