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MotoGP, Rossi: "Marquez e Honda sono la coppia perfetta"

Valentino 6° a Jerez: "la Yamaha è più competitiva e possiamo lottare per il titolo, ma qui ho presto capito che avrei dovuto giocare in difesa"

MotoGP: Rossi: "Marquez e Honda sono la coppia perfetta"

Neanche questa volta Valentino Rossi può lasciare Jerez con il sorriso sulle labbra, anche se un po’ di zucchero utile per indorare la pillola questa volta c’è stato. Il problema, però, è che il podio è sempre stato troppo distante dal Dottore. Nonostante tutto, in classifica è rimasto nel treno di testa e i 9 punti di svantaggio da Marquez non sono un dramma.

Non sapevo cosa aspettarmi da questo fine settimana - spiega - e purtroppo non sono mai riuscito a essere abbastanza veloce. Prima di partire per la Spagna, avevo sperato con tutto il cuore di essere competitivo come ad Austin, ma turno dopo turno ho capito che avrei dovuto giocare in difesa”.

Vinales è salito sul podio, la Yamaha è migliorata rispetto al passato?
Ho fatto una gara migliore rispetto a quella dello scorso anno, dove ero arrivato 5° ma solo perché molti piloti erano caduti. Ho tenuto un buon passo, anche negli ultimi giri, il distacco dal podio è diminuito e ho abbassato il mio tempo di gara di più di 20 secondi”.

Hai montato la gomma dura all’anteriore, mentre Maverick la media. Hai fatto la scelta giusta?
È stata una decisione presa all’ultimo momento, perché le temperature si stavano alzando. Sarei veramente curioso di correre nuovamente con la media, forse sarei potuto essere un po’ più veloce. La verità, però, è che il mio fine settimana si è complicato dopo le FP3, quando ho mancato l’accesso diretto in Q2. Se fossi partito in una posizione migliore, probabilmente sarei riuscito a stare con Maverick e le Ducati”.

Riesci a essere ottimista dopo questa gara?
Siamo più forti rispetto al 2018, il campionato è ancora lungo e la sfida difficile, ma stiamo andando nella giusta direzione. Però oggi non posso essere completamente felice perché volevo lottare per il podio e non ci sono riuscito”.

Non sei troppo staccato in classifica…
È vero, non sono lontano ma il vero problema in campionato si chiama Marquez. Se non fosse caduto ad Austin il suo vantaggio sarebbe più grande e anche Dovizioso e Rins sono molto forti. Io credo che potremo lottare per salire sul podio e vincere delle gare. Devo rimanere vicino ai migliori in classifica, quando lo sei è tutto più divertente perché hai un obiettivo importante. Certo Marc e la Honda sembrano la combinazione perfetta: il miglior pilota sulla migliore moto. Bisognerà fare il massimo”.

Quanto è merito del pilota e quanto della moto?
A Marc non si può dire niente, non puoi sostenere che vinca per merito della sua moto. Però non vedo tutte le Honda così in difficoltà, Crutchlow è salito sul podio in Qatar e si sarebbe potuto ripetere in Argentina e Texas senza la falsa partenza e la caduta. Direi che la Honda va bene e Marquez è il pilota che la interpreta nel migliore dei modi”.

Però adesso arriveranno piste favorevoli alla Yamaha sulla carta…
Però Marquez sarà veloce anche lì. L’anno scorso ero salito sul podio a Le Mans, Mugello e Barcellona, ma sempre sul terzo gradino: bisognerà fare meglio e lavorare sodo”.

Una curiosità: Marquez è stato il pilota più vecchio sia in prima fila che sul podio qui a Jerez…
A 26 anni? È maledettamente vecchio! (ride) La cosa importante sono i risultati, quando vinci nessuno ti può dire niente. Quando arrivano i piloti giovani tutto diventa più difficili, ma sto parlando di me e non di Marc, naturalmente. Ti ritrovi dall’altra parte della barricata, devi stare calmo e vedere i lati positivi. Puoi imparare da loro e batterli è una sfida che ti dà motivazioni”.

È quello che succede con i tuoi piloti della Riders Academy?
Sì, loro possono imparare da me e io da loro. Inoltre posso parlare molto con Morbidelli della Yamaha, sia dei setup che della scelta delle gomme”.

Il team Petronas vi sta dando una mano per lo sviluppo della M1?
Negli ultimi due anni avevamo passato un momento di confusione, perché le novità non funzionavano. Senza togliere nulla a Zarco, spesso era più veloce perché il materiale vecchio funzionava meglio. Ora le quattro M1 sono molto simili tra loro e questo rende più facile lo sviluppo. Per essere chiari, credo che a Jerez la differenza l’abbia fatto il fattore umano, come nel caso di Quartararo, che credo sarà un avversario difficile da battere anche in futuro”.

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