Rossi:”La MotoGP era più romantica qualche anno fa”

Il Dottore racconta il Mugello e ci spiega le sue curve: “Casanova-Savelli e Arrabbiata1 il miglior punto della stagione”

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Il Mugello è speciale per tanti, sicuramente lo è per tutti i piloti italiani ma di certo ha un sapore diverso per Valentino Rossi, idolo indiscusso della folla quando sul circuito toscano si presenta il motomondiale. Durante una chiacchierata con Guido Meda su Sky Sport nel giovedì del GP d’Italia Rossi ha toccato molti temi, dai problemi della Yamaha alla situazione della MotoGP, dalle curve storiche del Mugello all’esperienza sulla pista toscana con la Formula 1.

Il problema principale della Yamaha è l’accelerazione da velocità basse e Le Mans ha sicuramente sfavorito la casa di Iwata. Qui al Mugello, però, non si va mai piano quindi Valentino potrebbe trovare meno difficoltà?

“Il Mugello può essere vantaggioso, però è tutto teorico aspettiamo di andare in pista domani. Noi perdiamo molto in accelerazione fuori dalle curve lente e a Le Mans ce ne sono molte. Quest’anno abbiamo migliorato ma gli altri accelerano più di noi. Una volta la Yamaha era la moto più veloce dentro alle curve, ora siamo tutti lì e gli altri si sono avvicinati molto”.

La MotoGP cresce sempre di più. Dopo l’elettronica sta entrando nel paddock anche la questione aerodinamica. Il motomondiale è al top adesso?

“Sono cambiati i tempi, proprio come succede in tutti gli altri sport. 2 anni fa era tutto più romantico. Ora si lavora di più su tutti i punti di vista. Una volta il giovedì si giocava a calcio nel paddock, adesso invece si studia. Il livello si è alzato tantissimo. E quest’anno è molto tosto perché ci sono tanti piloti forti in griglia A me piace capire tutto, ci provo anche con l’elettronica che è sempre più importante nella MotoGP di oggi. Passo un sacco di tempo a leggere i dati e confrontarli con le mie sensazioni sulla moto. Inoltre c’è anche Gavira, il mio nuovo coach, che mi guarda da fuori e osserva anche gli altri. Poi con lui e con i tecnici ci parliamo e capiamo cosa fare”.

La Yamaha, dopo la delusione 2017/2018 ha investito per provare a ridurre il gap dalle altre moto, sembra che ci sia già in programma una moto 2020 da provare e si parla dei test di Brno come data papabile per questo test.

"Era una cosa normale fino a qualche anno fa, provavamo la moto e i miglioramenti ai test di Brno. Negli ultimi anni però qualcosa è cambiato, non lo abbiamo più fatto e abbiamo cominciato a perdere. Di buono c’è che le idee sono chiare e che ci sarà molto da fare e tante novità da provare cosa che negli ultimi anni abbiamo fatto raramente. Ma per sapere di più dovete parlare con i giapponesi, io provo a capire qualcosa ma non ne so molto".

Valentino ha parlato di dati ed elettronica sempre di più protagonisti della MotoGP, ma il pilota fa ancora la differenza?

"Il pilota conta molto in ogni caso, ognuno ha il suo metodo di lavoro. A me piace approfondire sempre tutto con tutti i miei tecnici".

Il Mugello per Valentino Rossi è anche sinonimo di vittoria e festeggiamenti al centro di una vera e propria città di tifosi in giallo. Quali sono stati i festeggiamenti più divertenti nel corso degli anni. Ci ricordiamo una bambola gonfiabile per prendere in giro Biaggi…

"Le nostre idee nascevano al bar tra amici e quella volta ci eravamo detti di fare una cosa assurda. Non volevo prendere in giro Biaggi con quella bambola gonfiabile, almeno inizialmente, poi qualcuno ci scrisse sopra Claudia Schiffer e lì ovviamente si pensò alla relazione di Max con la Campbell ma l’idea non era quella. Una della più divertenti è stata nel 2002 quando prendemmo la divisa dei vigili di Tavullia e mi fecero la multa per eccesso di velocità”.

Valentino ha vinto al Mugello 9 volte, quali sono i segreti della pista?

“Si parte lanciati sul rettilineo, poi c’è la “gobba” che tanto sta facendo discutere. Poi si entra in Curva 1 la San Donato, è una curva molto lunga e si fa in seconda marcia. La staccata è importante, bisogna cercare di rimanere molto tempo su velocità alte senza andare larghi e provare ad uscire il più stretto possibile.

Luco-Poggiosecco è la prima “S”, sono le curve 2-3. La prima è una sinistra ceca, molto difficile e lì c’è il fanclub ed è importante farla bene perché ci sono loro che mi guardano.
La seconda “S” è la Materassi-Borgo San Lorenzo, è più veloce rispetto alla Luco-Poggiosecco e si fa sempre in seconda (proprio come la 2-3) quindi o sei a posto con una o con l’altra.

Dopo questa variante arriva il punto più bello di tutta la stagione: Casanova-Savelli-Arrabiata1. È sempre molto emozionante perché c’è una gran discesa e a lato tutti i tifosi. Le si può fare tutte in terza. All’Arrabiata 2 non si vede nulla, ci sono molte buche ed è davvero una curva tosta. Devi farla come te la ricordi.

La 9-10 è la terza “S” del Mugello. È simile alla prima, si percorre in seconda marcia ed è importante mantenere un po’ di margine nella 9 per uscire forte e sfruttare bene il rettilineo “corto”. Si arriva al Correntaio, non sembra ma è molto tonda come curva, si piega molto.

Dopodiché si entra nel quarto settore che è dove faccio più fatica. È molto importante tenere la linea perché la moto si muove. La Bucine è l’ultima curva, è molto difficile perché si è ancora in discesa, bisogna andare ad occhio ed entrare alla cieca”.

Ma al Mugello oltre che con le moto Rossi ha girato anche con la Formula 1.

“Ho fatto un test con la Ferrari qui. È un circuito che fa paura: Casanova, Savelli e le Arrabbiate si fanno in piena in quinta e poi sesta marcia. Si esce a 270 senza vedere nulla”.

Valentino ci lascia anche una notizia in questo giovedì del Mugello, non sarà al Rally di Monza ma correrà un Endurance ad Abu Dhabi.

“Quest’anno non ci sarò al Rally di Monza, correrò ad Abu Dhabi con una Ferrari 488 del team Kessel insieme a Uccio e a mio fratello Luca Marini”.

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