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MotoGP, Marquez duro: "Lorenzo, per chiedere alla Honda devi stare davanti"

"La moto difficile era quella del 2015-16. Il 2° posto al Mugello, davanti a Dovizioso, vale una vittoria. Con Petrucci primo ho pensato a difendermi. Alleanza Ducati? Non credo, sono entrambi in lotta per il titolo"

MotoGP: Marquez duro: "Lorenzo, per chiedere alla Honda devi stare davanti"

Doveva essere uno dei pochi campi minati rimasti sulla strada di Marc Marquez il Mugello, ma oramai non lo è più. Lo spagnolo oramai ha dimostrato di poter essere veloce anche tra le colline toscane, e soli pochi millesimi lo hanno separato dalla vittoria. Una gara che all’apparenza può sembrare d’attacco la sua, ma che in realtà il 93 ha impostato sulla difensiva dopo pochi passaggi, complice una scelta obbligata di gomme, e che comunque gli ha consegnato quello che per lui era il risultato più importante.

“Oggi il mio obiettivo era stare davanti a Dovizioso - apre - dato che non avevo i mezzi per fare di più, e ci sono riuscito. Sia ieri che stamattina sono stato veloce ma con la media all’anteriore, quella che hanno usato i miei avversari e con la quale io on avrei finito la gara: così ho montato la dura, con la quale ero meno veloce ma costante”.

Non tentare nemmeno una volta di vincere sarebbe stato però uno smacco sul curriculum del ragazzo di Cervera, che all’ultimo giro ha cercato di mettere in scacco entrambe le Ducati.

“Ho provato ad attaccare all’inizio della gara ma ho capito che non era la giornata giusta per farlo, così sono rimasto tra i primi. Alla fine però ho provato vincere: è stato bello passare due Ducati sul dritto e sono passato sulla sinistra perché sulla destra c’era dello sporco. Alla San Donato sono andato lungo e ho visto una Ducati passarmi ma senza capire chi fosse, quando ho visto che Danilo era primo ed io secondo ho pensato soprattutto a difendermi - ammette - perché se io e Danilo fossimo andati larghi Andrea ne avrebbe approfittato, in ogni caso 20 punti al Mugello equivalgono ad una vittoria”.

Il Mugello era un banco di prova importante non solo per Marc ma anche per la Honda, che pare aver passato l’esame anche se non a pieni voti, visto il distacco incassato dalle moto della casa alata senza il 93 sulla carena.

“La moto è competitiva ma qui soffriamo sempre specie da quando abbiamo le Michelin, anche perché io in primis faccio fatica, nonostante abbia vinto la mia prima gara in 125. Siamo migliorati ma non abbiamo trovato le stesse sensazioni di Jerez o Le Mans: i giapponesi volevano vincere - racconta - ma come ho detto prima della gara si trattava di soli 25 punti, anche se siamo in Italia. Dovevamo stare davanti a Dovi e lo abbiamo fatto, inoltre siamo arrivati con otto punti di vantaggio e ce ne andiamo con dodici”.

A proposito di altre Honda, Lorenzo continua a faticare e chiede una moto più adatta a tutti. A tal proposito, non manca la risposta di Marc.

Tutti vogliamo una moto sempre migliore, ma lui non ha provato le versioni 2016 e 2015, che erano realmente difficili. Ora la moto è migliorata - spiega - ma in ogni caso per avanzare delle richieste devi essere davanti, se non lo sei la casa ascolta chi lo è come Cal o Nakagami, che oggi ha fatto una bella gara”.

Chi invece può sorridere al pari di Marquez è suo fratello Alex, vincitore in Moto2 nonché suo compagno di allenamento

“Alex ha dimostrato il suo talento oggi, peccato non sia riuscita la doppietta alla famiglia. Io e mio fratello ci alleniamo insieme ma cerco di prenderlo come un momento di divertimento, infatti siamo sempre insieme ad alcuni nostri amici. Diamo sempre il massimo accettando i rischi che fanno parte del mestiere, dato che è l’unico modo di migliorare”.

In conclusione Marc parla del campionato, e della possibile alleanza Dovizioso – Petrucci.

“Sono contento perché finora quando le cose vanno male chiudo secondo, spero che possa andare così per tutta la stagione. Per il campionato ci sono tanti piloti in lizza, ma sin da ora sto cercando di concentrarmi su di me. La cosa importante è attaccare quando sono in forma e difendermi quando non lo sono. Petrucci? oggi è stato più veloce di Dovi, è a 33 punti quindi lo considero un rivale per il campionato. Le Ducati vanno forte e si aiuteranno come hanno fatto finora - conclude - ma credo che in gara se uno dei due può vincere lo farà perché sono entrambi in lizza per il campionato”.

 

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