MotoGP, Lorenzo: "Honda ascoltami, posso rendere facile la RC213V"

Jorge e la sua idea: "con le mie indicazioni tutti i piloti andranno più veloci, anche Marquez. In questo momento posso solo sopravvivere"

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Lorenzo ha messo le carte sul tavolo: la Honda non è una moto fatta per lui e, a dirla tutta, nemmeno per gli altri piloti, ma solo per Marquez. L’ultima dimostrazione è il 17° tempo nelle qualifiche di oggi al Mugello, la pista su cui solo un anno fa il maiorchino aveva trionfato.

Il maiorchino ormai ha la certezza che non si tratti solamente di adattamento, la RC213V dev’essere cambiata o solo il marziano di Cervera potrà guidarla. Lo ha detto chiaramente ai tecnici della HRC e adesso aspetta una risposta, consapevole che è difficile fare passare la sua idea quando, con quella moto, Marc si diverte a ritoccare il libro dei record ogni domenica.

Penso che il problema sia che non mi sento a mio agio sulla moto e questa pista lo esalta - spiega le difficoltà sul tracciato toscano - Fatico di più fisicamente e in generale nella guida. Il Mugello è sempre stato un circuito difficile per la Honda, con l’eccezione di Marquez che oggi ha guidato in modo incredibile in qualifica ed è stato anche molto intelligente a trovare la scia giusta. A parte lui, tutti gli altri piloti hanno faticato tanto”.

Per la precisione Crutchlow è in seconda fila e Nakagami 10°, ma c’è verità nelle parole del maiorchino perché entrambi si sono lamentati a più riprese di alcune caratteristiche della Honda.

Abbiamo bisogno di un piano e di lavorare su una soluzione, serve nuovo materiale che mi permetta di stressare meno il mio fisico e di guidare meglio - traccia la rotta - Dobbiamo rendere la moto più facile per tutti i piloti, solo Marquez è competitivo. Se inizieremo ora, troveremo dei benefici per il futuro”.

Come?
Non conosco il futuro, ma ho esperienza e so di cosa ho bisogno per andare forte e anche che ci sono dei limiti, soprattutto quest’anno con meno test e solo la possibilità di avere una nuova carena. Sono arrivato alla prima gara con la moto già deliberata e pochi giorni di test sulle spalle, ora devo aspettare i test di Barcellona per avere qualcosa di nuovo. Avere un piano di sviluppo è la cosa più importante”.
 
Con quale obiettivo?
Dobbiamo rendere la moto più facile e credo di essere il pilota giusto per portarla su questa strada. Sono stato io a proporre di prendere questa nuova direzione”.

Cosa si può fare nel breve periodo?
L’unica cosa che può risolvere il problema, a parte modificare il motore, è lavorare su serbatoio e carena. I piloti Ducati, escluso Dovizioso, stanno usando il mio serbatoio dello scorso anno, e anzi lo hanno estremizzato ancora, perché permette loro di risparmiare energie. Non è comunque l’unica parte su cui lavorare per il futuro”.

Vuoi rendere la Honda più simile alla Ducati?
“No, quello che voglio dire è che la Desmosedici che guidai la prima volta era molto diversa da quella con cui corsi l’ultima gara e possiamo ripetere questa evoluzione. Bisogna essere pazienti e motivati, io credo che potrò migliorare ma la differenza potrò farla solo quando arriveranno i pezzi che ho chiesto e capirò come guidare questa moto, quando accadranno entrambe le cose allora  potrò fare un grande passo in avanti.

Hai fatto le tue richieste agli ingegneri, cosa ti hanno risposto?
Questo non posso dirvelo”.

Deve essere difficile convincerli quando vincono a ripetizione con Marquez…
Capisco perfettamente in quale situazione si trovi Honda, è difficile pensare di cambiare una moto quando hai un pilota che vince così tanto. Però né io né Honda siamo contenti dei miei risultati e se vorremo cambiarli non basterà accumulare chilometri. Sono un pilota con particolari caratteristiche particolari che mi permettono di ottenere risultati importanti se mi trovo bene sulla moto e in questo momento non sta accadendo. L’ho dimostrato in Ducati e penso di poterlo ripetere con Honda, ma ho bisogno di questi nuovi pezzi per fare dei grandi progressi”.

Basterà seguire le tue indicazioni per rendere ‘umana’ la RC123V?
“Io credo, perché l’ho già fatto con altri marchi, che migliorando le mie sensazioni in sella posso rendere questa moto più facile per tutti i piloti, Marquez compreso. Bisogna renderla più docile in accelerazione, far sì che freni meglio, e anche Marc sarà più veloce. Credo che l’obiettivo per Honda in MotoGP sia essere competitiva con tutti i piloti, non vincere solo con uno.

E intanto che aspetti le nuove parti, cosa puoi fare?
Per il momento posso solo dare il mio meglio e il mio meglio oggi è questo. Ho fatto qualche errore in qualifica, è vero, ma in generale è questa la mia posizione”.

Come affronterai la gara?
Domani proverò a trovare qualche soluzione, mi rimane il warm up come ultima possibilità, anche se sarà complicato. Partendo così indietro e con le sensazioni che ho in sella, mi aspetto una gara in cui cercherò di sopravvivere, come nelle precedenti. Posso solo pensare di portare a casa punti, quando un pilota non è a suo agio sulla moto è lento. L’abbiamo visto oggi: io sono 17° e Valentino 18°, l’anno scorso eravamo secondo e primo. Cos’è cambiato? Le nostre sensazioni in sella”.

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