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MotoGP, Le Mans: il Bello, il Brutto e il Cattivo

In Francia si è divertito solo Marc Marquez (e famiglia), facce scure in Ducati e Rossi propone di andare tutti al mare

MotoGP: Le Mans: il Bello, il Brutto e il Cattivo

Marquez dice sempre che arriveranno circuiti in cui faticherà, ma viene il dubbio che non si riferisca a quest’anno. Forse a quelli di prossima costruzione in Finlandia e Indonesia. Intanto continua a macinare vittorie, ma con la cortesia di lasciare il favore delle telecamere agli avversari, impegnati a scannarsi per il 2° posto mentre lui prende un tè per ingannare l’attesa del loro arrivo.

A Dovizioso e Dall’Igna sembrava fosse morto il gatto, invece erano le solamente le speranze mondiali  a essere in condizioni critiche. Si potrebbe andare tutti quanti al mare (come diceva Valentino) o allo zoo comunale, l’importante è non fare venire anche Marquez, o vincerebbe anche lì.

IL BELLO – Lo è chiamarsi Marquez se il tuo mestiere è andare veloce in moto. A Le Mans si poteva scegliere fra la variante Marc o Alex, il risultato sarebbe stato lo stesso. Il GP di Francia è stata una questione di famiglia e si aspetta al più presto un cuginetto per colmare l’incredibile vuoto in Moto3. Tocca metterla sul ridire, perché a tutti gli altri piloti non resta che piangere.

IL BRUTTO – Solo qualche anno fa vedere arrivare 3 Ducati nei primi 4 posti sarebbe stato un evento da festeggiare con una pioggia di champagne e rimorchi pieni di ostriche. Invece la faccia di tutti, da Dall’Igna in già, era quella di andrà a letto senza cena. La deriva peggiore sarebbe iniziare una faida interna, con i piloti che danno la colpa alla moto e gli ingegneri ai piloti. Nulla che non sia già accaduto prima, meglio fare un ripasso della storia recente in preparazione del Mugello.

IL CATTIVO – Non c’è limite al peggio e Zarco lo ha scoperto nella gara di casa. Mentre Pol Espargarò faceva faville con la KTM, Johann sembrava un turista in cerca della strada per l’hotel. In teoria Le Mans, come tutte gli altri circuiti, si può percorrere in una sola direzione, ma il francese è riuscito a perdersi comunque.

LA DELUSIONE – Forse tocca veramente sperare nel 2020, studiando congiunzioni astrali e presagi più o meno esoterici. Per il resto, il presente parla di una M1 che non vince e nemmeno convince, di un Valentino che bene o male tira sempre la carretta fin dove può arrivare, di un Morbidelli che fatica a fare quell’ultimo passo che gli permetterebbe di entrare nei grandi e di un Vinales il cui andamento è più imperscrutabile dell’origine dell’universo. Per Yamaha, però, c’è anche qualcosa di positivo. Cosa? Leggete qui sotto.

LA CONFERMA  – Fabio Quartararo, naturalmente. Anche in Francia la sua è stata una delle gare più convincenti. Ha rimontato, non ha sbagliato e si è meritato un altro bel voto in pagella. Il futuro della Yamaha (M1 a parte) potrebbe essere già arrivato.

LA SORPRESA  – Lo scorso anno Zarco era stato annunciato come il salvatore della KTM, invece la soluzione l’avevano già in casa. Ha la faccia e la grinta di Pol Espargarò, che sta diventando una bandiera della Casa austriaca. Nelle scorse stagioni ha sofferto su una moto non competitiva, adesso si sta godendo le prime soddisfazioni. E se le merita.

L’ERRORE – Lorenzo Baldassarri non sembra conoscere mezze misure: o vince o si stende. A Le Mans ha scelto (si fa per dire) la seconda opzione e l’ha imposta anche a un incolpevole Pasini. Il primo posto nel Mondiale è ancora salvo, ma a volte bisogna sapere anche accontentarsi.

IL SORPASSO – Di questi tempi, riuscire a mettere le ruote davanti a Marquez, anche se per poco, è già valevole di premio. Jack Miller lo ha fatto e per questo è il vincitore di questa (del tutto platonica) categoria.

LA CURIOSITA’ –  Morbidelli eroe dei due mondi, Italia e Brasile. Ai piloti, quando vengono intervistati dalla tv ufficiale del campionato, viene chiesto di rispondere in inglese e nella propria lingua madre. Questo non vale per Franco, che deve aggiungere il portoghese. Un po’ di lavoro extra che fa con il sorriso.

IO L’AVEVO DETTO – Dovizioso ottimista al sabato: “questa volta potrò lottare con Marquez”. Pessimista la domenica: “non ho carte per lottare con Marquez”.

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