Moto Guzzi Fast Endurance: aquile da corsa

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Una corsa dove quello che subito lasci andare, allo spegnersi del semaforo, non è la leva della frizione, ma il cuore, che in quel momento prende il sopravvento sulla mente e sui pensieri e ti porta in una dimensione che tutti i motociclisti, almeno una volta nella vita, hanno desiderato. Fare il pilota, correre e magari avere la meglio e vincere. In molti casi non una ambizione, ma semplice desiderio. Per poter magari un giorno dire “l’ho fatto, ci ho provato” e… “mi sono divertito”.

Lo spirito che anima il Trofeo Fast Endurance di Moto Guzzi è questo. Una sfida tra appassionati, con un format di gara stile Endurance con equipaggi di due piloti impegnati in un’ora di gara con turni da 15 minuti. Ma anche un momento di aggregazione tra semplici amanti delle moto che desiderano saggiare il gusto della gara, della sfida in pista. Mettersi alla prova anche solo contro se stessi.

L’ambiente che troviamo girando tra i box di Vallelunga in occasione del "Meeting d'epoca FMI" è di quelli genuini: fare quattro chiacchiere insieme, magari attorno ad una tavola, e poi sfidarsi tra i cordoli. Dove si è rivali, sportivi, mica nemici giurati. Atmosfera di un tempo, il cui ingrediente fondamentale è l’amore per la moto.

Nell’ultimo weekend si è disputata la seconda prova del trofeo monomarca che vede in pista nientemeno che la Moto Guzzi, nella fattispecie la V7 III allestita con un kit che ne fa mezzo adatto a correre: sospensioni Öhlins, scarico racing, tabelle porta numero e poco altro con lo "small block" rivisto dai fratelli Guareschi che arriva a 56 CV, dai 52 dichiarati di serie. Il costo totale di una stagione di gara, compreso il prezzo della moto, si aggira attorno ai 14.000 Euro ad equipaggio. 

FAST ENDURANCE: "La V7 III? SINCERA COME UNA CASALINGA"

E’ domenica, giorno di  gara. Nel paddock del “Piero Taruffi”, tra le tende delle varie squadre, incontriamo i piloti che da lì a poco scenderanno in pista per la seconda prova stagionale.

Carlo Bartalini, giornalista appassionato che corre in coppia con Dino Romano con il team Spirit of 4.5 – PMR Moto, è un tipo istrionico e competente. Un tempo era la voce delle cronache in TV del campionato SS600 oggi anche pilota Fast Endurance: “Qui si vive un’atmosfera rilassante - ci dice - si corre ma con lo spirito giusto. Non ci sono grandi rivalità tra i piloti, tutti vivono la gara con la massima spensieratezza. Corro per divertimento con una moto - la Guzzi V7 III - che si mostra semplice, ma allo stesso tempo efficace e divertente. Senza troppi fronzoli, piace per quello che offre. La definirei 'sincera come una casalinga' ", chiude con una colorita definizione che rende bene l'idea.

Nella tenda di fianco troviamo Riccardo Mancini  (Circuito Internazionale d’Abruzzo in coppia con Nicola Maccaferro), pescarese di 16 anni, che ci confessa di essere “al primo anno di moto, ed alla seconda gara della vita“. Riccardo è veloce ed ha uno stile da “gomito fuori”, cela aspirazioni da pilota, magari una wild card nella R3 Cup, ma per adesso si dice contento per “un trofeo che ti dà l’occasione di imparare ad andare in moto. Qui la prima cosa che ti colpisce è l’allegria, in un bell’ambiente, in sella ad una moto molto facile da usare” con la speranza un giorno magari di correre ancora, ma “per adesso va bene così, poi vediamo se sarò bravo per correre in altri campionati”.

Dario ed Eleonora Villa sono padre e figlia e corrono sotto le insegne Lupo Racing. “Lupo” e “Lupetta” (leggiamo sulla moto) condividono la stessa passione per le due ruote. Tra loro sono sorrisi e battute mentre parliamo sotto il gazebo:

Contento di questa esperienza - dichiara Dario, pilota con trascorsi di Endurance - è un weekend di festa in un ambiente a misura d’uomo, e sono contento perché sono riuscito a coinvolgere mia figlia”, “Ma lui è più veloce !" esordisce Eleonora, 17 anni "anche perché corro da poco, ma ditemi tempo… “ avverte. “E’ bello girare con mio padre, ma è stressante. A fine turno - spiega - mi dà i consigli sulla moto, sulla messa a punto, ma li ripete troppe volte (risata, nda). “Eh ma un po’ di ansia ti viene quando poi la vedi correre” confessa il papà Dario, “soprattutto quando piove!“ udiamo la voce divertita della mamma. Il tempo in effetti non è dei migliori, anche se poi per la gara Giove Pluvio decide di darsi ad una gradita pausa.

Il momento del cambio moto tra Dario ed Eleonora

Qualcosa che si potrebbe migliorare? Per qualcuno il tempo di gara è“troppo breve un’ora con turni da 15 minuti, meglio avere una gara di due ore” e questo la dice lunga sulla voglia che anima i partecipanti nel guidare. Ma - ci spiegano gli uomini Guzzi - con un tempo di un’ora non si chiede troppo ai partecipanti da un punto di vista fisico e si evita di fare rifornimento, consentendo in pratica di fare l’intera gara con un pieno del serbatoio. Ad ulteriore vantaggio per le spese.

FAST ENDURANCE: LA GARA

Alle 14:30 scatta la gara. I piloti da un lato e le moto dall'altro, come nella "24 ore di Le Mans". Il divario in pista in alcuni casi è evidente, ma la sensazione è che questo sia l'ultimo dei pensieri che affollano la testa dei piloti. Conta guidare, fare le migliori traiettorie ed essere costanti con il proprio ritmo. Bella la partenza, altrettanto il cambio di pilota ai box, ma merita una menzione lo spettacolo regalato dalle Guzzi correre in un circuito, con il tocco del sound che esce dai doppi scarichi davvero gustoso. Il finale di gara si giocherà sul filo dei centesimi con la vittoria andata alla compagine 117 Racing Team di Matteo Giordani - Carlo Maderna. Un premio speciale, in questa occasione per la rimonta più bella, oltre al premio per il giro più veloce in corsa, è andato a Niccolò Rosso che con la V7 III ha girato in 2’00”645. Un tempo davvero notevole se rapportato alla moto.

FAST ENDURANCE: UNA FORMULA CHE PIACE

L’obiettivo di Moto Guzzi, nel varare la formula del Fast Endurance, è quello di fare vivere una esperienza di gara a chiunque abbia voglia di cimentarsi in pista. Dal pilota più navigato al giovane debuttante o con poca esperienza.

Bassi costi, ambiente genuino e voglia di godersi un weekend in moto nella massima semplicità. Quando nel 2016 nacque l’idea insieme al presidente FMI Giovanni Copioli l’intento era di riportare Moto Guzzi in pista, ma a modo proprio. Cercando di conciliare il mondo delle gare con lo spirito del 'guzzista' che è quello degli appassionati di un tempo, desiderosi di godersi la propria moto, fare gruppo, divertirsi. Uno spirito che non mancherà certamente nelle ultime tre tappe di stagione: Magione (23 giugno), Adria (1 settembre) e Misano il 13 ottobre.

photo| William Toscani e Benzina

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