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MotoGP, Rossi: "In Yamaha è un momento duro, ma mai come in Ducati"

"Il Mugello è stato uno shock, la migliore terapia girare sul cross con Dovizioso e Petrucci. Barcellona? Sono realista, sarà un fine settimana difficile"

MotoGP: Rossi: "In Yamaha è un momento duro, ma mai come in Ducati"

Ultimamente, i temi di conversazione con Valentino rischiano di essere monotoni: le difficoltà con la Yamaha, quando la M1 ritroverà competitività, il tempo passato dall’ultima vittoria e poco altro. Rossi ci scherza su: “potrei non parlare più con i giornalisti, oppure ci vediamo a giorni alterni”.

Le speranze, a essere realisti, sono poche anche per Barcellona e la situazione sembra simile a quella che il Dottore visse in Ducati, quando per due anni dovette ingoiare dei rospi ad ogni conferenza stampa.

Meglio adesso - assicura - Non nego di avere dei problemi ad andare forte con la M1, ma mi piace comuqnue guidarla mentre con la Ducati proprio non mi trovavo”.

Questo non toglie che a volte Valentino si debba trovare a fare i conti con una dura realtà. Come è successo al Mugello.

Quel GP è stato uno shock, anche dal punto di vista psicologico, perché ero arrivato con grandi aspettative ma la realtà dei fatti è stata molto diversa” ammette.

Invece è andato tutto male. Il Dottore ha avuto una decina di giorni per digerire la disfatta e lo ha fatto a suo modo: andando in moto.

È sempre la migliore terapia - sorride - Così sono andato a girare con il cross a Cavallara, una pista fantastica su cui sono cresciuto, ma anche quella in cui mi feci male due anni fa prima del Mugello. I miei amici, e soprattutto mio padre, non mi permisero più di andare da allora, per me era diventata proibita. Però a inizio annon avevo proposto a Dovizioso e Petrucci di organizzare una giornata insieme, c'è stata l’occasione e mio padre mi ha dovuto dare il via libera per una volta - ride - Mi sono divertito molto, ho potuto girare con piloti che corrono nell’europeo e nel mondiale. Abbiamo finito mangiando salsicce tutti insieme sotto la tenda”.

Un altro motivo di svago è stata la visita di Gerhard Berger e Sebastian Ogier al Ranch.

Da fanatico di Rally, Sebastian è un mio eroe - confessa il Dottore - Ci eravamo conosciuti in Gran Bretagna nel 2009: era la sua prima gara nel mondiale Rally e avevo partecipato anch’io, partivo dietro di lui. All’epoca era solo un giovane pilota, non il campione di adesso, è stato un onore averlo come ospite. Vorrebbe provare a girare in macchina al Ranch, magari ci organizzeremo”.

Cross e dirt track da domani saranno lontani dalla sua mente e bisogna pensare al GP di Barcellona. In altri tempi sarebbe stato accolto con felicità, mentre ora c’è maggiore preoccupazione.

All’inizio della carriera, questa era la mia pista preferita, ora è sul podio con Mugello e Phillip Island - dice - In passato qui ho vinto tanto, per questa volta arriviamo in un momento difficile e da un fine settimana complicato. L’importante sarà essere realisti, rimanere concentrati e lavora meglio per cercare di rendere questa pista amica”.

Il che non sarà semplice considerato il lungo rettilineo e le performance velocistiche della Yamaha.

“Però, come dice Morbidelli, è in discesa… magari ci aiuterà - scherza il Dottore, prima di tornare serio - Sarà importante stare nei primi 10 per entrare in Q2, ma non sarà facile. In queste situazioni bisogna essere realisti e cercare di fare il massimo, sperando che la Yamaha faccia lo stesso. Bisogna tenere duro”.

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