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MotoGP, Bagnaia: "Troppe cadute? Per trovare il limite devi spingere"

"Il margine di errore è più piccolo rispetto alla Moto2 e devo ancora imparare. La cosa importante a Barcellona sarà finire la gara"

MotoGP: Bagnaia: "Troppe cadute? Per trovare il limite devi spingere"

Limitandosi a guardare alla classifica, il debutto di Bagnaia in MotoGP sarebbe un disastro. Un 9° posto ad Austin come migliore piazzamento e soprattutto 3 zeri consecutivi nelle ultime gare. Gli errori sono però uno scotto da pagare, a volte, per un debuttante che deve ancora prendere le misure di moto così complicate. Infatti Pecco riesce a vedere il bicchiere mezzo pieno.

Dal GP di Le Mans ho cambiato mentalità e sono riuscito a fare dei progressi - afferma il pilota di Pramac - Ora riesco a guidare la Ducati in un modo più naturale ma purtroppo non sono riuscito a concretizzare in gara né in Francia né al Mugello. In Italia ho fatto un errore di inesperienza: per stare nel gruppo davanti ho forzato la staccata, lo sterzo mi si è chiuso su una buca, sono andato largo e poi in terra”.

Un’altra lezione da metabolizzare.

Il margine in MotoGP è più piccolo di quanto ero abituato in Moto2 - ammette Pecco - Però la cosa positiva è essere riuscito a guidare come piace a me, con tanta velocità di percorrenza di curva, ed era quello che cercavo”.

Ora bisogna mettere tutto insieme e vedere la bandiera a scacchi la domenica.

Nella mia carriera non sono mai stato un pilota che cade molto, ma ho capito che con la MotoGP devi spingere al massimo per trovare il limite - spiega - Sia chiaro, non mi piace non finire le gare, ma ho bisogno di maggiore esperienza. Per esempio, non so ancora come si comportino le gomme negli ultimi 10 giri, perché ad Austin e Argentina non ho spinto al limite, non ero competitivo in quelle piste. Stare nel gruppo dei migliori al Mugello mi è servito molto, ora l’importante sarà arrivare in fondo, magari tenendomi un po’ di margine perché è fondamentale finire una gara”.

Dopo un inverno sorprendente, in tanti si sarebbero aspettati qualcosa di più da Pecco, ma non lui.

Questo è il mio percorso normale di crescita - sottolinea - Senza cadute sarebbe andato meglio, la Top Ten era alla mia portata. Nei test invernali ero partito bene, poi gli altri hanno fatto un passo in più. Io devo imparare a gestire meglio gomme e gara, fare un giro veloce è tutto sommato semplice ma in gara ci sono tanti aspetti da tenere sotto controllo, mentre in Moto2 potevo pensare solo a spingere dall’inizio alla fine”.

La possibilità per rifarsi è vicina, domani sarà già in pista a Barcellona.

Un circuito che mi piace molto, anche se non ho mai ottenuto grandi risultati - ricorda Pecco - È un tracciato simile al Mugello e inoltre guido la moto che ha vinto qui lo scorso anno, posso fare bene. Stiamo cercando maggiore trazione e questo asfalto dovrebbe aiutarci”.

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