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MotoGP, Caschi 'in maschera' a Barcellona: manca il bollo FIM

A Barcellona alcuni piloti, fra i quali Dovizioso e Bagnaia, sono stati costretti ad utilizzare caschi non propri per ritardi nella nuova omologazione federale

MotoGP: Caschi 'in maschera' a Barcellona: manca il bollo FIM

Piloti che indossano caschi rimarchiati. Cioè corrono con caschi con i loro colori, ma di una casa diversa da quella pubblicizzata.

Non è una novità, accadeva spesso nel passato quando le omologazioni non erano strette come oggi. C'era addirittura la Bell che si vantava di non pagare i piloti, sapendo che loro erano i primi a tenere alla propria testa.

I piloti americani, per esempio, quando arrivarono in Europa alla fine degli anni 70 indossavano quasi tutti Bell, salvo poi cedere quasi subito alle lusinghe del denaro dei nostri produttori.

A Barcellona Dovi è stato costretto ad usare il casco di un'altra marca rispetto alla solita, sembra, per un ritardo burocratico

Pur tuttavia il fenomeno non si è arrestato, ma spesso la furbata era dovuta a problemi momentanei, la maggior parte delle volte un appannamento indesiderato. Allora, in caso di pioggia, si indossava un casco noto per soffrire del medesimo problema.

Ricordiamo il caso di Max Biaggi a Motegi. Non riuscì a risolvere il problema in tempo, così comperò al volo un Arai bianco al negozietto all'interno del paddock e con quello corse.

Una cosa che spinse diversi produttori ad investire sulla soluzione di questo problema, che in corsa è vitale, un po' meno per strada dove le condizioni di utilizzo sono diverse.

Comunque sia, a Barcellona è accaduto di nuovo: fra gli altri a Dovizioso e Bagnaia, per esempio, sono stati costretti ad utilizzare un integrale di una marca diversa dalla propria, per un problema di omologazione. Da quest'anno infatti la FIM ne richiede una propria, certificata da un laboratorio Federale autorizzato.

"Siamo stati costretti a farlo per l'arrivo di modelli che non offrivano sufficienti garanzie di sicurezza", ci ha spiegato recentemente Fabio Muner, quando siamo andati a Mies a trovarlo.

Il rappresentante federale non ci ha fornito indicazioni di modelli o nazioni di produzioni.

"Lo abbiamo fatto per assicurare il top della protezione ai nostri piloti", ha ribadito.

Nessun dubbio. Ci sono stati però diversi rallentamenti nelle omologazioni, e poi c'è il problema del costo del bollino translucido che i produttori di caschi omologati FIM potranno applicare sulle calotte. Balzello o giusta tassa?

A questo LINK trovate i prodotti già omologati.

 

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