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MotoGP, Lorenzo: "Sono deluso, triste e preoccupato"

"Fatico più di quanto successo con Ducati, lo dicono i numeri. Sono un campione e spero che Honda abbia la mia stessa voglia di risolvere i problemi"

MotoGP: Lorenzo: "Sono deluso, triste e preoccupato"

Jerez poteva e doveva essere l’ancora di salvezza per Jorge Lorenzo. Lo era stata nel primo anno con la Ducati, salendo sul podio, ma non è successo con la Honda. Il maiorchino e la RC213V sono due rette parallele che faticano ancora a incontrarsi. Il 12° posto a più di 20 secondi da Marquez è l’impietosa fotografia del fine settimana spagnolo del maiorchino.

Non posso essere felice dopo questa gara - ammette - La cosa più logica è sentirsi triste, deluso e preoccupato. Basta che guardiate la mia faccia: non mi piace dare tutto me stesso ed essere lento. Sto passando un momento difficile, ma l’unica mentalità possibile è quello di rimanere positivi”.

Il 10° posto in qualifica ha condizionato la tua gara?
Partendo più avanti forse sarei riuscito a essere più veloce nei primi giri, ma oggi ero lento anche quando giravo da solo. Se hai la velocità giusta puoi comunque recuperare e oggi non è successo”.

Cosa ti limita in questo momento?
Non ho fiducia specialmente in entrata di curva, la moto trasferisce troppo peso all’anteriore e affatico le braccia. Bisogna cambiare qualcosa nella ciclistica o nella gestione del freno motore perché non mi sento sicuro e perdo molto nei confronti degli altri piloti Honda in quel punto, non parlo solo di Marquez ma anche di Crutchlow e Nakagami. Finché non troverò una soluzione a questo problema, non potrò essere veloce”.

Sei più tu a dovere adattare il tuo stile di guida alla Honda o viceversa?
Sicuramente io posso migliorare, imparo ancora qualche cosa di nuova ogni volto che la guido. Però, dall’altra parte, dobbiamo sistemare la moto perché mi dia più fiducia. Lo scafoide fratturato non mi dà problemi nella guida, non riesco ad allenarmi ancora come vorrei dal punto di vista muscolare, ma non è quello il problema”.

È solo questione di tempo?
Ci sono moto sui cui ti senti subito a tuo agio appena sali in sella e altre no, ci sono piloti che si adattano rapidamente ai cambiamenti e altri no, evidentemente faccio parte del secondo gruppo. Ho perso tanti giorni di test questo inverno e mi servono più chilometri sulla Honda. Sia chiaro: io non mi arrendo, sono certo che arriverò al livello che voglio”.

Però hai detto di essere preoccupato…
Perché non abbiamo ancora trovato la soluzione al problema, ma abbiamo corso solo 4 gare e ne rimangono ancora 15 e altre 19 il prossimo anno. Ho tutto il tempo per individuare la mia strada, già a partire da domani quando ci saranno dei test importanti”.

L’adattamento con la Honda è più difficile di quello con la Ducati?
Sì, lo dicono i numeri: i punti in classifica e il mio ritardo in pista. Sto passando un momento molto duro, ma c’è tanta gente che sta peggio di me. Io sono un campione e voglio riuscire in questa impresa, spero che la Honda abbia la mia stessa voglia”.

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